Qualche regola per non essere vittima del telelavoro

Per molti di noi il telelavoro è una novità. Che non deve sconvolgere.

Le prospettive del lavoro da casa sono allettanti: ammesso che tu lo possa fare, il telelavoro (o smart working, come incomprensibilmente è chiamato in Italia) ti permette di salvare molto tempo che spenderesti per andare al lavoro, per mangiare al lavoro, per fare riunioni al lavoro. Quindi se “telelavori” ti ritrovi con molto più tempo per gestire la tua giornata. Apparentemente lavori le stesse ore e hai più tempo libero, quindi come mai la stanchezza ti annienta alla sera?

L’abitudine

Stai vivendo una situazione particolare: stress e preoccupazione ti stanno accompagnando in questa nuova condizione lavorativa. Non è che un giorno qualsiasi la tua azienda ti ha chiesto se volevi telelavorare: da qualche settimana c’è l’obbligo – per chi lo può fare – di stare a casa e di non spostarsi. Hai stravolto un’abitudine pluriennale e ne hai dovuta acquisire forzatamente una nuova, in pochissimo tempo. Magari hai dovuto anche imparare a usare software nuovi e a risolvere problemi senza l’aiuto di nessuno. Ci sono mille motivi per annullare il beneficio di lavorare da casa.

La prospettiva di non pensare più a come vestirti, di non dovere essere sempre inappuntabile e stirato, di non doverti più spostare spendendo ore in auto o sui mezzi pubblici viene subito annullata dalla necessità di abituarti al più presto a fare a casa quello che facevi nell’ambiente del tuo ufficio.

Guarda però il lato positivo: si tratta solo di abituarsi a qualcosa di diverso. Presto emergeranno i lati positivi: vestirti a metà e girare con quei vecchi pantaloni sportivi di felpa che sono brutti tanto quanto comodi, avere il frigo sempre a disposizione (il che è anche un pericolo, ne convengo), poterti gestire il tempo con più libertà.

Per non perderti però è meglio comportarsi sin da subito in modo che la nuova condizione esistenziale/lavorativa diventi la normalità. In questo senso devi operare in due ambiti distinti eppure legati: la gestione del tempo e delle regole.

Il tempo

Le ore che risparmi nei trasporti o non lavorando in ufficio (le pause alla macchina del caffè, le chiacchiere con i colleghi) diventano delle risorse preziose da sfruttare. Puoi decidere di dedicare più attenzione a te stesso/a, ai tuoi cari, puoi imparare cose nuove, puoi rilassarti di più. L’importante è dare un senso a questo tempo che ti è stato concesso. Allenarsi in casa è un modo, e non puoi fare altrimenti visto che è ancora vietato correre (e presumibilmente continuerà a esserlo per un po’). Non sentirti inoltre obbligato/a a essere sempre disponibile all’azienda o al capo: il fatto che lavori da casa non presuppone che tu sia a disposizione per 24 ore. A una certa ora – corrispondente a quando termina il tuo orario di lavoro – tu stacchi, fine.  

Le regole

Una cosa che è importantissimo fare è il darsi delle regole. Il cervello ha sempre bisogno di ordine, ripetizione, costanza e l’anarchia non aiuta molto a fare bene il tuo lavoro. Quindi non mancare mai di:

Rispettare degli orari

In ufficio lavori da una certa ora a una certa ora. Anche a casa è lo stesso. Il tempo che non spendi per andare in ufficio lo impieghi in altre occupazioni (vedi più oltre). A una certa ora spegni il computer e lascialo spento in una stanza che non frequenti (se ne hai a disposizione). Resisti insomma alla tentazione di lavorare ancora un po’ di più, a meno che tu non abbia scadenze improrogabili.

Vestiti decentemente

Lo so, la tentazione di stare in tuta tutto il giorno è fortissima ma la tua mente ha bisogno di un certo decoro e vestirsi “come se” non è una cattiva idea. Magari ti sembrerà stupido perché in fondo non devi incontrare nessuno e nessuno ti farà appunti per come sei vestito ma la mente lo noterà, fidati. 

Usa il tempo in più

Ci sono mille cose che hai rimandato o non hai mai fatto perché ti mancava il tempo. Ora ce l’hai e soprattutto non hai più alibi! Puoi leggere un libro in più, vedere un film, imparare a fare il pane (il nuovo sport nazionale – sì, ci sono cascato anche io ed è bellissimo), stare con i tuoi affetti, giocare con i tuoi figli, conoscere cose nuove (una parola in più al giorno, suonare la chitarra, dedicarti del tempo che non avevi, leggere un libro, allenarti).  

Perché ti senti stanco

Ci sono diversi motivi per sentirsi stanchi anche se si ha più tempo e si è – sulla carta – più rilassati. 

Il principale è che ci troviamo tutti in un’inedità condizione di emergenza. Inoltre: il cervello è abituato a “calmarsi” quando completa delle operazioni e chiude delle attività. Quando barra tutte le caselle di una check-list insomma. Se non lo fa ti comunica la sensazione di avere sprecato il tempo e di avere sempre qualcosa da fare, qualcosa che è rimasto incompleto. Applica sempre la regola d’oro della produttività: fai una cosa alla volta iniziandola, facendola e portandola a compimento. Il cervello te ne sarà grato. 

Considera anche che le videoconferenze e in genere tutte le attività che ti obbligano a parlare e farti vedere (e vedere altre persone) in modalità remota lasciano spossati. Sai perché? Perché la mente subisce una dissonanza cognitiva: parla e interagisce con persone che non sono fisicamente presenti. Le vede ma non le può toccare e sentire fisicamente. Quindi, se ti senti sfinito dopo una videoconferenza non temere: è normalissimo.

Amati

Il rischio principale è quello di dimenticarti di te stesso. Di non volerti più bene. Non puoi nemmeno più correre! Lasciarsi andare è un attimo. Ecco perché è importante che tu ti rimetta in discussione, accettando che se non puoi andare a correre, niente e nessuno ti vietano di allenarti facendo ginnastica a corpo libero oppure i workout di Elisa o del sano yoga. Devi farlo per dire al tuo corpo (e quindi alla tua mente) “Io ci tengo”. 

Sono tempi strani, mai visti, a cui bisogna abituarsi al più presto. Trovare una routine che possiamo controllare, dominare e decidere è fondamentale. Ce la puoi fare, ce la devi fare. Cura la mente, abbi rispetto di te stesso, non dimenticare mai che hai un corpo: sentilo, amalo e fallo “soffrire” con un po’ di sano allenamento. Ti stai preparando al futuro prossimo. In forma, motivato, in equilibrio.

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2 COMMENTS

  1. Ciao!
    Mi potete spiegare perché continuate a dire che correre è vietato visto che il decreto legge del 25 marzo del presidente del consiglio dei ministri parla di attività sportiva consentita entro il proprio comune a patto che si rispettino le condizioni di sicurezza ovvero da soli e mantenendo la distanza di sicurezza? A me risulta che ciò sia ancora consentito tranne in alcune regioni dove è stata vietata qualsiasi attività all’aperto – vedi Friuli Venezia Giulia, dove risiedo. Quindi mi chiedo perché non informate di questa possibilità chi lo può fare.
    Non sto facendo polemica solo chiedo chiarezza.
    Grazie.

    Antonella Giardiello

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