Chrome Bag: what else?

Ho sempre avuto un certo rapporto maniacale con borse, borsoni e affini. La ricerca dell’oggetto migliore – perlomeno migliore per me e migliore in quel momento – è talvolta così estenuante da smorzare la gioia per averlo infine trovato. La tua fortuna invece è questa rubrica quasisettimanale.

Ancora borsoni? Sì, ma questa volta per ciclisti. O meglio per ciclisti urbani. Oggi è il turno della mia messenger bag preferita.

La messenger bag prende il nome dai corrieri (messenger appunto) in bicicletta, che fecero la loro comparsa nelle maggiori città USA fin dai primi anni ottanta. Non pensare però all’odierno rider di Deliveroo con la bici a pedalata assistita e il suo zaino cubico nel quale io mi immagino sempre ci sia l’armatura d’oro di Micene di Sagitter. Tutt’altro. I corrieri a cui mi riferisco hanno biciclette essenziali e indistruttibili, spesso a scatto fisso. E i loro borsoni dovevano essere altrettanto essenziali e indistruttibili, ma contemporaneamente molto capienti e comodi da aprire/chiudere decine di volte al giorno, possibilmente senza levarselo ogni volta come dovresti fare con uno zaino.

People don’t need more stuff, they need better stuff that use less resources. More function, less fashion.

Chrome Industries nasce a Portland, Oregon nel 1995: al cinema spopolava Bad Boys e su MTV Diana King passava a ripetizione con Shy Guy. Nel frattempo – sicuramente in uno scantinato, come nelle migliori tradizioni – qualcuno cuciva le prime borse Chrome utilizzando materiali di recupero: nylon militare e cinture di sicurezza di seconda mano.

I prodotti pensati e fatti come si deve migliorano i dettagli col tempo, ma raramente cambiano radicalmente. Così la borsa che puoi acquistare oggi non è poi tanto differente dalle prime prodotte oltre venticinque anni fa. Acquistai la mia Citizen a New York nel 2009, allora il brand non era nemmeno commercializzato in Europa, e dopo dodici anni (di cui 7-8 di uso quotidiano) la trovo ancora perfetta per le mie esigenze. Usurata, sporca, ma senza che alcun componente essenziale si sia mai rotto.

La messenger ha un solo spallaccio rinforzato, per essere indossata a tracolla e rimanere alta sulla schiena; una fettuccia con clip dal lato opposto passa sotto l’ascella ed evita oscillazioni indesiderate mentre pedali. Un grosso tascone principale, altre 5-6 tasche piccole, uno spazio per l’immancabile u-lock, una taschina con la zip per i gioielli della corona e una fibbia che pesa più della tua bici (e funge da apri bottiglia). Waterproof. Garanzia a vita. What else?.

La mia taglia preferita è la Citizen, forse oggi sceglierei la più piccola Mini Metro, ma solo perché non ho più l’età.

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