Vincente o perdente, qual è il tuo approccio?

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Paolo Barberahttp://www.tri60.it
Paolo Barbera è coach e atleta. Ormai si è perso il conto sia degli Ironman a cui ha partecipato che di quelli in cui ha gareggiato accompagnando i suoi atleti passo dopo passo. Allena sia online che presso Tri60, la struttura che ha fondato con un concept innovativo: una palestra dove si possa allenare interamente il triathlon grazie ai supporti più innovativi. Paolo va forte, in ogni senso!

Tempo di lettura: 4 minutiCon il passare degli anni, il numero degli atleti che ho allenato e la varietà di programmi di allenamento che ho proposto hanno raggiunto una dimensione importante. 

L’allenamento sportivo si basa su processi di continuo adattamento e sviluppo di nuove potenzialità. Per questo occorre considerare l’atleta come un sistema in continua evoluzione e il lavoro e la formazione dell’allenatore non deve fermarsi nemmeno dopo tanti anni di esperienza o dopo aver conseguito risultati con i propri atleti. 

Uno degli insegnamenti più importanti che ho imparato in questi anni di lavoro condiviso con tanti atleti è che non esiste l’allenamento perfetto e valido per tutte le circostanze.

All’inizio della mia carriera ero convinto che la qualità principale di un allenatore fosse quella di preparare piani di allenamento accurati e personalizzati.

Con l’esperienza e il confronto ho capito che quella è solo una parte, per quanto importante, del lavoro. Ti sei mai chiesto il motivo per cui a volte un atleta in gara – anche se preparato nel modo migliore – non raggiunge il risultato sperato e, soprattutto, cosa ancor più difficile da comprendere, non riesce ad esprimere una prestazione pari al suo valore?

Perché questo può accadere? Ti è mai capitato?
Sei sempre riuscito a comprendere le vere motivazioni di ogni tuo risultato positivo o negativo che sia?

Abbiamo già più volte affrontato temi legati alla motivazione, all’ansia da prestazione e a tanti degli aspetti psicologici vicini al mondo dello sport e non solo. 

La mente decide

Quello che mi interessa affrontare è l’influenza che ha sui tuoi risultati sportivi l’approccio mentale con cui affronti la tua vita quotidiana e quindi anche l’allenamento e la gara. 

Questo può fare la differenza più di tanti allenamenti che fanno parte della tua tabella.

Il primo step è partire dall’obiettivo. 

La scelta dell’obiettivo agonistico più importante è il miglior punto di partenza per la stagione. L’obiettivo deve essere tanto ambizioso da stimolarti ma sempre alla tua portata per aiutarti a mantenere alte motivazione e concentrazione man mano che l’obiettivo si avvicina. Definire un obiettivo è irrinunciabile anche se hai appena iniziato ad allenarti dopo anni di sedentarietà. 

Il livello dell’obiettivo (l’altezza dell’asticella) deve essere allineato alle tue potenzialità ed è fondamentale che esprima con chiarezza una meta precisa da raggiungere. Come ogni viaggio richiede pianificazione e organizzazione. Non appena cominci a fare questo sei già a un livello superiore rispetto alla media delle persone.

Porti un obiettivo significa anche prendersi una responsabilità. Questo è il secondo step. Responsabilità soprattutto verso se stessi e l’impegno che abbiamo preso. Alla fine della stagione dovrai fare un bilancio tra l’impegno profuso e i risultati raggiunti e questo, oltre ai risultati conseguiti, sarà il termometro della bontà della tua stagione sportiva.

Allenati a predisporre il tuo atteggiamento affinché tu possa dare il 100% delle tue possibilità e vedrai che i risultati ripagheranno il tuo sforzo. Oggi la responsabilità di un obiettivo può essere anche pubblica. Vivendo in un mondo sempre più social e interconnesso, sei esposto al giudizio di altri atleti e di altre persone che vedono e valutano quello che fai quotidianamente. 

Prendi gli effetti positivi di questo aspetto. La conoscenza da parte degli altri dei tuoi obiettivi e del tuo percorso ti deve servire per incrementare il livello di “commitment” verso l’obiettivo. 

Devi concentrarti su questo e non sul pensiero che gli altri possano ogni volta giudicare i tuoi allenamenti e le tue prestazioni. Impara a focalizzare la tua attenzione su quello che fai e su quello che vuoi fare. Chi si dedica troppo a vedere e valutare quanto fanno gli altri finirà con il perdere la concentrazione sugli obiettivi personali più importanti, sempre che li abbia. Dedica le tue energie all’impegno quotidiano e alla tua crescita personale senza perdere tempo a guardare cosa fanno gli altri e perché.

Il terzo elemento su cui l’approccio mentale fa la differenza è la gestione del risultato negativo. L’insuccesso fa parte della nostra quotidianità soprattutto per chi ama confrontarsi con il mondo delle gare sportive. Non sempre riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi o i risultati attesi in gara o in allenamento. Questo non deve alterare la tua motivazione. Gli errori e gli insuccessi rappresentano momenti di crescita importanti. Hai capito bene. Sono rare le occasioni in cui possiamo imparare qualcosa. L’insuccesso è proprio una di queste. Se hai un approccio negativo non farai altro che cercare una serie di scuse e di colpevoli al di fuori di te. Ci sono e ci possono essere fattori esterni umani e ambientali negativi, è vero. Ma se hai un approccio positivo devi prenderti le responsabilità di quanto accaduto cercando di capire cosa e successo e perché. Lo scopo è di evitare che un risultato negativo possa verificarsi nuovamente. Questo riguarda anche il mio lavoro. Se dopo averti allenato per mesi i risultati non sono in linea con le aspettative, sono il primo a cercare di capire non di chi sia la colpa ma quale può essere il mio contributo per fare in modo che questo non accada più. Guarda avanti. Pensa a nuove idee e nuove soluzioni per affrontare il resto della stagione. Dedicare il tempo alla distribuzione delle colpe è uno sport che non mi ha mai appassionato. Ti allontana dagli obiettivi di lungo periodo e ti aiuta a creare degli alibi e delle giustificazioni personali che non sono altro che ostacoli sul tuo percorso.

Un altro tassello importante del tuo approccio all’attività sportiva riguarda le relazioni personali. Non devi mai dimenticare che ogni risultato sportivo a livello amatoriale o professionistico è sempre un risultato di un team di persone che ha contribuito a raggiungerlo. Anche se sei un amatore e non hai una squadra al tuo servizio hai comunque intorno delle persone che ti supportano quotidianamente. L’approccio miope e perdente ti porta a prenderti tutti i meriti dei successi e come abbiamo visto di scaricare su altri le cause di eventuali insuccessi. L’approccio che ti garantirà il successo nel lungo periodo è quello della condivisione. Devi essere riconoscente verso chi segue i tuoi allenamenti quotidianamente, verso i tuoi amici e compagni che condividono con te la fatica e l’impegno dell’allenamento quotidiano e la tua famiglia che ti supporta e a volte sopporta tutte le tue iniziative sportive a cui spesso finisci con il dedicare tanto tempo. Solo così potrai creare intorno a te un ambiente positivo e collaborativo che continuerà a accompagnarti con entusiasmo verso nuovi e sempre più ambiziosi obiettivi. 

 

 

(Photo by bruce mars on Unsplash)

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