La playlist da pelle d’oca

Tempo di lettura: 2 minuti

Inizierei a parlarti di questa playlist osservando che le migliori colonne sonore sono tutte orchestrali. Giusto, perché questa è una playlist fatta solo di colonne sonore che molto probabilmente già conosci: c’è quella del Signore degli Anelli, quella di Interstellar, quella di Superman e anche quella di Ritorno al Futuro. Ci sono ET e Rocky e tante altre che ti provocheranno un fenomeno molto comune quando provi una sensazione molto positiva e molto potente: la pelle d’oca.

Ho scoperto che la pelle d’oca è una reazione fisiologica ancestrale, nel senso che è una delle risposte più automatiche e antiche a una condizione di pericolo: serve a trattenere il calore all’interno del corpo – sotto la pelle – per prepararlo alla fuga o al combattimento. È un lascito di tempi remoti durante i quali i nostri antenati assumevano un aspetto ancora più minaccioso per apparire ai potenziali nemici più grossi e minacciosi di quanto non fossero in realtà.

Col passare del tempo e diminuendo queste minacce, la pelle d’oca è rimasta nel nostro codice genetico come risposta a forti emozioni. Come quelle suscitate da film particolarmente coinvolgenti dal punto di vista emotivo. Ed è proprio in questo contesto che il genio umano ha usato e continua a usare la musica orchestrale: perché nessuno strumento o insieme di strumenti, per quanto amplificato, ha la potenza sonora e l’impatto di un’orchestra. Ecco perché le grandi colonne sonore usano sempre l’orchestra: perché sono ancora più potenti e perché descrivono meglio certi stati emotivi davvero “grandi”.

Sullo stesso argomento:
Running with Pino Daniele

Ora non ti resta che ascoltarla e riprovare tutte le emozioni che hai provato la prima volta che hai ascoltato queste musiche nel buio di una sala cinematografica. sentendoti un po’ Rocky, un po’ Frodo, un po’ Darth Vader e magari Luke Skywalker, perché non esiste playlist che non includa la più potente e famosa musica mai composta: quella di Star Wars di John Williams, ovviamente.

Buona visione… ehmmm volevo dire: buona corsa!

CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.