La London Marathon vuole ridurre il suo impatto ambientale

Le mezzemaratone e le maratone sono eventi molto partecipati che, inevitabilmente, producono tanti rifiuti. Come contenerli? A Londra hanno pensato di fare così.

Tempo di lettura: 2 minutiHai fatto delle gare e hai visto di certo ciò che si lasciano dietro i partecipanti dopo i ristori: bicchieri di plastica accartocciati e buttati a terra, bottigliette di acqua a volte non ancora consumate del tutto, scarti di gel e di qualsiasi cosa siano riusciti ad acciuffare.

Diciamocelo: per eventi che fanno del benessere e delle vita all’aria aperta i loro emblemi non è un bello spettacolo, affatto. Possibile che non si riesca a fare qualcosa?

Alghe

Forse dovremo ringraziare le alghe marine per la soluzione di questo problema.
Ma andiamo con ordine: già nell’ultima edizione, la London Marathon ha fatto un esperimento che ha deciso di confermare e anzi potenziare nelle prossime edizioni (ormai si parla di quella del 2021, chiaramente): si tratta di acqua contenuta in un packaging che si può mangiare. Si chiama, appunto “edible water” cioè “acqua da mangiare” ed è un prodotto di Ooho realizzato in Notpla, un materiale ricavato dalle alghe marine che può essere ingerito e che quindi non genera alcun tipo di scarto. Nell’edizione del 2019 sono state distribuite 36.000 capsule di questa “bevanda” e l’83% di chi le ha usate se ne è detto soddisfatto.

Ma non solo

Il programma di London Marathon per ridurre l’impatto ambientale è ancora più articolato. Si compone infatti anche di altri soluzioni:

  • Bootle belt: si tratta di cinture realizzate in materiale riciclato che contengono l’acqua necessaria a idratare il runner. Chi l’ha usata dice di aver consumato più acqua e più regolarmente perché beveva solo quando ne sentiva la necessità, senza quindi doversi caricare ai ristori per poi gettare il bicchiere o la bottiglietta che non riusciva a finire per la fretta o per l’eccessivo carico di liquidi in troppo poco tempo
  • L’abbigliamento abbandonato alla partenza verrà (come già fatto) riciclato o reimpiegato
  • Riduzione del numero di ristori
  • Utilizzo di bottiglie in plastica riciclata al 50%
  • Raccolta e conferimento agli impianti di riciclaggio designati di ogni altro genere di bottiglia in plastica raccolto lungo il percorso

Unitamente ad altre misure di contenimento energetico come l’impiego di generatori e di illuminazione a risparmio energetico, questa sembra essere la strada maestra per ogni manifestazione futura, specie per quelle che richiamano un pubblico così numeroso.

Decine di migliaia di persone in un’unica città per molte ore non possono che produrre una massa ingente di rifiuti. Se si opera sul tipo di rifiuti e a volte li si fa addirittura “scomparire” grazie a contenitori che possono essere ingeriti di certo il pianeta ce ne sarà grato.

E noi avremo la coscienza (ecologica) un po’ più leggera.

 

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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