Topo Athletic Magnifly 3, il natural comodo, molto comodo

Il natural running raramente è stato più comodo. E non può che far piacere

Tempo di lettura: 3 minuti

Sin dalla comparsa delle prime scarpe natural (una volta si chiamavano “barefoot”) chi le usava accettava un tacito accordo: per correre a drop zero e con pochissima gomma sotto i piedi bisognava accettare una certa essenzialità della comodità, per usare un eufemismo.
7/8 anni fa se volevi correre natural dovevi davvero volerlo e accettare anche un certo grado di mancanza di morbidezza e ammortizzazione.

Come già notato altre volte, negli ultimi anni le cose sono cambiate e le scarpe “tradizionali” hanno preso in prestito soluzioni tipiche di quelle natural (tipo il drop ridotto) che, a loro volta, hanno acquistato dal settore delle tradizionali un po’ di comodità. Sempre più comodità.

Doppia comodità

Sin dalla prima volta che ho indossato le Topo Athletic Magnifly 3 ho percepito quanto lavoro fosse stato fatto sulla comodità. L’ammortizzazione non è più pronunciata di tanti altri modelli: a ben vedere “sotto” ci sono 25 mm, uno spessore comune a tanti altri modelli. Eppure la sensazione molto precisa è quella di una comodità più accentuata, dovuta all’intersuola a due densità: una più morbida superiormente (per rendere la calzata così piacevole da dare dipendenza) e una più dura e reattiva inferiormente, dove c’è bisogno di aggredire la strada per avere una risposta più reattiva e veloce.

Spesso le scarpe troppo morbide risultano piacevoli ma tradiscono durante la corsa. Mi spiego meglio: un eccesso di morbidezza “da fermo” rischia di trasformarsi durante l’utilizzo in allenamento in una dispersione di forza propulsiva, come se si corresse su un materassino. Trovare l’equilibrio fra scarpa comoda ma poco reattiva e scarpa secca e veloce ma troppo “dura” non è facile. Le Topo Athletic Magnifiy 3 si avvicinano molto a questo magico stato di “morbida reattività” o di “reazione morbida”. Pur essendo sempre molto piacevoli e comode sono anche abbastanza reattive: quando il piede affonda nell’atterraggio a terra trova una superficie morbida e poi, subito dopo, uno strato più duro. La transizione è chiaramente percepibile (la doppia densità dell’intersuola non è una formula di marketing che non ha poi riscontro, è invece molto percepibile) e può dare l’impressione di una scarpa “scarica”, come se tutta l’energia spesa nella corsa si disperdesse a terra senza essere restituita dall’intersuola. Si tratta però solo di una percezione perché le Magnifiy 3 ci sono, sempre. Lo si capisce soprattutto dopo averci corso un po’, quando le gambe sono più stanche. O dovrebbero essere più stanche e invece le trovi ancora fresche e pronte a macinare altri chilometri. Perché evidentemente stanno lavorando in accordo con una scarpa che le sostiene e mette al lavoro efficacemente le forze.

Tutto in accordo

Insisto sulla comodità perché spesso viene confusa con la sola intersuola. Invece la piacevolezza e confidenza che le scarpe danno (o non danno) sono dovute a un insieme di dettagli che le rendono globalmente piacevoli. Come, per esempio, il collare in schiuma sagomata o il plantare antimicrobico e antibatterico Ortholite, che resiste alla compressione e agli odori. Anche la tomaia è stata molto semplificata rispetto alle precedenti versioni, guadagnando in assenza di superfici e cuciture che potrebbero fare attrito con il piede, irritandolo.

Il natural piacevole

Ho iniziato questa recensione ricordando i primi tempi del running naturale, e specialmente le scarpe “estreme” con cui lo si praticava. È bello constatare che quei tempi sono distanti e che ora si può correre con scarpe a drop zero (o contenuto) con puntali che lasciano molto spazio alle dita e con spessori di intersuola che permettono di sentire la strada senza per questo dover aver piedi resistenti alle cannonate o una biomeccanica da runner etiope.
Tutti ormai possono provare a correre più “naturalmente”, in tutta comodità.

Le Topo Athletic Magnifiy 3 sono in vendita nei negozi selezionati o nello store online Topo Athletic al prezzo di 155 euro. 

IN BREVE
Comodità
9,5
Estetica
7,5
Tomaia
8
Suola/intersuola
9,5
Peso percepito
9
Protezione
8,5
Rapporto qualità/prezzo
8
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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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