L’importanza della colazione a letto

Tempo di lettura: 2 minutiDella colazione perfetta per i Runner abbiamo già parlato decine e decine di volte  e di ricette ne abbiamo fatte così tante che devi solo cercare sul campo cerca per scoprirle, nel caso in cui te le fossi perse. Mai come in questo periodo è ora di concedersi il piccolo lusso della colazione ricca, generosa e buona. Se a letto, ancora meglio. Perché, diciamolo, il mito di questa porta con sé grandissime verità. Le cose sono due: o ci organizziamo per tempo -e quindi la sera prima- in modo da sistemare tutto al mattino e goderci il nostro momento oppure convinciamo qualcuno a farlo per noi (opzione che consiglio con dolcissime minacce non troppo velate, eventualmente). Te lo dice una che predica bene e razzola male e che a stento riesce a bere una tisana. Mi alzo prestissimo ed è tutto così frenetico al mattino che proprio sembra fantascienza il vassoio e la colazione a letto, eppure.

EPPURE.

Nel periodo natalizio io me lo merito. E devi convincertene anche tu che lo meriti. E lo merita chi ami, chi ti sta accanto e chi ha diritto a questo piccolo grande sogno che diventa sin da subito un momento indimenticabile, intimo e dolce. La colazione a letto ha davvero un altro sapore e diventa un diritto inalienabile almeno una volta l’anno. E quale periodo migliore se non questo? Uova strapazzate, uova alla coque, fesa di tacchino, un dolcetto, del latte e per i più coraggiosi all’inglese con fagioli e salsicce (se non ci siamo abituati magari evitiamo prima di stare poi a letto tutto il giorno con rantoli di dolore, oh. Attenzione).

Coccolati. È la parola d’ordine. Coccolati e fermati. Sei un Runlovers, certo, e devi correre. Ma non dimenticare MAI la cosa più importante: i piccoli gesti per te stesso e la lentezza. Non è sempre tutto commisurato alla velocità. Esiste l’antagonista, altrettanto performante per te e le tue corse, che è appunto la magica e meravigliosa lentezza. Sono sicura che dopo delle uova strapazzate e l’aggiunta di poca senape, con un avocado irrorato da buonissimo succo di limone e della fesa di tacchino le tue corse natalizie saranno indimenticabili.

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Iaia Guardohttp://www.maghetta.it
Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla ad Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? È figlia di un grande maratoneta. Ha pubblicato per Mondadori scalando le classifiche e donando alla Ricerca per il Cancro il suo ricavato. Continua a scrivere, disegnare, cucinare, fotografare inarrestabilmente.

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