Ecco come puoi ridurre il tuo impatto ambientale

La giornata tipo di chi vuole avere il minimo impatto ambientale assomiglia a questa. Senza estremismi

Quando pensiamo all’ambiente e a quanto la presenza umana lo modifica, ci sembra di poter far poco. Il problema è talmente gigante (globale, appunto) che spesso facciamo spallucce, pensando che il nostro impatto individuale sia così trascurabile che tanto vale non fare niente. Da soli non possiamo incidere molto ma insieme sì, eccome. Se infatti cambiamo prospettiva e consideriamo i nostri comportamenti come uno stimolo a cambiare abitudini per sentirci meglio, possiamo davvero fare la differenza. Pensa solamente a quanto una volta fosse normale gettare l’immondizia nello stesso sacchetto. Oggi non è più possibile e siamo così abituati a differenziare che l’idea di tornare indietro ci dà fastidio fisico.

Vuoi un altro esempio? Io non bevo più acqua in bottiglie di plastica da una decina d’anni. Considerato un consumo medio di una bottiglia da 2 litri al giorno, ho evitato di buttare nelle immondizie (e poi nel mare) circa 3.600 bottiglie. Io, da solo. Moltiplica per milioni di persone e considera quanta e quale differenza possa fare cambiare una semplice abitudine.
Quindi ti invito a non considerare i seguenti consigli come il manuale su come salvare il pianeta ma come una lista di abitudini che puoi acquisire e che ti faranno vivere più in pace con te.

Per semplicità ho diviso questi consigli in funzione dei gesti che fai ogni giorno, in modo da comporre una specie di check-list quotidiana che ti aiuterà ad acquisire dei comportamenti virtuosi.

1. Sveglia: colazione

A colazione consuma prodotti non industriali o frutta a km zero. Così facendo aiuti i produttori locali, consumi ciò che la natura offre in stagione e ti alimenti bene. Una componente del costo energetico (che diventa quindi costo ambientale) della frutta e verdura che provengono da lontano che spesso non viene considerata – oltre al trasporto – è la refrigerazione e conservazione. Anche queste pesano, eccome.
Lava i denti con uno spazzolino riciclabile, possibilmente in bamboo, e consuma tutto il dentifricio del tubetto. Esistono anche tubetti in materiale riciclabile: costano qualche centesimo in più ma è uno sforzo economico che si può fare, no?

2. Allenamento matuttino e abbigliamento responsabile

Se hai fatto una colazione leggera magari è perché esci a correre. Anche nella pratica del nostro amato sport esistono comportamenti responsabili rispetto all’ambiente: già di per sé è uno sport rispettoso ed ecologico ma lo puoi rendere ancora più verde usando capi in materiali naturali (cotoni organici, lana merinos o simili) o prodotti con materiali riciclati. Costano un po’ di più ma hanno una qualità superiore e quindi durano più a lungo. Chi più spende, meno spende.

Lo stesso vale per le scarpe: ne esistono prodotte da riciclo e anche di completamente riciclabili (davvero!) come le On Cyclon ma il consiglio più prezioso è quello di usarle finché non le consumi del tutto, resistendo alla tentazione di averne più dei piedi che hai.
C’è un’app molto interessante che ti aiuta anche a scegliere i brand in funzione della loro responsabilità non solo nei confronti dell’ambiente ma anche dei lavoratori che impiegano: si chiama Good on you e ti dà interessanti indicazioni sui produttori più virtuosi (la trovi sia per iPhone che per Android).

Tieni sempre a mente questo mantra quando devi comprare qualcosa: “Ridurre, Riutilizzare e Riciclare”. Significa, in altre parole, che prima di acquistare qualcosa di nuovo dovresti chiederti se ne hai davvero bisogno, se non hai già qualcosa che possa fare esattamente quella funzione e, se possibile, ricicla, cioè usa oggetti durevoli, non usa e getta, per lo stretto necessario. Il che non significa non togliersi voglie e farsi un regalo “inutile” a volte: significa non farlo sempre e in maniera irresponsabile.

Qual è la nostra (reale) impronta ambientale?

3. Igiene

Ora è tempo di doccia, giusto? Esistono ottimi saponi, shampoo e balsamo in saponetta. Li trovi ormai ovunque e, superata la diffidenza per il fatto che producono meno schiuma dei soliti in bottiglia (di plastica!) potrai ammirare il fatto che, usandoli, scompaiono! Il loro scarto è insomma zero, salvo la componente che elimini con il risciacquo ma che è comunque ecosostenibile. Non riesci proprio a usarli? Allora continua con i flaconi plastici ma almeno avendo l’accortezza di riempirli quando si svuotano con le apposite ricariche, senza comprarne nuove confezioni (cioè altra plastica che poi butterai via).
Un’ultima cosa: la doccia è uno dei piaceri della vita ma considera che in 5 minuti consuma fino a 45 litri di acqua. Ti serve così tanto per pulirti? Pensa che se impieghi metà tempo consumi solo 22,5 litri di acqua. Valuta inoltre se chiudere l’acqua quando ti insaponi: nei mesi caldi lo puoi facilmente fare senza timore di raffreddarti.

4. Spostamenti, lavoro, pasti

È ora di andare al lavoro. Se non si trova tanto distante puoi andarci in bici o a piedi, magari partendo un po’ prima da casa, anche se è pur vero che in molte grandi città il mezzo più veloce per spostarsi non è l’auto né il bus o la metro ma proprio la bicicletta. Fatto salvo il maltempo, i motivi per non usarla sono davvero pochi. Pensa inoltre che ogni spostamento che richiede uno sforzo fisico si traduce in calorie bruciate ed è un allenamento a bassa intensità che aumenta le resistenza. Doppio vantaggio!

Se invece devi fare spostamenti più lunghi scegli per quanto possibile il treno. Se l’auto è l’unica soluzione, valuta l’ipotesi di condividerla con colleghi, magari mettendola a disposizione a rotazione con quelle di altre persone. Otterrai un duplice effetto positivo, e cioè quello di usarla in maniera più efficiente perché trasporterai più persone invece che una sola e potrai usarla meno spesso, dato che con la rotazione potrai “sfruttare” anche quelle dei colleghi. Se li detesti… beh, è un bel problema che non si limita al condividere l’auto, ma questo è un altro discorso.

The Clean Outdoor Manifesto: fare qualcosa di concreto per l’ambiente

Esiste ovviamente anche l’opzione dell’auto elettrica. Il discorso è però complicato dal fatto che, a oggi, è molto costosa e poco diffusa, oltre al fatto che la produzione di energia elettrica avviene in buona parte grazie a fonti non rinnovabili. In un futuro che speriamo prossimo, il costo più contenuto dei mezzi elettrici e la produzione dell’elettricità da sole fonti rinnovabili potrà risolvere il problema, ma ora è troppo presto per considerare questa una soluzione praticabile.

A pranzo puoi optare per il pasto preparato a casa o per altre soluzioni. Se ti arrangi, valgono sempre le stesse regole: frutta e verdura di stagione, liquidi in bottiglie di vetro o di alluminio (o, in genere, metalliche) e consumo limitato di carne e pesce. Capiamo che esistono anche gli onnivori (io stesso lo sono) ma si può esserlo coscienziosamente, cercando di non eccedere nel consumo e prediligendo prodotti di qualità, non trasformati dall’industria, locali e inevitabilmente più costosi. Il problema del costo è però alla lunga un vantaggio, perché insegna che le cose buone hanno un valore ed è giusto consumarle con parsimonia.

Il meritato riposo

Torni a casa la sera e magari ti fermi a comprare qualcosa al supermercato. Da qualche tempo io presto attenzione soprattutto agli involucri (oltre che alla provenienza). Trovo paradossale che molti alimenti organici siano contenuti in confezioni non riciclabili e quindi preferisco comprare frutta e verdura sfuse che ripongo nei sacchetti biodegradabili. È preferibile anche acquistare affettati, carne e formaggi serviti al banco perché l’unico involucro da smaltire sarà la carta che li contiene e non le vaschette plastiche. Come sempre acquista per quanto ti è possibile liquidi in bottiglie di vetro o ricariche per saponi, detersivi ecc.

Finalmente sei a casa ma prima controlli la cassetta della posta: a parte i soliti volantini pubblicitari non trovi niente. Molto bene: significa che hai richiesto da tempo che tutte la corrispondenza cartacea (bollette, fatture, comunicazioni varie) ti venisse domiciliata in formato elettronico. L’ambiente ringrazia.

Preparata e consumata la cena è ora di pulire la cucina: da qualche tempo è facile trovare anche la carta assorbente riciclabile. Ce ne sono versioni in bamboo che puoi usare più e più volte e sono perfette per pulire fornelli e piani di lavoro. Non entro invece nel merito di cosa sia meglio ecologicamente parlando fra il lavare i piatti a mano o in lavapiatti perché le scuole di pensiero si dividono tra chi dice che, paradossalmente, a mano si consuma più acqua e chi vede la lavapiatti come uno strumento diabolico. So solo che la mia schiena preferisce la lavapiatti, veditela con lei.

Ora è tempo di guardare la tv o leggere un libro. Pur essendo un amante (ossessivo, direi) del libro cartaceo, non posso negare che i libri elettronici abbiano un’impronta ambientale infinitamente inferiore, oltre a essere più pratici e a stare a centinaia in un unico lettore di ebook. Tra l’altro puoi finalmente leggere quel romanzo russo da 900 pagine a letto senza timore di subire un trauma cranico se ti addormenti mentre lo leggi e ti cade in faccia. Pensaci!

Riguardo alla energia elettrica ho un unico consiglio da darti. Trascurando i pannelli fotovoltaici (ottimo se li hai), si può comunque contenerne il consumo non accendendo tutta la casa come un albero di Natale, specie illuminando stanze non occupate. Quando si esce da un ambiente è buona regola spegnere sempre la luce.

Questa è solo una lista parziale di consigli per rispettare l’ambiente e ridurre il tuo impatto. Certamente ne avrai altri e sarò felice di integrarli. Per fare qualcosa per l’ambiente dobbiamo dimostrarci solidali fra di noi: cerchiamo di preservarlo per noi stessi e per tutti. Come ho detto all’inizio, un comportamente virtuoso singolo non fa la differenza ma migliaia di comportamenti virtuosi la fanno, eccome.

(Credits immagine principale: Szefei on DepositPhotos.com)

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2 COMMENTS

  1. Ciao Martino, buongiorno. Intanto complimenti per l’articolo e per i suggerimenti. Il contributo di tutti, nel rispetto dell’ambiente, come in tante altre cose, è fondamentale. Ho una domanda che da tempo mi faccio senza trovare una risposta. Prendo spunto da questo articolo e le rivolgo a te che, sicuramente, sei più informato del sottoscritto: esistono luoghi (negozi, catene o altro) che raccolgono vestiario e scarpe da running per il loro riciclo?
    Cerco sempre di usare le scarpe (un solo paio) fino allo stremo e dopo che non sono più buone per allenarsi continuo ad usarle per camminare, ma poterle anche riciclare sarebbe veramente un cosa ottima.

    grazie

    Un caro saluto

    Nicola

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