Topo Athletic Ultrafly 3, e corri sui binari

Le Topo Ultrafly 3 hanno qualcosa che non tutte le scarpe da running hanno: l'equilibrio

REVIEW OVERVIEW

Comodità
8,5
Estetica
7,5
Tomaia
8
Suola/intersuola
8,5
Peso percepito
9
Rapporto qualità/prezzo
7,5
Protezione
9,5

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Tempo di lettura: 3 minutiC’è molta sostanza in queste Topo Athletic Ultrafly 3. Il nome fa pensare a qualcosa di leggero ed etereo e il peso conferma questa idea: ai piedi sono leggere, in mano lo sono altrettanto. Di certo le si può annoverare fra le scarpe più discrete da indossate anche se nominalmente il peso non è contenutissimo. Eppure.

Eppure le Ultrafly 3 sono quello che non ti aspetti, ma in positivo: hanno un drop (differenza tacco-punta) da 5 mm, hanno il puntale largo, hanno un’impostazione indubbiamente natural. Sono a tutti gli effetti delle scarpe leggere, reattive e adatte – anzi, ispirate in tutto e per tutto – alla corsa natural. Ma poi quando le indossi ti stupiscono.

Il peso, la forma, il feeling

Si diceva: il peso percepito è inferiore a quanto ci si immagina da una scarpa che potrebbe rientrare per profilo e intersuola nella categoria maximal. Quando le si indossa si sente una notevole protezione sotto i piedi, grazie soprattutto ai 28 mm di materiale (fra gomma della suola e TPU-EVA dell’intersuola) nel tallone e ai 23 in punta. C’è parecchia sostanza là sotto e non c’entra con la sensazione che molte scarpe natural restituiscono, quella, appunto, di non avere niente o poco tra i piedi e la strada.

Gran parte del feeling è dovuto al materiale dell’intersuola: il TPU-EVA è meno comprimibile dell’EVA e quindi restituisce una reazione più secca e solida allo schiacciamento, senza per pregiudicare la comodità delle scarpe, anche grazie alla soletta in Ortholite con trattamento antibatterico. Questo sandwich di materiali e tecnologie non è il più avveniristico tecnologicamente, specie in un’era in cui domina sempre di più la fibra di carbonio, eppure permettimi un discorso un po’ diverso. La bontà di una scarpa non è data solo dalle tecnologie che usa ma da un qualcosa di molto più sottile e meno misurabile dagli strumenti di laboratorio: è dato dall’equilibrio che sprigionano. O che non sprigionano.

Le Ultrafly 3 usano tecnologie mature e consolidate ma in un insieme che è molto equilibrato. E l’equilibrio è fatto da elementi che senti quando ci corri, non sulla carta.

Ai piedi

L’equilibrio è dato da forze contrastanti e spesso non della stessa natura: ci sono la reattività della scarpa, la sua leggerezza (o il suo peso), la sua solidità, la sensazione di protezione che ti comunica.

Sono elementi in parte oggettivi e in parte quasi emotivi: li percepisci ma non c’è un metro per misurarli. Oppure il metro c’è, ma è sbagliato: quante scarpe “pesanti” sulla carta sono leggere indossate? E perché? Perché la loro leggerezza viene dalla sensazione e percezione che ti trasmettono, non da quanto pesano su una bilancia.

Le Ultrafly 3 appartengono a questa categoria: sono scarpe molto equilibrate e solide. Leggere e reattive. Che ti danno confidenza e tranquillità, alla fine. Se le si analizza pezzo per pezzo poi si capisce anche perché: sono reattive perché l’intersuola in TPU-EVA ha quel profilo meccanico; sono solide perché hanno un’impronta molto larga e davvero appoggi su “tanta roba” e sono tranquille perché la massa di materiale di cui sono composte comunica psicologicamente un’idea (reale) di solidità.

Al di là dell’estetica, al di là della tecnologia, certe scarpe riportano in primo piano l’importanza di come un insieme di componenti – quelli che fanno “la scarpa” – possono lavorare in armonia. Ed è sicuramente il caso delle Topo Ultrafly 3.

Trovi le Topo Ultrafly 3 in vendita nello store online o nei negozi sportivi a 170 euro.

Topo Ultrafly 2, ritorno alla natura

 

 

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