Garmin Coach: buona la prima!

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Come forse ricorderai, qualche mese fa ho iniziato a seguire il piano di allenamenti proposto da Garmin per la preparazione della Mezza Maratona. Ho scelto, tra i piani disponibili, quello che ha come Garmin Coach Jeff Galloway, con cui mi sarei dovuto preparare per correre una Mezza sotto l’ora e trentadue minuti entro la metà di luglio.

Già da principio ero consapevole che quel tempo fosse alla mia portata, tuttavia ero curioso di vedere in che modo il Coach mettesse insieme i dati dei miei allenamenti facendomi variare intensità e durata. Non che Jeff Galloway si metta dietro ai dati che gli invio tramite il mio Connect, ovviamente, ma l’algoritmo che fa i calcoli si basa sulle sue specifiche, e per quella che è stata la mia esperienza personale, ci ha preso alla grande. Il primo mese e mezzo di allenamenti è stato un susseguirsi di arrangiamenti su tempi e distanze, anche con alcune cose che – nella mia testa almeno – sembravano aver poco senso. Ad esempio, tra i lunghi domenicali previsti a circa un mese e mezzo dalla gara virtuale, mi è stato proposto un lunghissimo a passo “lento” di oltre ventisette chilometri, ben sei in più della distanza di gara, che mi ha lasciato un po’ meravigliato al vederlo sul calendario, ma visto che ogni volta che si termina un allenamento il Garmin chiede come sia andata e quale sia lo sforzo percepito, mi son fidato.


Ho quindi seguito quanto previsto e mi sono ritrovato a correre in tranquillità la distanza programmata, con un incremento del VO2Max ed un miglioramento del tempo previsto per il completamento della Mezza Maratona, che è andato ben sotto al programma all’inizio del piano di allenamento. Inutile dire che anche il morale, dopo una buona prestazione su una distanza del genere, sale e con il morale aumenta anche la fiducia nel Coach.

A un mese dalla gara

Quattro settimane prima della gara gli allenamenti sulle distanze medie e brevi hanno iniziato ad intensificarsi, con ripetute lunghe più veloci e in maggior numero e con il lungo del fine settimana che si è trasformato in una sorta di fartlek programmato che coprisse distanze tra i sedici ed i diciotto chilometri per seduta. La cosa interessante di questi allenamenti è stata vedere che, sebbene il piano originariamente prevedesse di correre la Mezza Maratona in un’ora e trentadue, l’algoritmo si era adattato alle mie capacità e mi ha dato allenamenti in linea con il mio stato di forma, senza farmi andare più lentamente di quanto potessi solo per restare nel tempo previsto. Mi sono confrontato con qualche amico che segue il piano di altri Garmin Coach sulla Mezza e sui Diecimila ed anche per loro, in un caso con aumento di intensità e nell’altro diminuendola, gli allenamenti si sono adattati alle caratteristiche dell’atleta, senza fargli fare sforzi inutili che avrebbero potuto portare ad un infortunio oppure facendolo correre ad un passo un po’ più veloce del pianificato quando i dati erano favorevoli. Questo aspetto dell’apprendimento del software mi ha meravigliato molto e fa capire quanto l’Intelligenza Artificiale di firstbeat Analitycs sia davvero in grado di dare quel qualcosa in più anche agli atleti amatori come me e te che magari, prima di passare ad un Coach in carne ed ossa, vorrebbero provare il feeling con una tabella e un programma da seguire.

E quindi? Com’è andata?

Non ci giro troppo intorno, è andata molto molto bene. Già dal lungo fatto due settimane prima della domenica di gara ero riuscito a coprire la distanza con un tempo nettamente migliore, anche se forse non avrei dovuto, perché Coach Jeff aveva previsto una corsa di diciotto chilometri e cinque minuti di defaticamento finali. A quel punto però, visto che avevo corso quasi una mezza, ho deciso di allungare e terminare con ventunomilanovantasette metri in saccoccia, andando in complesso un po’ più forte rispetto a quanto previsto, ma era un po’ come aver barato, per cui non ho considerato valido quell’allenamento e ho diligentemente seguito quanto previsto nelle due settimane successive. Come in molti piani di allenamento per lunghe distanze, anche quello che Garmin Coach ha impostato per me ha previsto negli ultimi quattordici giorni una diminuzione graduale di distanza ed intensità delle corse, per arrivare il più possibile riposato e senza stress al giorno di gara. Il risultato? Lo puoi vedere nella foto sotto, direi che posso esserne più che soddisfatto, no?

Considerazioni finali

Sono ovviamente molto contento del piano e di come mi abbia portato a raggiungere il risultato impostato in partenza – ed anzi andare oltre -, sono inoltre rimasto stupito da quanto in fretta e facilmente l’algoritmo riesca ad “imparare” dai dati che gli vengono forniti con gli allenamenti e le altre attività quotidiane, come i periodi di riposo, il sonno o lo stress a cui sottoponiamo ogni giorno il nostro corpo. L’impostazione da amatore del piano poi è particolarmente azzeccata, dando la possibilità davvero a chiunque di perseguire un risultato in linea con le proprie condizioni di forma.

Ora aspetto che sia disponibile un piano di Garmin Coach per la Maratona, magari per impostare le tre ore come tempo previsto e chissà che alla fine non si possa trovare una bella sorpresa come in questo caso!

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