La Crack Pie

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Iaia Guardohttp://www.maghetta.it
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Tempo di lettura: 3 minutiOggi ti porto al Milk Bar negli USA! Che ne dici?

“Si mangia un biscotto non per nutrimento ma per sentirsi appagati. Mi dà gioia e mi ricorda che la vita è troppo breve per preoccuparmi di quanti biscotti mangio. Così ho cominciato a pormi una domanda: cosa potrei fare della mia vita per essere felice? Fare biscotti è stata la risposta”. Comincia così la puntata dedicata a Christina Tosi di Chef’s Table, ancora e spero per sempre disponibile, su Netflix. Ne abbiamo parlato, soprattutto Martino, nel podcast dedicato a “cosa ci piace” su Fuorisoglia. Sandro a New York non ha potuto fare a meno di mangiarne qualche fettona.

Christina ha dato vita a un fenomeno di massa creando il Milk Bar. Sono dolci come quelli della mamma ma preparati da un mastro pasticciere superstar. Ha lavorato con gli chef migliori al mondo, è dipendente dal cibo spazzatura e inserisce i suoi preferiti in preparazioni di altissimo livello. Mangia impasto crudo di biscotti (e non sembrerebbe dal fisico asciutto e sportivo. È anche una runlovers perché ama correre al mattino) ed è una chef che rappresenta a tutti gli effetti l’America. Non cerca di scimmiottare i pasticcieri francesi o italiani. Non cerca di essere altro se non solo se stessa ed è questa personalità fortissima che mi ha fatto perdere la testa per Christina nonostante, devo dirlo onestamente, non apprezzi moltissimo la tipologia di dolci (perdonami Christina, rimango sempre un po’ l’antipatica gne gne gne).

Tutti pazzi per Christina insomma, che racconta la sua ricetta più famosa aprendo le porte della sua casa. Ho amato molto la scena in cui prepara la Crack Pie. Le inquadrature, la luce e l’intimità. Non aveva niente in frigo quella sera, racconta, e doveva fare una torta. Ha fatto un ripieno burroso molto zuccherato con il mais liofilizzato e non ha pesato nessun ingrediente. In modo spirituale, come le nonne, si è lasciata semplicemente andare. Voleva essere se stessa, sostiene. Una base croccante all’avena e una crema sopra. Il ripieno non si è addensato ma il profumo era ottimo così ha deciso di infilare in freezer.

E così è nata la Crack Pie, chiamata così proprio perché una droga. Un cuoco australiano gli ha detto “questa torta non so cosa abbia dentro ma è una droga! Chiamiamola Crack Pie!” e così è stato.

LA RICETTA DELLA CRACK PIE

Primo step- Cookie

  • 75 grammi Brown Sugar
  • 40 grammi di zucchero bianco
  • 120 grammi di avena
  • 115 grammi di burro
  • 1/8 cucchiaino di lievito e una punta di bicarbonato
  • un tuorlo d’uovo di un uovo grande
  • 80  grammi di farina 0

Lavora burro e i due tipi di zucchero insieme in una planetaria. Devi mescolare per due minuti ininterrottamente. Aggiungi il tuorlo e lavora altri due minuti. Adesso è il momento dell’avena, della farina e di quello che rimane. Ungi per bene una teglia e metti il composto alto massimo 5 mm e cuoci per 15 minuti a 180 già caldo.

Secondo step

CRACK PIE FILLING

  • 300 grammi di zucchero bianco
  • 180 grammi di brown sugar
  • 180 ml di panna
  • 8 tuorli e una presa di sale
  • 225 grammi di burro sciolto
  • vaniglia

Metti tutti gli ingredienti secchi nella planetaria con un cucchiaino e mezzo di sale. Aggiungi poi il burro e lavora due minuti. Infine la panna e la vaniglia e lavora almeno tre minuti. Ancora i tuorli e lavora 4 minuti.

Sforna e sbriciola il biscottone con l’aiuto di un mixer e raccoglilo dentro un recipiente insieme a 55 grammi di burro sciolto e 15 grammi di brown sugar. Questa è la base della tua Crack Pie che somiglia moltissimo alla struttura della cheesecake. Mescola per bene e usa una teglia da 22 cm; quella da pastiera è perfetta. Stendi il biscottone sbriciolato per bene e compatta. Poi versa la crema sopra e livella con una spatola. La Crack Pie deve stare in forno 15 minuti a 180 e altri 10 minuti a 170. In freezer una notte e prima di servirla deve essere tirata fuori almeno da un’ora. Vai di zucchero a velo e servi.

 

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