La colazione è davvero il pasto più importante della giornata?

Ti hanno detto che la colazione è il pasto più importante della giornata. E se non fosse vero?

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 3 minutiContrariamente a quanto si possa pensare, il detto “La colazione è il pasto più importante della giornata” non ha una provenienza popolare. Non lo dicevano i tuoi nonni e nemmeno i loro avi. Ha anzi un’origine ben diversa: è uno dei primi esempi di marketing e lo inventarono James Caleb Jackson e John Harvey Kellogg e se il cognome “Kellogg” ti dice qualcosa sappi che non si tratta di omonimia: parliamo esattamente di quel Kellogg che, con la semplice lettera “K” individua i più famosi cereali da colazione.

All’inizio del secolo scorso, questi due imprenditori dovevano vendere i loro cereali ed ebbero l’intuizione di convincere i loro clienti che erano perfetti per la colazione e che quel pasto era il più importante della giornata. E ci riuscirono così bene che diventarono una delle più importanti industrie alimentari del mondo e che il motto che avevano coniato divenne sapere popolare, così diffuso e noto che nessuno si chiese più chi lo sostenesse. Doveva essere vero e non c’era bisogno di verificarlo.

Un’invenzione moderna

In realtà la colazione è un pasto che non esisteva storicamente. Esistevano – quando c’era di che mettere in tavola – il pranzo e la cena ma la colazione no. E se non esisteva era solo perché bisognava ancora inventarlo, no?

Invece siamo tutti diversi l’uno dall’altra e per alcuni è importante iniziare la giornata mangiando qualcosa e per altri è indifferente o addirittura il farlo può arrivare a dare uno sgradevole senso di pesantezza.

Perché per alcuni è importante e per altri no? La ragione è da ricercare nella tolleranza al glucosio o meglio alle tempistiche, che sono individuali. Ma cos’è la tolleranza al glucosio? È, in parole povere, la capacità del nostro organismo di gestire l’assunzione di zuccheri. Alcuni sono più tolleranti alla loro somministrazione al mattino e altri alla sera. Non è strano pensare che queste osservazioni sulla colazione riguardino soprattutto il glucosio: parlando infatti di cereali ci si riferisce a uno degli alimenti con più alto indice glicemico.

Esattamente: la colazione che da decenni viene proposta come sana e salutare è una di quelle con più alto indice glicemico. E se non sai cos’è sappi, senza entrare in difficili discussioni cliniche, che più alto è prima ti verrà fame e prima dovrai reintegrare con altro cibo, in un circolo vizioso che si può invece evitare.

Ma se ho fame al mattino?

La risposta più semplice è: mangia! Il senso di questo articolo non è sostenere che la colazione sia dannosa ma sensibilizzare sul fatto che quella a base di cereali (che è, a dire il vero, più diffusa negli USA che in Italia) non è particolarmente salutare. Esattamente, se vogliamo fare un esempio nostrano, come non lo è la colazione classica all’italiana, cioè il cornetto (con ripieno o senza) e il cappuccino. E non sto dicendo che non siano entrambe buonissime: dico che non sono il massimo né per la dieta né per l’attività fisica per entrambe hanno un alto indice glicemico, quindi ti viene fame subito dopo ecc. ecc.

Sono confuso: devo mangiare o no?

Ti vedo, ora ti stai chiedendo cosa fare: mangiare o meno? Per chiarire un po’ le idee rifacciamo un passo indietro: all’inizio, si diceva, c’è l’invenzione della colazione. Per tanti decenni nessuno la mise in discussione finché alcune ricerche indipendenti (non finanziate da aziende alimentari) si chiesero se fosse poi così sbagliato non mangiare al mattino. Complice la diffusione che il cosiddetto “intermitting fasting” (ossia “digiuno a intermittenza”) sta avendo recentemente e i benefici che in molti procura, alcuni hanno messo in dubbio anche un altro assunto sulla colazione che pareva granitico. Quello secondo il quale se non “fai scorta” al mattino poi il tuo fisico richiederà molto più cibo durante la giornata, avendo però meno tempo per smaltirlo. Quindi: mangia tanto al mattino e smaltiscilo nelle ore della giornata, piuttosto che non mangiare niente e poi darci dentro a pranzo (o peggio: alla sera!) rischiando di non smaltirlo mai più.

Per questo motivo alcuno hanno avuto l’intuizione di riferirsi alla tolleranza al glucosio: se ne hai una soglia bassa al mattino e ci aggiungi una bella colazione iperglicemia cosa pensi possa succedere? Esattamente: stai caricando un carro già pieno.

Provaci

Come spesso nella vita, provare a cambiare abitudini può fare molto bene. Lo stesso discorso vale anche per quelle alimentari, anche se in questo caso non si parla di quello che mangi ma di quando lo mangi. Per questo lo puoi fare in maniera più serena che se stravolgessi la tua abituale dieta.

Come capire se ha senso provarci? Se il tuo peso è costante da molti anni a questa parte ci sono buone probabilità che tu stia già mangiando bene. Se invece questo varia, specie tendendo al più che al meno, allora forse è il caso di provare a saltare la colazione, individuando nel frattempo con un nutrizionista la tua tolleranza al glucosio e quando è più elevata nella giornata. Potresti scoprire che assumere certi cibi in certi orari non è la cosa più indicata per il tuo fisico, trovando nel frattempo l’equilibrio alimentare migliore per te.

(Via Elemental+ – Photo by Nyana Stoica on Unsplash)

 

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