Una dieta particolare

Un limite di molte diete è quello di obbligare a pesare gli ingredienti. Questa è la testimonianza di chi ne ha provata una che non richiede quantità specifiche. E che (per lui) ha funzionato

Tempo di lettura: 3 minuti

Il mondo delle diete e della nutrizione è complicatissimo: regimi che funzionano per alcuni non funzionano per altri, diete miracolose per Tizio sono deludenti per Caio.
Premesso che in questo caso specifico ci riferiamo a un regime alimentare intrapreso da un amico per integrarsi in un determinato percorso di preparazione fisica a gare molto impegnative, e premesso quindi che non “si è messo a dieta” per perdere peso e basta ma per un preciso motivo, questo programma ci è sembrato interessante perché risolve un limite comune a molte diete: le quantità.
Gianandrea ne aveva già fatte altre ma aveva avuto problemi a seguirle perché per questioni di lavoro e logistiche non riusciva a pesare sempre gli ingredienti. Quindi funzionavano per un po’ finché non lo facevano impazzire. Poi ne ha trovata una – sotto supervisione di uno specialista – che lo ha liberato dal peso… del peso del cibo. 
Quella che segue è una testimonianza individuale e consigliamo sempre, sempre, sempre di seguire le indicazioni di uno specialista, ma ci pareva un interessante punto di vista. 

Nel 2019 ho corso il Passage au Malatrà del Tor des Geants. Un’esperienza che mi ha segnato sia i quadricipiti che l’immaginazione. I primi perché è stato il primo trail che ho corso a quelle quote e con quelle pendenze, la seconda perché mi è partito l’embolo di tentare il Tot Dret (la 130km).

Quest’anno contavo di correre il Passatore e nel 2021 il Tot Dret.

Tutta la prima parte della stagione è rinviata al 2021 così ci sarà un ingorgo di lunghe distanze sia stradali che trail e ho pensato che ridurre il peso non sarebbe stata una brutta idea.
Partenza da 82kg per 180cm e arrivo a 75 che sarebbe già perfetto.
Ho avuto già qualche esperienza con nutrizionisti, molto bravi, ma con un approccio che non riesco a gestire: quello delle porzioni pesate per ogni momento della giornata. Troppo complesso per chi come me è spesso in viaggio.
Inoltre ho un problema abbastanza serio ma comune a molti runner: mi si chiude lo stomaco sotto sforzo e mi capita di stare male, cosa non piacevole specie se si hanno ancora 20/30km da percorrere.
Alla Pistoia/Abetone ho avuto problemi al km 9, al km 24 e al km 38.
Quindi devo cercare di nutrirmi e idratarmi senza contraccolpi troppo forti.
Intanto che leggevo, e sto finendolo in questi giorni, il monumentale libro “Training for the uphill athlete” di Steve House. Scott Johnston e Killian Journet, libro appena uscito anche tradotto e che consiglio, ho provato con un nuovo medico di un centro di medicina sportiva di Cremona.
L’approccio è questo:
  • colazione: libera. Gli zuccheri e i dolci al mattino e il caffè senza zucchero ma con miele
  • frutta a metà mattina e pomeriggio (non tutti i tipi nel pomeriggio ma solo quella meno zuccherina)
  • carboidrati e verdure a pranzo (legumi e patate solo a pranzo)
  • verdure, uova, carni bianche, pesce la sera
  • limitare formaggi (ARGH!)
  • acqua lontano dai pasti.

Il risultato (parziale)

Dopo 40 giorni nei quali mi sono preso qualche libertà, ho corso senza esagerare e sono andato in palestra regolarmente per tonificare la parte alta del corpo, il primo controllo ha dato esiti sorprendenti.
Area valore di partenza valore attuale
Grasso 24,74% 17,41%
Grasso sottocutaneo 6,8% 4,8%
Grasso Viscerale 13,5% 9,5%
Muscolo 36,67% 38,18%
Il peso era rimasto stabile perché non stavo ancora correndo a regime, come fatto da 8 giorni a questa parte, ed è già sceso stabilmente di 1,5kg.
Il vantaggio anche psicologico è enorme e vedo una diminuzione dei tempi nell’ordine dei 20 secondi al km (oh, io ho 61 anni e ho iniziato a correre da 6 e NON SONO VELOCE). La stima con la riduzione del peso a 75kg è nell’ordine dei 35/40 secondi al km ma, soprattutto, minor stress articolare e meno fatica in salita.
Il viaggio è appena iniziato e il test vero sarà a fine Settembre alla 35km dell’Adamello Ultra Trail.

Gianandrea Facchini

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