Le gare virtuali sono il futuro, almeno quello più immediato

Prima di inorridire all’idea di una gara virtuale prova a pensare che ha anche i suoi punti forti

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 3 minutiL’annuncio è di pochi giorni fa: la Boston Marathon “fisica”, già posticipata al 14 settembre, è stata definitivamente cancellata e sostituita da una maratona virtuale. Le modalità con cui chi era già iscritto potrà partecipare prevedono che la gara sia autogestita: la lunghezza del percorso dovrà essere quello della maratona, la si potrà svolgere in qualsiasi parte del mondo ma ogni tipo di assistenza (rifornimenti ed eventuali soccorsi) saranno tutti a carico del concorrente (o del gruppo che deciderà di unire le forze). Al termine della gara virtuale – che, è bene specificare, è virtuale solo perché non si svolge a Boston o in altre città ma che è comunque corsa sulla strada e quindi “realmente” – il concorrente comunicherà i dati all’organizzazione. Verrà poi recapitata a casa la medaglia di partecipazione e gli eventuali premi maturati, a seconda del tempo di qualificazione.

È questo il futuro delle gare?

Ovviamente no e tutti si augurano che sia solo una soluzione temporanea per dare una risposta anche a tante persone che si erano già iscritte, magari dopo aver superato impegnative selezioni come nel caso di Boston.

Di certo il fatto che Boston prenda una decisione così pesante un mese e mezzo prima della New York City Marathon (che quest’anno è in calendario il primo novembre) non fa ben sperare per quest’ultima. L’aria che si respira dopo aver superato in quasi tutto il mondo il picco dell’aggressività del coronavirus è quella della cautela: dopo aver cancellato progressivamente tutti gli eventi primaverili e ora quelli estivi, sembra inevitabile che anche quelli autunnali vengano quantomeno posticipati (Berlin Marathon nel frattempo è già stata cancellata mentre la Venice Marathon del 25 ottobre prossimo continua a essere confermata).

Il pacco gara virtuale (ma non troppo)

Un incentivo a fare certe gare è anche, inutile nasconderlo, il pacco gara. Come è un pacco gara virtuale? In alcuni casi non è del tutto virtuale: la Ogden Marathon per esempio prevede che i concorrenti ricevano a casa anche la maglia personalizzata (a maniche lunghe, trattandosi di una gara invernale), oltre che la medaglia, chiaramente dopo aver completato la gara. Altre organizzazioni invece propongono pacchi gara virtuali in cui trovare sconti per prodotti locali.

Come si svolge una gara virtuale

Le modalità variano da organizzazione a organizzazione. Le più evolute – come la Prague Marathon che con grande preveggenza introdusse la sua versione digitale già nel 2015 – prevedono diverse formule tra cui anche una gara totalmente virtuale da correre su treadmill guardando il video del percorso reale su app dedicata.

Altre invece prevedono di percorrere un percorso simile, qualora possibile e seguendo la traccia GPS fornita, oppure almeno la distanza prevista. Alcune infine richiedono di rispettare le differenze altimetriche se previste, altre non sono così puntigliose, anche perché le maratone non prevedono per definizione dislivelli.

Il bello dell’ingegno umano è che si acuisce in particolari occasioni. Ecco quindi che in alcuni casi la versione virtuale di certe gare si è trasformata in un’opportunità: alcune organizzazioni infatti offrono con l’iscrizione il piano di allenamento, altre hanno strutturato nel frattempo comunità di partecipanti che possono essere molto utili per restare motivati e darsi forza durante la preparazione.

Se infatti una gara virtuale può sembrare un ripiego o una soluzione poco convincente in confronto alla gara reale, non bisogna nemmeno trascurare i vantaggi che ha.

Perché una gara virtuale potrebbe non essere una cattiva idea

Ci piace vedere sempre il lato positivo delle cose, quindi ecco dei buoni motivi per scegliere una gara virtuale:

  • Costano molto meno: non prevedono viaggi e pernottamenti
  • Meno stress: tante persone sono messe a dura prova dal clima competitivo del giorno di gara o anche dalla semplice presenza di altre persone. Poterle disputare in solitaria può essere la soluzione, anche per chi ama l’idea di correrne una ma magari è distratto o infastidito dalla massa di persone
  • Ti dà una misura delle tue capacità: alla fine si tratta di una gara reale su una distanza definita, quindi conoscere alla fine le tue prestazioni costituisce comunque un precedente. Sul quale costruire la tua prossima gara
  • Ti dà un obiettivo: tanti usano la preparazione alle gare come principale stimolo motivazionale. Anche una gara virtuale deve essere preparata per tempo e con costanza.

Non sarà il futuro e tutti ci auguriamo di tornare a correre gare “vere” il prima possiibile. Nel frattempo però possiamo adattarci a soluzioni alternative e non di certo analoghe all’esperienza reale, però non per questo meno impegnative e – perché no? – eccitanti e belle.

Si tratta come al solito di far di necessità virtù, di adattarsi e di cercare di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Perché c’è sempre, se sai guardare bene.

(Via Verywellfit)

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