Correre con lentezza

Il viaggio della corsa, alla fine, è soprattutto un viaggio alla scoperta di noi stessi. Ma non succede improvvisamente e in fretta

Un tratto comune di chi corre da un po’ è il riconoscere il cambiamento che la corsa ha introdotto nella sua vita. Chi corre si dice cambiato. Se prima non l’aveva mai fatto non stupisce. A stupirsi anzi è chi da sedentario si scopre dipendente dal movimento e ammette che la corsa – oltre a permettere di avere una forma fisica migliore – l’ha cambiato. Chi corre scopre insomma di poter essere qualcosa e qualcuno di diverso da come e da cosa pensava di essere. La corsa rivela aspetti del carattere che non si conoscevano.

Costruire il carattere o rivelare il carattere?

Un altro modo di definire il lento lavorio che la corsa provoca su chi la pratica è la cosidetta “costruzione del carattere”. In questo caso l’espressione ha almeno due significati: “carattere” può significare sia l’insieme di caratteristiche psicologiche e morali delle persone, sia la resistenza, la sostanza delle persone. Esattamente come si dice che qualcuno “ha carattere”, possederlo significa avere la capacità di sopportare le avversità e gli sforzi, reagendovi.
La prima presa di coscienza del fatto di avere carattere si manifesta in chi inizia a correre constatando di riuscire a farlo, di avere la costanza di seguire un programma, di rimanere fedeli all’impegno preso con se stessi: allenarsi con continuità, correre come mai si era fatto prima.
Si può però anche pensare che la “costruzione del carattere” possa avvenire solo se a farlo è una mente capace di governare un simile cambiamento: non può rivelare carattere chi non lo possiede, nessuno può cambiare a tal punto da stravolgere la propria natura. È più giusto pensare che chi scopre di avere il carattere per far diventare la corsa una delle attività più importanti e fondanti della sua vita in realtà dimostri di averlo sempre avuto. Per questo è più corretto pensare che la corsa riveli il vero carattere più che costruirlo dal niente.
Chi non ha costanza e forza di volontà non le costruisce correndo e chi non le ha mai avute ma scopre attraverso la corsa di essere capace di porsi obiettivi e prendere impegni in realtà possedeva un carattere sopito, che la corsa ha rivelato.

Quando si inizia a correre ci si prende un impegno, soprattutto con se stessi. Quando si continua a onorare questo impegno è perché il carattere e la determinazione lo permettono.

Farlo con lentezza

Tutto questo non succede improvvisamente. All’inizio ci si può stupire di avere la forza di fare qualcosa che non si era mai fatto e di riuscire a sopportare fatiche sino a poco prima impensabili ma è altrettanto vero che questo processo è lento. Per quanto all’inizio si possa vivere una situazione entusiasmante per via dei continui ed evidenti miglioramenti, è dopo che il vero carattere si rivela: quando per limare quei secondi al chilometro si fa sempre più fatica, quando si ha la percezione di essere un po’ bloccati nella propria evoluzione di runner, come se si fosse già arrivati ai propri limiti.
Da quel punto in poi si rivela un’altra forza del carattere: non è più quella di rispettare l’impegno preso ma diventa quella di chi continua ostinatamente ad allenarsi anche se i miglioramenti sono sempre più difficili da vedere. Anche questo è un modo di rivelarsi del carattere: nella pazienza e nella determinazione che si riescono a esprimere. Cos’è infatti la determinazione se non la capacità di rimanere focalizzati in una direzione a prescindere dai risultati? Quante sportivi di successo hanno raggiunto i propri obiettivi dopo moltissimi tentativi falliti? Rimanere fedeli alla propria visione è il senso della determinazione. E questa può avere molte facce: dal continuare a correre anche se non si vedono risultati alla costruzione di uno stato di forma che si esprimerà in gara in un tempo lunghissimo.

Ed ecco le altre ultime due componenti: la pazienza e la resistenza.
La corsa permette miglioramenti che in certi periodi possono essere impercettibili. Altre volte richiede abnegazione: non ci sono risultati evidenti e sembra solo di fare un immenso sforzo senza ottenere risultati percepibili.
In questi momenti di scarsi risultati l’unica ricompensa che possiamo sperare di avere è la soddisfazione di essere stati capaci di allenarsi a prescindere dai risultati.
Come detto, ci vuole moltissimo tempo e… carattere. Per andare avanti a prescindere dal cronometro e dalla forma fisica. Per non abbandonare perché non si vedono cambiamenti né miglioramenti.

Cambiare per sempre

Hai intrapreso un viaggio difficile e lunghissimo. Lo scopo è quello di scoprire lati di te che non pensavi di avere, che a volte nemmeno sospettavi potessero appartenerti. È difficile a questo punto dire se la corsa ti ha cambiato e ti ha trasformato in qualcuno o qualcuna che non pensavi di essere, rivelandolo.
La prima manifestazione del tuo carattere del resto l’hai data quando hai fatto i primi passi di corsa. La determinazione invece l’hai mostrata quando hai continuato a farlo.
Alla fine correre significa prendere una certa direzione: verso te stesso o te stessa. Usare questa attività per scoprirsi e rivelarsi.
E alla fine dovrai confessarti che la cosa più sconvolgente non è stata scoprire che eri capace di correre ma che volevi continuare a farlo.
L’hai fatto e hai rivelato il tuo vero carattere. Perché il viaggio della corsa, alla fine, è soprattutto un viaggio alla scoperta di noi stessi. Di te stesso, di te stessa.

(Photo by Emma Francis on Unsplash)

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