New Balance 1080 v10: evoluzione e rivoluzione

IN BREVE

Le New Balance 1080 v10 si guadagnano un voto alto grazie alle nuove tecnologie che si integrano perfettamente tra loro e a un ottimo bilanciamento che le rende adatte a quasi ogni utilizzo. Menzione particolare per il nuovo sistema ultra heel al tallone.

REVIEW OVERVIEW

Comodità
9
Estetica
9.5
Tomaia
9.2
Suola/intersuola
9.2
Peso percepito
9
Protezione
8.7
Rapporto qualità/prezzo
9

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

Tempo di lettura: 4 minutiSono sempre stato un estimatore delle 1080 perché era una scarpa che non tradiva mai le aspettative. Era ammortizzata, supportava sempre, una scarpa “tradizionale” da lungo ma con un perfetto equilibrio tra tutte le sue componenti. Il risultato che ne usciva era la classica calzatura da running affidabile e trasparente; ossia, dopo averle indossate, ti scordavi di averle ai piedi e potevi farci un sacco di strada.

Quindi appena ho saputo che le 1080 avrebbero subito un radicale cambiamento, sono uscito in strada, sotto alla pioggia, mi sono inginocchiato e ho urlato “Perchééééééé?”. (Ricostruzione cinematografica del momento di stupore)

Poi le ho viste e l’effetto – così su due piedi – è stato come quando improvvisamente vieni stupito. Perché siamo tutti refrattari al cambiamento ma, quando il cambiamento sovverte le cose e ti fa evolvere, allora sia il benvenuto.

Come avrai già capito, la nuova versione delle 1080 è davvero ben riuscita. Ma vediamo nel dettaglio com’è e come va.

La tomaia

Come avevo già scritto nel post di presentazione la tomaia è la nuova Hypoknit 2.0 e ha come caratteristiche principali leggerezza ed elasticità. Proprio quest’ultima qualità contribuisce a dare grande comfort alla scarpa perché si adatta perfettamente al piede senza fare “pance” strane quando si flette. Forse l’unico elemento che mi ha un po’ perplesso è l’attacco della linguetta spostato verso la parte alta del piede ma è un pensiero che ti prende solo nel momento in cui la indossi perché, appena inizia a correre, capisci che è una caratteristica strutturale in quanto dà maggiore supporto alla parte mediale del piede.

La linguetta è imbottita ma non troppo, quel giusto “medio” che è comodo ma fa sentire il piede ben saldo alla scarpa mentre la vera sorpresa è al tallone.

Le nuove 1080 v10 infatti aderiscono perfettamente al tallone ma senza premerlo. Sembrano quasi fatte su un calco del piede. Merito nel nuovo elemento ultra heel, modellato in 3d e realizzato in memory foam. La sua curvatura particolare non costringe in alcun modo il tendine di Achille. In questo modo la scarpa rimane perfettamente ancorata al piede ma senza fastidiose costrizioni.

Il nuovo elemento strutturale ha così permesso a New Balance di realizzare una calzatura senza il tradizionale collare imbottito. E ancora più comoda.

Purtroppo non so ancora dirti quale sia il comportamento del nuovo tessuto con le temperature molto elevate delle nostre estati ma sessioni da più di un’ora su tapis roulant a una temperatura di 22°C (e senza aerazione) in cui il sottoscritto sudava più del pilota ne “L’aereo più pazzo del mondo” non hanno evidenziato problemi particolari.

Intersuola e suola

Anche nelle parti dinamiche della scarpa New Balance ha introdotto molte novità. Novità che potrebbero far storcere il naso a chi voleva delle scarpe “fluffose” in cui l’unico elemento che percepivi durante la corsa era l’ammortizzazione.

All’intersuola, la nuova mescola Fresh Foam X è un’evoluzione del Fresh Foam tradizionale, ottimizzata con una lavorazione asimmetrica che permette di sostenere il piede nella sua area mediale e a correggerne l’appoggio nei percorsi più lunghi e faticosi.

Questa evoluzione ha anche portato un comportamento dinamico totalmente diverso. Ora l’ammortizzazione è più secca e reattiva. Attenzione però, la scarpa non è meno ammortizzata dei modelli precedenti, anzi. Semplicemente si comporta con una dinamica più “sincera” su appoggio e movimento del piede. E questa è una caratteristica che io personalmente apprezzo molto perché aiuta a migliorare appoggio e corsa.

Nella nuova mescola Fresh Foam X percepisci immediatamente grande flessibilità e leggerezza. Ma senza perdere quella “fiducia” necessaria per affrontare anche le percorrenze più lunghe.

Tutto questo viene assecondato da una suola con intagli posizionati proprio per agevolare la flessione di alcune aree della scarpa in modo che la dinamica della rullata sia sempre ottimizzata.

La dinamica

Se dovessi fare un paragone automobilistico, ti direi che le nuove New Balance 1080 v10 sono simili a una berlina sportiva. Un’auto con cui puoi fare molti chilometri ma con cui non temi di premere il piede sull’acceleratore. Grazie anche al suo peso contenuto, alle doti dinamiche dell’intersuola e al meraviglioso supporto al tallone ti diverti anche a farci le ripetute e non ti dà quella sensazione di “scarpa pigra” che invece si sperimenta con altri modelli dedicati alle lunghe distanze.

Quando ci corri per farci un lungo, la caratteristica che esce maggiormente è la comodità. Mentre il supporto è sempre lì, silenzioso, pronto a intervenire quando il piede inizia a stancarsi.

In definitiva

Come avrai capito le New Balance 1080 v10 si posizionano sicuramente nei primi posti delle scarpe da provare se cerchi una scarpa tuttofare per affrontare qualsiasi distanza. Grazie a un equilibrio perfetto tra tomaia, intersuola e suola, le 1080 v10 sono adatte a qualunque runner, nonostante il peso contenuto (281 grammi). Il drop è l’ormai tradizionale 8 mm che permette di far lavorare bene il tendine d’Achille – caratteristica confermata anche dall’ultra heel, probabilmente l’elemento che mi è piaciuto di più in una scarpa che mi è piaciuta moltissimo.

Non ho parlato di estetica perché, credo, le foto parlano già da sole.

Il prezzo di listino di 170 euro la posiziona sicuramente nella fascia medio-alta ma, credimi, vale tutta la spesa anche in virtù di tutta la tecnologia che c’è dentro.

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5 COMMENTS

  1. Ciao Sandro, sono passato dalle Pegasus alle Vomero per essere un po’ più comodo e perché mi durassero un po’ di più.
    Esteticamente mi piacciono molto queste NB, ma il passaggio ad altro brand mi “spaventa” un po’.
    Non ho problemi strutturali a ginocchia o caviglie e sono normopeso, 1.82 x 78kg che variano a seconda di quanto corro, i 78kg sono il massimo peso diciamo.

    • Non so se possa esserti utile, io sono donna e peso 53 kg, passo 4.30 sui 10K: ho sia le Pegasus che queste, e le prime le sento leggermente più supportive delle NB, che percepisco leggermente meno morbide e più secche. Ma poca roba. Mi trovo molto bene con entrambe

  2. Grazie per l’indicazione. Vista la tua sensazione credo che resterò sulle Vomero o sulle nuove Infinity Run.
    Grazie ancora

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