Brooks Runfulness: consapevolezza e benessere dalla corsa

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Che la corsa abbia effetti positivi sulla mente è una cosa che – credo – ogni runner ha sperimentato sulla sua pelle. Ma quanto e come?

Brooks, con due diverse ricerche, ha cercato di capirne di più sulle ripercussioni che la corsa ha sui nostri pensieri, le nostre idee, il nostro stato d’animo. Perché è un dato di fatto che non si corra solamente per le prestazioni, anzi: la maggior parte dei runner corre per gli effetti benefici che la corsa dà alla nostra vita.

Lo riassume bene Matthew Dodge, Amministratore Delegato di Brooks Running EMEA, con cui ho avuto la possibilità di fare una bella chiacchierata l’anno scorso. In occasione della presentazione dei risultati delle ricerche ha infatti detto: “Abbiamo sempre saputo che correre è molto di più che migliorare il proprio aspetto fisico. Pertanto, siamo davvero entusiasti del risultato della ricerca che abbiamo condotto. È chiaro che la corsa può ridurre lo stress, portare in uno stato di benessere che sblocca nuove idee, nuovi modi di pensare, nuove opportunità. Crediamo che le persone mentre corrono possono trovare il potere di cambiare una giornata, una vita e, sì, anche il mondo.

Sì, perché il beneficio complessivo che può dare la corsa non è legato al singolo individuo ma all’intera società.

Cos’è la Runfulness?

Brooks ha fatto un passo in più in questa sua ricerca degli effetti della corsa. Ha individuato, infatti, la condizione ideale in cui la corsa permette alla mente di prendere il sopravvento e di far fluire i pensieri in un contesto differente: dove il mondo non esiste più, non ci sono più le preoccupazioni e tutto assume una dimensione diversa. Quello è il momento in cui siamo in pace con noi stessi, nascono le idee e i problemi si risolvono.

Questa condizione è la Runfulness.

Le ricerche

Per dare una definizione di quali siano le condizioni ideali perché si verifichi la Runfulness, Brooks ha commissionato una ricerca al Professor Olivier Oullier, specialista di fama mondiale con oltre 20 anni di esperienza in neuroscienze comportamentali. Grazie all’utilizzo dei sensori cerebrali wireless EMOTIV Brainwear con tecnologia EEG (ElectroEncephaloGraphy), lo studio ha avuto lo scopo di osservare l’evoluzione dello stress e della concentrazione prima, durante e dopo la corsa e di esaminare in che modo contesti visivi e sonori diversi influenzano lo stato mentale durante l’attività fisica.

Nel cercare differenze significative nei livelli di stress e concentrazione eccessiva, il prof. Oullier e il suo team hanno constatato che l’80% dei runner ha mostrato una chiara diminuzione del livello di stress e il 40% del livello di concentrazione eccessiva, nello stesso intervallo in cui lo stress diminuiva. Questo può portare le persone a entrare in uno stato di benessere e di disconnessione dal mondo e dalle preoccupazioni quotidiane: la Runfulness.

A livello cerebrale, è probabile che lo stato di Runfulness sia associato alla disconnessione dai problemi della vita quotidiana e al collegamento con il “MOMENTO”. L’effetto Runfulness sembra verificarsi quando le persone corrono in un ambiente visivo che preferiscono e senza distrazioni.
Sulla base dell’esperienza rivelata dalle persone durante le interviste, non sembra esserci un periodo minimo o una distanza minima da coprire per raggiungere lo stato di Runfulness.

In aggiunta alla ricerca del prof. Oullier, nei mesi scorsi, Brooks ha condotto un sondaggio tra i runner di sette nazioni europee. Obiettivo del sondaggio era determinare quale effetto ha la corsa sullo stato mentale delle persone che corrono con regolarità.

Oltre al prevedibile rilassamento mentale, quasi 9 su 10 dei runner intervistati ha dichiarato di provare la sensazione di avere nuovi pensieri. L’80% degli intervistati afferma di aver sperimentato nuove idee di cambiamento per la loro vita personale o professionale durante una corsa. Ciò significa che la corsa ha un effetto simile a quello che si prova sotto la doccia, quando le persone rilassandosi consentono la comparsa di un flusso di idee nel cervello e alcune riescono perfino a prendere grandi decisioni.

Le 5 regole per raggiungere la Runfulness

Proprio grazie ai risultati delle ricerche, Brooks è stata in grado di creare un piccolo vademecum in 5 punti su come raggiungere la Runfulness.

Il primo punto è il SILENZIO. Niente radio, musica o podcast che possano distrarti. In generale, tutto ciò che non si conosce attiva la curiosità, aumentando l’attenzione e diminuendo la capacità di “disconnettersi”.

Il secondo punto è la SOLITUDINE. Per lo stesso motivo per cui è meglio preferibile il silenzio, anche correre in compagnia diminuisce la nostra capacità di “staccare i pensieri”.

Il terzo punto è EVITARE LA PRESSIONE DELL’ORARIO. È importante evitare di preoccuparsi di tornare a casa entro un orario preciso. Uscire per una corsa veloce va benissimo, ma può intralciare l’effetto Runfulness. La fretta, come sempre, è cattiva consigliera.

Il quarto punto è NON CERCARE LA RUNFULNESS A TUTTI I COSTI. Tutti coloro che hanno riferito di aver raggiunto un diverso stato d’animo o di benessere durante la corsa dichiarano che non è mai stato intenzionale. Insomma, puoi creare le condizioni ideali perché accada ma lascia che sia l’effetto Runfulness a venire da te!

L’ultimo punto è INDOSSA ATTREZZATURA COMODA. Su questo punto non credo ci siano molti dubbi: l’abbigliamento e le scarpe migliori sono proprio quelle che ti dimentichi di indossare. Anche questo aiuta a trovare la Runfulness.

Dalla Runfulness al prodotto

Proprio partendo dal concetto di Runfulness e – in particolare – dall’ultimo punto, Brooks è partita per sviluppare le nuove Glycerin 19 e Glycerin GTS 19. L’azienda statunitense ha infatti voluto creare una scarpa che, grazie alla sua ammortizzazione e comodità, metta il runner nelle condizioni ideali per aprire i propri pensieri e godere al massimo della corsa.

Che altro dire? Buona Runfulness a tutti!

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