La corsa e la qualità dell’aria

Correre fa stare all’aria aperta e fa star bene. Ma fa sempre bene stare all’aria aperta, specie quando non è poi così pulita?

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Tempo di lettura: 2 minutiIl mondo è la palestra dei runner. Si dice così, per intendere che i runner non hanno bisogno di palestre o strutture attrezzate per praticare lo sport che amano: allacciano le scarpe ed escono. Possono correre letteralmente ovunque.

La domanda sorge spontanea: se è vero che lo si può fare ovunque, è altrettanto vero che è innocuo farlo ovunque? Un problema spesso poco considerato è infatti quello dell’inquinamento atmosferico dovuto agli scarichi dei riscaldamenti, delle auto e delle industrie. In altre parole: molte zone o strade delle nostre città potrebbero essere delle ottime palestre a cielo aperto ma non altrettanto dei luoghi dove l’aria ha una qualità accettabile. Come puoi capire se stai correndo in un luogo sicuro da questo punto di vista? Quando è meglio farlo o è meglio evitarlo?

Cosa succede correndo con l’aria inquinata

Avrai già sentito parlare del monossido di carbonio: specie d’inverno viene spesso citato perché, a causa dell’effetto combinato degli scarichi delle auto e dei riscaldamenti, i suoi valori sono eccessivi e dannosi, creando preoccupanti concentrazioni nell’aria.

Ma non c’è solo il monossido di carbonio: l’aria inquinata contiene anche microparticelle, ozono e polvere sollevata dalle auto e portata in giro dai movimenti dell’aria. Non la miscela più buona da respirare, insomma.

Dove va poi una volta respirata dai polmoni? Se ne va in giro per il corpo attraverso il sangue e fino al cuore, diminuendo poco alla volta le tue capacità fisiche o provocando nei soggetti più sensibili alle vie respiratorie (tipo chi soffre d’asma) delle patologie che possono richiedere anche l’intervento medico.

Cosa fare?

Come facilmente prevedibile, i picchi di inquinamento si concentrano nelle ore di punta nelle città, specie nel pomeriggio quando i livelli di ozono (le cui concentrazioni sono proporzionali all’incidenza del sole) sono più alti quanto più è forte il sole. È meglio quindi correre al mattino presto o alla sera. Le tanto contestate mascherine anti-Covid purtroppo non servono a proteggerti dall’aria inquinata: lo possono fare in piccola parte ma non di certo in maniera efficace, anche perché sono progettate per evitare di diffondere virus e non per filtrare l’aria che respiriamo (a patto di non usare quelle preposte a questo scopo che però, d’altro canto, non sono affatto adatte a praticare sport).

È altrettanto importante dove lo fai: non ti verrebbe mai – giustamente – da correre in tangenziale e per almeno due validi motivi: perché sarebbe maledettamente pericoloso e perché avresti anche la matematica certezza di trovarci concentrazioni troppo elevate di inquinamento. Già a 200 metri dalle strade trafficate però l’inquinamento è più contenuto perché le particelle pesanti si sono depositate per gravità e viaggiano meno nell’aria.

Se puoi prediligi aree verdi: la campagna o i parchi cittadini sono l’ideale. E per rimanere in tema “verde”, anche l’alimentazione ha molta importanza: privilegia gli alimenti ricchi di antiossidanti che ti permettono di eliminare più facilmente le tossine, come l’insalata, i broccoli, i pomodori, le arance, la frutta di bosco, le noci e i semi. E bevi tanta acqua, sempre.

Un altro modo per sincerarsi della qualità dell’aria è anche quello di usare app apposite, come Air Quality (per Android) o Air Matters (per iPhone). Un occhio prima di uscire ti può far capire se è il momento giusto o se è meglio rimandare. I tuoi polmoni ringrazieranno.

(Via Women’s Running)

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