Correre per tutte le vie della città

Il progetto Every Single Street permette di riscoprire con un ritmo differente luoghi che pensavi di conoscere

Non si può certo dire che Rickey Gates sia un tipo pigro. Ama la montagna, scrive e fa foto bellissime. Ma perlopiù corre, inutile girarci attorno. È principalmente un trail runner, di quelli pieni di idee e progetti (ok, quasi tutti i trai runner lo sono) e di quelli con la fortuna e naturalmente il merito di avere uno sponsor come Salomon disposto ad assecondare tutte le sue pazzie.

Da marzo ad agosto 2017 ha attraversato di corsa gli Stati Uniti, per dire. Ma oggi parliamo di un progetto a suo modo ancora più matto, ovvero di Every Single Street.

Nell’autunno 2018 infatti Gates ha pensato bene di iniziare a correre per tutte le vie della sua città (San Francisco, circa 1.800 km di strade) e sia chiaro che quando dico tutte intendo davvero tutte: ogni stradina nascosta, ogni ponte, ogni accesso di tangenziale. Tutte.

Naturalmente (perché oltre che matti siamo anche tutti un po’ nerd) monitorando costantemente i progressi e pianificando con attenzione ogni nuova uscita in modo da coprire più strade possibili con il minor dispendio possibile di energia. Inoltre parallelamente Gates ha documentato tutto con un ricco compendio fotografico, suddiviso in esilaranti categorie tematiche, tra le mie preferite sicuramente lost animals e used condoms.

E quando hai corso per tutte le vie di San Francisco poi che fai? Beh, cominci a fare la stessa cosa anche a Città del Messico, Portland e Santa Fe, ma che domande.

Gli spin off

L’impresa ha ovviamente (oddio, forse non era poi così scontato) ispirato moltissimi atleti in tutto il mondo a sperimentare il medesimo progetto nella propria città, tanto che anche qui nella gioiosa Pianura Padana abbiamo Every Single Street Milano con una quotidiana documentazione fotografica su Instagram. Michele Sarzana ha iniziato il suo progetto a febbraio 2021: perlomeno “consapevolmente” come dice lui, la verità è che da inizio pandemia in avanti era qualcosa che – decreti legge permettendo – aveva già iniziato a fare.

Ad oggi ha completato poco più del 65% delle strade e fin qui è stato relativamente facile, ora gli tocca raggiungere tutte quelle zone estremamente periferiche e tutte quelle viette nascoste che non sono ancora state percorse.

La bellezza di questi progetti – al di là della sfida personale di ciascuno con sé stesso – sta nel fatto che ti permettono di (ri)scoprire la tua città. Sia perché passi per strade per la quali non eri mai passato né tantomeno avresti mai pensato di passare, sia perché ci passi correndo, riscoprendo così anche luoghi conosciuti con un ritmo e un’attenzione del tutto differenti.

Ho avuto la fortuna – ok, forse fortuna non è il temine più azzeccato – di correre con Michele in alcune delle sue pazze uscite e devo dire ci si diverte un casino: un po’ meno divertente è dover spesso ripercorrere strade appena corse per poter completare anche le vie adiacenti, ma non mi sono mai lamentato più di tanto (non è vero, me ne lamento sempre). Per quanto mi riguarda le uscite più interessanti sono state quelle in zona Quarto Oggiaro, Greco-Pirelli e Barona il cui folklore resta impareggiabile.

Lo voglio fare anche io

Non sarò certo io a dissuaderti dal farlo, scegli però una città in cui nessuno lo stia già facendo. Per fare tutto ciò serve metodo: Rickey Gates ha iniziato colorando col pennarello piccole mappe di carta stampate da Google Maps, ma lo strumento più utile e funzionale è sicuramente CityStrides, che oltre a monitorare l’avanzamento ti permette di pianificare le uscite nelle zone ancora da completare.

La buona notizia è che puoi collegarlo al tuo account Garmin o Strava, così che lui consideri già completate le strade nelle quali effettivamente hai già corso, questa operazione potrebbe durare qualche ora ma sempre meglio che ricominciare da zero!

 

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