Running with Rage Against the Machine

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Neo è dentro una cabina telefonica nel finale del primo episodio di Matrix. Parla a  qualcuno o qualcosa e gli dice “Non so come sarà il futuro. So che questa non è la fine: è l’inizio. So solo che mostrerò alla gente un mondo senza confini e limiti”. Aggancia, esce dalla cabina e parte “Wake Up” dei Rage Against the Machine e con lei una scarica di adrenalina che ti fa alzare una pelle d’oca pazzesca.

I Rage Against the Machine – per gli amici RATM – sono stati un gruppo rock/rap rock/rapcore di rara potenza sonora e di impatto ineguagliato. Grazie alla fortissima personalità dei due frontmen – il cantante Zac de la Rocha e il chitarrista Tom Morello – e grazie anche alla forte politicizzazione che ogni loro album aveva, nessuno poteva restargli indifferente. Ogni loro canzone era un proclama, ogni loro album un manifesto. In genere per l’ambiente e contro il potere. Per la libertà e la libera espressione.

Il loro timbro era inconfondibile, la voce di Zac era potente, gridata, disperata, la chitarra di Tom era pirotecnica, distorta, a volte parlava con voce quasi umana. Ogni traccia un’invenzione musicale fatta di riff irresistibili e molto tritolo sonoro.

Sciolti nel 2006 e riformatisi a tratti fino all’annunciata riformazione per quest’anno, i RATM hanno sempre saputo far parlare di sé, oltre che parlare e gridare molto forte con la loro musica.

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Celebre resta il video di “Sleep now in the Fire” girato da Michael Moore divanti alla Borsa di New York un mercoledì di contrattazioni. La performance non era ovviamente autorizzata e finì con poliziotti che li dissuadevano (all’inizio) e li arrestavano poi. E con la Borsa chiusa e contrattazioni sospese per il delirio che avevano creato.

“Fight the Power” si può leggere fra le righe del loro nome: con la musica, con la potenza, con la protesta e con una buona dose di divertimento.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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