Brooks Ghost 14: il gentile tocco che accarezza l’ambiente

Le Ghost non sono solo le più popolari e amate Brooks ma da questa versione 14 sono anche le più rispettose dell’ambiente

Tempo di lettura: 3 minuti

Brooks Ghost 14 è l’ultima versione della scarpa Brooks più venduta al mondo (Italia inclusa). Non è un caso dunque che proprio da un modello così iconico e popolare l’azienda americana sia voluta partire per imprimere alla sua produzione la più importante svolta della sua vita: il 2040 è infatti visto da Brooks come l’anno in cui la sua impronta ambientale sarò prossima allo zero. Come riuscirci? Con l’utilizzo di materiali riciclati e con l’adeguamento a un’economia il più possibile circolare, quindi senza scarti.

Per una volta sono tentato di non parlare di una scarpa che è pur sempre fra le più popolari e dunque, per forza di cose, interessante per i runner, ma a riflettere su cosa significhi in termini molto più ampi. Insomma: ci sono scarpe delle quali si può dire tutto finché le hai ai piedi e ti aiutanto a correre bene e velocemente; e ce ne sono altre che hanno una storia da raccontare anche quando stanno ferme.
Le Ghost 14 appartengono all’ultima categoria.

Tecnicamente

Le Ghost 14 confermano tutte le caratteristiche dei modelli precedenti: sono in assoluto (nel catalogo Brooks, ovviamente) il modello più morbido e capace della transizione più fluida e ora utilizzano il DNA LOFT (la mescola “più comoda” di Brooks, senza essere meno reattiva) sul 100% della loro lunghezza. Anche il fit è stato migliorato o confermato di alcuni dettagli sempre graditi, in particolare nel collo e dell’imbottitura della linguetta, sempre generose.

Ecologicamente

La grande novità però quasi non si vede, perché potresti scambiare la Ghost 14 come l’evoluzione della 13 e basta. Invece il 30% di questa scarpa (e alcune parti al 100%) sono in poliestere riciclato.
Queste percentuali sono destinate a riguardare tutta la linea di scarpe Brooks fino a portarla a emissioni zero nel 2040

La produzione di una scarpa da running non ha per definizione e limiti industriali un impatto nullo ed è per questo che Brooks ha adottato diversi accorgimenti per minimizzarlo il più possibile. Come per molti altri prodotti a impatto nullo o basso è il loro intero ciclo vitale ad avere una impronta ecologica positiva, e questo ciclo comprende la produzione, l’utilizzo e lo smaltimento. Riducendo al minimo l’impiego di materiali, usandone il più possibile di riciclati e promuovendo programmi di recupero delle scarpe ormai vecchie (per riciclarle nuovamente), Brooks arriverà addirittura 10 anni prima del limite deciso dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e cioè nel 2040.
E se non bastasse, e il calcolo dell’impronta ambientale dei loro prodotti dovesse dimostrare che producono ancora emissioni di CO2, allora interverranno i programmi di compensazione che, a fronte dell’inquinamento prodotto, finanzino progetti che ristabiliscono un equilibrio di emissioni a livello globale.

Brooks Ghost 14 in versione femminile

Un’altra cosa

Sai perché si chiama Ghost? Il loro nome è in onore del direttore di gestione del prodotto Brooks che aveva l’abitudine di andare a correre di sera col buio, guadagnandosi così il nome di Ghost, e cioè “fantasma”. Perché a Brooks hanno sempre saputo come scherzare di se stessi e ridere, ma anche come essere seri quando si tratta di rispetto dell’ambiente e di minimizzazione dell’impatto dei propri prodotti sui delicati ecosistemi che governano il nostro pianeta.

A breve la recensione approfondita ;)

 

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