Come correremo le gare di domani?

Tempo di lettura: 2 minutiNo, non mi riferisco ovviamente a domani nel senso di “domani martedì”, la mia domanda è un po’ più generica. Me lo sto chiedendo da tempo e a dirla tutta e subito, non sono ancora riuscito a trovare una risposta certa.

A Febbraio normalmente ci sarebbero le prime gare con grande partecipazione in Italia, come la mezza di Verona in cui tanti amici del RunLovers Club hanno corso negli anni scorsi o quella per me più familiare di Oristano, che è stata l’ultima volta in cui ho appuntato sulla maglia un pettorale. Da allora, lo sappiamo bene, le cose non sono mai tornate a una situazione per la quale si potesse pensare di programmare qualche weekend libero (sì, c’è stata una parentesi a fine estate scorsa, ma poi di nuovo stop) per partecipare a una gara, a parte alcune situazioni davvero particolari e con relativamente pochi atleti, come a Reggio Emilia per il campionato nazionale di Maratona dello scorso tredici dicembre. E per come stanno andando le cose, con già tutte le gare di febbraio e moltissime di marzo annullate o rimandate, non si sa davvero quando ricominceremo a poter correre insieme agli amici o a dei perfetti sconosciuti, in una gara con tante persone. Nemmeno sappiamo, o possiamo ancora immaginare, come correremo quelle gare.

Non ho soluzioni per questa situazione ovviamente, né ho idea dei tempi in cui ne usciremo e non sono sicuro sia possibile riprendere a breve con le grandi partecipazioni di massa, anche se ovviamente lo spero, perché significherebbe che le cose si son finalmente messe bene per tutti. Forse, se saremo fortunati, potremo riprendere dalla fine della prossima estate a fare qualche gara regionale o anche nazionale, magari contingentati, o sotto richiesta del certificato di vaccinazione o del risultato di un tampone recente. Certamente sarà un avvicinamento alle gare molto diverso da ciò a cui siamo abituati, con forse meno determinazione e sicurezza del solito. Per quella che è la mia visione attuale, di un runner amatoriale che va a correre da solo, che evita le zone affollate e che se vede un’altra persona a cento metri solleva il buff, non so se e quanto sarà un vero tornare alla normalità, non riesco per ora a immaginarmi coi piedi su una linea di partenza. Non ho quindi adocchiato o annotato ancora niente di ben preciso in Italia, anche se ho ancora un paio di destinazioni estere che desidererei visitare correndoci i quarantaduemilacentonovantacinque metri, che iniziano a mancarmi e a farsi sentire di tanto in tanto.

Il tempo ci dirà come si metteranno le cose, per cui per ora faccio l’unica cosa che mi riesce di fare: godermi di volta in volta le corse di domani, inteso come domani martedì. E tu?

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2 COMMENTS

  1. Prima di tutto… speriamo di tornare presto ad avere la possibilità di fare qualche garetta.
    Se dovesse essere gestita come Monza o Pisa con distanziamento, mascherine, etc., direi che lo si potrebbe considerare come una “fase di riavvicinamento alla realtà”.
    Pensare oggi “pronti attenti via” di rimettersi accalcati su una linea di partenza purtroppo è utopia e lo sarà senza dubbio, volente o nolente per almeno i prossimi due anni.
    Poi?
    Poi vedremo, difficile comunque pensare che in uno schioccare di dita si possa ritornare al “prima”.
    L’importante è ripartire.
    Personalmente sto correndo, spesso con un mio amico, nel rispetto (si cerca) degli altri e cercando di migliorare, sempre.
    Speriamo di rivederci presto!

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