La Caesar Salad rivisitata di jamie Oliver

Jamie Oliver ci spiega come fare una Caesar senza fare una Caesar

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Iaia Guardohttp://www.maghetta.it
Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla ad Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? È figlia di un grande maratoneta. Ha pubblicato per Mondadori scalando le classifiche e donando alla Ricerca per il Cancro il suo ricavato. Continua a scrivere, disegnare, cucinare, fotografare inarrestabilmente.

Tempo di lettura: 3 minutiA Jamie Oliver gli abbiamo tutti perdonato il fatto di aver messo l’aglio nella carbonara. Ah no, non è vero. Non gliela abbiamo perdonata. Possiamo pure perdonargli di aver fatto una caesar salad completamente diversa dalla caesar salad, no?

Sono combattuta ma il fatto che il ragazzotto dagli occhi azzurri sia nel mio cuore fa la differenza. Gliele perdono tutte. La Caesar salad, non c’è bisogno che te lo spieghi io, è un’insalata americana per eccellenza. Qui il boss ne va ghiotto: dagli una carbonara o una caesar salad e le sue ire funeste si placheranno. La prima volta che ho visto una Caesar è stato durante una puntata di Beverly Hills 90210; all’incirca 89 anni fa e questo ti fa capire quanto io sia giovane. Brenda e Taylor la prendevano spesso con Donna. La mangiavano sul prato quando la loro ricreazione al liceo durava tre ore (e la nostra un quarto d’ora chiusi tra mura di cemento) e loro belle come il sole sempre truccate, vestite perfettamente e con i capelli freschi che manco Federico Fashion Style (e noi con la frangetta tagliata da sole e vestite come la Non è la Rai). Capisci che l’immaginario ti faceva pensare solo una cosa: Caesar uguale “in forma e stratosfericamente bellissima!”. Si ha quell’idea dell’insalata leggera no? Se la mangiano Brenda, Donna e Taylor che sfreccia sulla bmw decappottabile con un vitino da vespa allora devo proprio diventare anche una Caesar addicted.

Poi passa il tempo e capisci che non si tratta tecnicamente di un’insalata intesa come accompagnamento ma di un vero e proprio piatto unico e ricco (quanto dura è crescere?). Io ho mangiato per anni chili di insalata buttandoci tonnellate di maionese convinta che fosse la Caesar Salad ma questa è un’altra storia, che ti risparmio. La Caesar è un po’ l’Arturo Brachetti delle insalate. Si trasforma, compare, scompare ed è sempre dico sempre, amata in tutto il globo. Jamie Oliver ha fatto la Caesar alla svedese, la caesar all’italiana, la caesar all’inglese e così via. Insomma come se si mettesse a fare il cannolo siciliano all’americana (mettendoci brownies dentro), il cannolo siciliano alla svedese (con il riso alle mandorle dentro) e il cannolo siciliano spagnolo (ficcandoci dentro tre churros). È tutto talmente incomprensibile e incredibile che rimani affascinato (certo potresti pure arrabbiarti ma POSITIVE! Only positive vibes! È così che dicono i giovani no?)

E allora eccola qua la versione interpretata e ancor più ricca.

La Ricetta

4 petti di pollo disossati, 4 uova sode, pane di segale per fare i crostini, 3 fette di pancetta della migliore qualità possibile (o guanciale), foglie miste di insalata a scelta tra lattuga romana, scalora, cicoria rossa, radicchio e iceberg e tante foglie di timo, rosmarino e aneto. Il dressing? Con la panna acida! Jamie si è proprio superato cambiando pure quella (perché non l’abbia chiamata Jamie salad è tuttora un mistero): 100 ml d i panna acida (altrimenti panna o yogurt con mezzo succo di limone), una spruzzatina di aceto di vino, aneto fresco e salvia.

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