Vuoi correre un’ultra? Datti da fare

Articoli correlati

Blake Wood, l’anima di Hardrock 100

La storia di Blake Wood, di come sia passato dall'essere un designer e programmatore di armi nucleari al diventare un ultrarunner

10 passi per diventare un ultrarunner

Paco ci dà il suo personale vademecum su quali siano i passi per diventare un ultrarunner. E tutto ruota attorno alla parola "rispetto".

14 il numero magico. Il Nolan’s 14

Una scommessa fra amici: una distanza, un dislivello, 14 cime. Da raggiungere una dietro l'altra.

Lunga vita ai dirtbag!

Fa sicuramente discutere la riflessione di Paco sui Dirtbag e sul ruolo del lavoro nelle nostre vite. Ma è una riflessione sana, uno spunto su cui riflettere, che parte da un punto di vista diverso ed estremamente meritevole di rispetto.
Francesco "Paco" Gentilucci
Paco arriva dalla Repubblica Indipendente di Colferraio dove è libero di esprimere tutta la sua attitudine per l'ultrarunning. E lui, di ultra, ne sa parecchio visto che la sua passione sono le 100 miglia. E le sa raccontare, eccome se le sa raccontare!

Tempo di lettura: 3 minutiPartiamo da una premessa che a molti suonerà singolare.
Per poterti iscrivere a una 100 miglia negli US non sempre è necessario presentare un curriculum sportivo in cui si dimostrano le gare che si sono già corse in passato; molto spesso puoi iscriverti a una 100 miglia anche se non hai mai corso distanze lunghe in vita tua.
Tuttavia, una discriminante condivisa da quasi la totalità delle gare, è di aver fatto volontariato, per una durata che di solito è di 8 ore.

Di cosa si tratta?
Per volontariato si intendono tutte quelle attività volte alla conservazione, alla pulizia dei sentieri, e volti alla comunità dell’ultrarunning. Ovvero, sono tutti felici che corri e ti diverti, ma perché non metterci anche tu un po’ di olio di gomito in prima persona?

Per noi europei è normale ritenere che l’organizzazione di un evento sia “separata” da chi partecipa e quindi, in cambio di soldi, ci aspettiamo dei servizi, perché abbiamo pagato per averli. Il che può avere la sua logica, se pensiamo a noi stessi come dei consumatori, ma se pensiamo un po’ out of the box e invece ci riteniamo parte di un movimento o di una comunità il discorso cambia, e molto.

Non puoi avere sentieri perfetti se nessuno li pulisce. Non puoi avere le aid station piene di gente felice che tu sia lì a correre se i volontari sono lì solo in cambio di una maglietta o peggio ancora, pagate per presenziare. Non puoi aspettarti che qualcuno organizzi la gara come tu la hai in mente se aspetti che sia un ente, un’istituzione o per forza un’associazione strutturata per farlo. Se lo chiedete a me, vi rispondo senza peli sulla lingua che devono essere le persone appassionate di qualcosa a organizzare gli eventi per una scena, non imprenditori a caccia di business e basta.
Mi piacerebbe prendere in considerazione tutte le migliaia di possibilità che si possono utilizzare per fare qualcosa per la comunità dei corridori, ma intanto partiamo da una:
la pulizia dei sentieri, o trail work.


Sono tutti quei lavori di messa in sicurezza e pulizia del sentiero che rendono un sentiero emozionante per chi corre, bello, scorrevole e curato. Si va dal togliere rami e alberi caduti sul sentiero con la motosega, allo spostare sassi, al rastrellare via le foglie, rimettere a posto le passerelle di legno nei guadi e, ovviamente la rimozione di spazzatura dal sentiero.

Come fanno le persone a prestare questo volontariato?

Possono appoggiarsi ai Rangers locali (che poi gli certificano la partecipazione) o partecipare alle giornate che le organizzazioni delle gare fanno prima dell’evento sui sentieri della gara stessa.
In buona sostanza ci si ritrova in un po’ tra quelli che saranno i partecipanti della gara, si sfrutta l’occasione per una ricognizione del percorso, per conoscersi e si passano un po’ di ore assieme nella natura a fare quello che serve.

Non è difficile capire che questo tipo di impegno stringe legami nella comunità dei corridori, oltre all’aiuto effettivo che ha sulla tutela dei sentieri. Pensate duecento persone (lo standard di partecipanti nelle gare americane) che prestano 8 ore di servizio l’una. Sono milleseicento ore di volontariato.
Ora invece pensate che, delle diecimila che ogni anno corrono l’UTMB non ce n’è una che svolge, per regolamento, del trail work.
Si tratterebbe di ottantamila ore di volontariato all’anno, per dire.

Se realmente il sentiero diventa anche tuo sei chiaramente più predisposto a rispettarlo e perchè no, tenerlo pulito. Magari ci pensi due volte prima di buttare una cartaccia in terra, se hai passato molte ore a raccogliere cartacce degli altri. Semplice, lineare e logico.
Come già detto nessuna gara in Europa richiede del volontariato, e per questo tipo di lavori ci affidiamo solamente agli enti predisposti, ai club alpini e agli organizzatori prima e dopo le gare, ma non è una buona scusa per girarsi i pollici.

Parlare serve a poco, è molto più facile prendere un rastrello e infilare un paio di guanti, a prescindere dai regolamenti delle gare e darsi un pò da fare per la comunità dei corridori con un pò di olio di gomito!

- Advertisement -
- Advertisement -

Altri articoli

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

- Advertisement -

News più recenti

Iniziare a correre da zero

Iniziamo un progetto in 6 "puntate" che ci accompagnerà alla My Deejay Ten di ottobre. E iniziamo dall'inizio: come iniziare a correre. Iniziamo? ;)

Riprendi a correre velocemente

Ricominciare a correre dopo le vacanze, il lockdown o un periodo di fermo è facile: basta seguire queste semplici regole

La regola dell’85%

A volte devi dare quasi il massimo per ottenere il massimo. Si chiama "La regola dell'85%" e sembra un paradosso. Ma non lo è.

Conosci te stesso per ripartire meglio

Ogni tanto è giusto fare il punto della situazione: come stai fisicamente? Sei pronto a fare il passo successivo? Come puoi saperlo? Facendo dei test e qui li trovi tutti!

Garmin Forerunner 745: tutto nuovo

Garmin ha presentato l'atteso Forerunner 745. Caratterizzato da altissimi contenuti tecnologici e funzionalità che aiutano ancora di più gli atleti.

Apple Watch si sdoppia ed è per tutti

Apple Watch arriva alla sua sesta versione. E mezzo.

Saucony Ride 13: correre in prima classe

Ammortizzate e confortevoli, grazie all'intersuola in PWRRUN e all'equilibrio, le Saucony Ride 13 sono perfette anche per le corse più lunghe
- Advertisement -

Scelti dalla redazione

L’alimentazione dopo l’allenamento

In che maniera e con cosa bisogna alimentarsi dopo un allenamento? Vediamo nel dettaglio come gestire l'allenamento anche nell'alimentazione

Ti scrivo su Telegram

Nasce il canale ufficiale Runlovers su Telegram. Lì ti avviseremo in tempo reale sull’uscita di nuovi post, news, appuntamenti e approfondimenti.

I test per misurare le prestazioni

In questa puntata di Fuorisoglia parliamo di quali test fare per capire le tue prestazioni nella corsa. Come sta il tuoi fisico? Come puoi migliorarti? Dal più semplice al più complesso, saprai tutto!

I test per conoscere meglio il tuo corpo

Una serie di test per conoscere meglio la tua condizione fisica

La prova dei 10 chilometri “tranquilli”

Un test molto interessante da svolgere su 10 Km - distanza che unisce velocità e resistenza - per misurare il risultato dei tuoi allenamenti senza caricare troppo.

6 consigli per correre al mattino presto

Non è facile svegliarsi presto al mattino e correre. Ma se segui questi consigli è più facile.