Kilian Jornet è più veloce di un base jumper?

Prendi una montagna in Norvegia, salici sopra di corsa e poi scendi. Solo che uno la scende correndo, l'altro lanciandosi come un proiettile con la tuta alare. Chi vincerà?

Tempo di lettura: 2 minuti

Per un attimo, leggendo le premesse della sfida che si erano lanciati Kilian Jornet e il suo amico Tom Erik Heimen, ho ripensato a certe gare folli che facevano una volta su Top Gear. Quelle cose tipo “È più veloce una Porsche 911 a percorrere 1 km o un Maggiolino sganciato da 1000 metri di altezza?”. Chi lo sa, di certo una delle due auto finirà disintegrata e non sarà la Porsche.

Correre o volare?

La sfida di Kilian e di Erik era di questo tipo: chi impiega meno tempo a salire e scendere dal picco norvegese del Romsdalhorn? Detta così sembrerebbe una sfida normale, no? Niente di particolare, specie se a farla sono due atleti abituati a fare cose del genere. Il fatto è che i mezzi scelti erano diversi: la salita uguale per entrambi (anche se su due tragitti diversi), e la discesa a piedi per Kilian e con la tuta alare per Erik.

Il risultato era quanto di più imprevedibile: Kilian era il più veloce in salita (c’ha messo infatti solo mezz’ora a guadagnare la vetta, a quota 1.550 m) ma in discesa Erik poteva contare su una velocità imbattibile: 220 km all’ora.

La sfida è stata studiata in modo da equilibrare le forze in campo: se avessero compiuto l’ascesa sulla stessa parete (il versante nord), pur impiegandoci più tempo, Erik avrebbe di certo battuto Kilian nella fase di discesa. Per questo hanno raggiunto la cima da due versanti diversi, anche perché Erik ha dovuto scegliere il percorso meno ripido per arrampicare avendo la tuta e il paracadute sulle spalle (il versante nord è praticamente verticale e avrebbe rischiato troppo).

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Chi ha vinto?

Lo vuoi veramente sapere prima di vedere il video? Beh, è ovvio che ha vinto il più veloce e gli elementi per scoprirlo ce li hai già: Kilian è uno dei più forti ultrarunner del mondo, quindi… Però Erik ha letteralmente volato come un proiettile. Chissà. Lo puoi scoprire guardando il video.

Piccola avvertenza: se soffri di vertigini non te lo consiglio perché in certi passaggi ripresi da Kilian con la GoPro montata in testa c’è da star male. Ma lui è Kilian e noi possiamo avere l’illusione di essere veloci come lui. O almeno vedere l’effetto che fa.

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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