Misure anti-Covid: chiuse piscine e palestre

Tempo di lettura: 3 minutiIl nuovo DPCM presentato oggi, 25 ottobre, da Giuseppe CVisita il sitoonte (il terzo in 12 giorni) impone ulteriori restrizioni al mondo dello sport. Tra queste, quella più rilevante, è la chiusura di palestre e piscine fino al 24 novembre.

Chiusura che, per certi versi, arriva con una consistente dose di stupore visto che, proprio due giorni fa, il ministro Spadafora aveva confermato che le strutture sarebbero rimaste aperte con nuove misure di sicurezza.

La chiusura di piscine e palestre conferma – qualora ce ne fosse ancora bisogno – che lo sport praticato come forma di benessere è considerato un’attività secondaria e rinunciabile. Ossia, stando a quanto si può vedere, il processo di chiusura si è elaborato in base alla sacrificabilità delle attività, anziché su basi legate al rischio di contagio. Ignorando quali siano le attività che possono, inoltre, far bene alla salute.

Mi sono imposto, quando ho pensato di scrivere questo post, di non fare l’esempio del calcio. Ma è un fatto che – in quanto sport di contatto – ha inevitabilmente generato una significativa quantità di focolai.

Numeri sicuramente più rilevanti rispetto al nuoto o alle palestre. Però, a oggi, la Serie A continua a giocare in quanto “gara di interesse nazionale”.

La salute innanzi tutto

Senza ombra di dubbio, la salute e la vita umana hanno la precedenza su qualunque attività economica. È superfluo ribadirlo, credo. Come credo siamo tutti d’accordo.

È altrettanto vero che in questi ultimi mesi abbiamo “imparato” qualcosa in più su come proteggerci dal virus e su quali siano i comportamenti a rischio.

Per fare un esempio banale, è molto più rischioso farsi un selfie abbracciati senza mascherina alla fine di una corsa (ne ho visti molti negli ultimi mesi) che nuotare in un ambiente controllato e sanificato con un numero di persone che rispetta il distanziamento o allenarsi in una palestra dove entrate e uso degli attrezzi sono distanziati, contingentati e sterilizzati.

Nemmeno cito i mezzi pubblici in cui, fino a qualche giorno fa si poteva salire fino al 100% della capienza per tragitti inferiori ai 15 minuti.

Le regole

Nella scorsa settimana i controlli a piscine e palestre non hanno riscontrato alcuna mancanza di rispetto delle regole. Proprio zero. Quindi, se ora il governo decide di chiuderle, viene da chiedersi se quelle regole servissero a qualcosa. Mi spiego: se tu imponi a un gestore delle misure per la sicurezza e poi chiudi comunque la struttura, credo sia naturale chiedersi se quelle regole avessero senso. Secondo me, sì: avevano senso. Però concordiamo che sembra una presa in giro?

Nonostante questo, loro ne pagano le conseguenze. Venendo, per giunta, ritenute attività non indispensabili, alla stregua di sale bingo o casinò.

E non sto dicendo che sale bingo o casinò dovrebbero chiudere a priori, sto solo parlando di una – credo condivisibile da tutti – scala delle priorità. Lo dico nel rispetto del lavoro di tutti: diritto sacrosanto per ogni cittadino.

La mia opinione – e, in quanto tale, è discutibile – è che sarebbe stato meglio imporre uno strettissimo rispetto delle regole, evitare gli assembramenti ma limitare le chiusure di ogni genere. Meglio essere un po’ più asociali che dover rimanere senza lavoro, no?!

Le “colpe”

Senza dubbio stiamo pagando adesso molte “colpe” dei mesi scorsi: la mancanza di pianificazione, i comportamenti a rischio e privi di buon senso da parte di alcuni, la mancanza di un sistema di contact tracing efficiente (vedi, per esempio, la scarsa diffusione e di adeguamento di alcune regioni a Immuni).

E purtroppo si interviene “dopo”. Cicaleggiando quando si poteva, reprimendo ora.

Certo, molte colpe sono attribuibili a un comportamento “leggero” di molti cittadini ma – secondo la mia modesta opinione – è proprio lo stato che doveva vigilare su questo. Le scene di assembramenti incontrollati durante l’estate ce le ricordiamo tutti, no?!

Da parte nostra possiamo fare una cosa sola. Smettere di pensare che il virus non esista, smettere di far diventare la lotta al Covid una questione di dibattito politico ed essere tutti molto molto molto coscienziosi.

Sperando che queste prime misure di chiusura, siano anche le ultime e finiscano presto.

Ne abbiamo discusso anche in una puntata speciale di Fuorisoglia. Non perderla!

Ascolta “Extra: “DPCM: The second season”” su Spreaker.

(Credits foto principale: cookelma on DepositPhotos.com)

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Sandro Siviero
Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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9 COMMENTS

  1. sono sempre più convinto che corri più rischi fare un uscita in bicicletta ,ma anche di corsa ,in piscina al limite ti becchi le verruche ,poi ricordiamoci che siamo di passaggio ,per quanto riguarda le gare ,impariamo a correre soli ,io purtroppo lo faccio da sempre ,uscite in bici e corsa solo con un cane ,dato che sono vecchio e selvatico

  2. Caro Sandro , non sono molto attiva sui social e forse non mi conosci, ma voglio esprimerti tutta la stima e il piacere che ho nell’ascoltarti! sei veramente un punto di riferimento! Mai sopra le righe, rispettoso, equilibrato. Un amante dello sport ma non un ultrà come ne sto sentendo troppi in questi mesi fino ad arrivare al punto di disamorarmi per questa bella attività che ci appassiona tanto! Quando ascolto i tuoi podcast o leggo i tuoi articoli mi riconcilio con il mondo stupendo dello sport e mi convinco che è possibile conciliare allenamento e rispetto per la vita e per il prossimo. Grazie per esserci! Annarita Di Russo

  3. essendo emigrato da 6 anni in Svizzera Francese qui il coprifuoco é la normalità ,per conto in bici sei più sicuro

  4. Ciao Sandro e grazie per quello che scrivi. Io lavoro in una piscina, sono allenatore di nuoto, ma faccio anche segreteria, bagnino e tutto quello che serve. Oggi ci siamo tutti sentiti presi in giro, perché questa settimana abbiamo lavorato ancora con più attenzione per far vedere che i nostri impianti sono sicuri.
    Abbiamo speso soldi, abbiamo provato a rimetterci in piedi dopo la prima serrata, facciamo il mestiere più bello del mondo, ma credimi oggi è un giorno che non dimenticheremo.
    La sensazione che tutto sia stato inutile, l’incertezza per il futuro, è dura.
    Ancora più amaro da buttare giù è la certezza che in questo povero paese, lo sport, sia considerato meno che niente, e questo non lo capisco e non lo accetterò mai.
    Scusate lo sfogo, state bene mi raccomando.
    Enrico

    • Enrico, hai tutto il mio supporto. Purtroppo non posso far altro se non mandarti una gigantesca pacca sulla spalla. Speriamo di uscirne il prima possibile e ritornare a fare quello che amiamo. 🤟🏻

  5. Ciao, su alcuni passaggi non sono d’accordo, il primo quando dici ” è molto più rischioso farsi un selfie abbracciati senza mascherina alla fine di una corsa (ne ho visti molti negli ultimi mesi) ” questi sono comportamenti sbagliati che si possono verificare in qualsiasi luogo e situazione, ma se parliamo di sport nel rispetto delle regole, secondo me, la corsa fatta in solitaria è molto più sicura di un’attività al chiuso e con l’uso di attrezzi come palestre o piscine.
    La seconda cosa che voglio evidenziare è quando dici “secondo la mia modesta opinione – è proprio lo stato che doveva vigilare su questo. Le scene di assembramenti incontrollati durante l’estate”, questa io proprio non la capisco, ci lamentiamo delle restrizioni e poi invochiamo lo stato anche per controllare comportamenti che dovrebbero essere scontati e naturali tra persone civili e aggiungerei intelligenti. A questo punto per me le strade sono solo due o essere guidati in tutto e per tutto non lamentandosi però dei divieti imposti, o non prendere nessun provvedimento e lasciare tutto al “si salvi chi può”.
    Grazie per l’attenzione

    • Ciao Renzo, ci sta di non essere tutti d’accordo, ci mancherebbe. Per quanto riguarda il primo punto, sono d’accordo che la corsa in solitaria è molto sicura, ma io mi riferivo ai molti selfie che ho visto di persone che avevano corso insieme e si fotografavano abbracciati senza mascherina. Sul secondo punto, sappiamo bene che – se tutti ci comportassimo con buon senso, in modo civile e coscienzioso – non sarebbe necessario alcun controllo ma, visto che non è così, qualcuno deve necessariamente controllare. Non credo basti più far affidamento al solo buon senso.

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