I 6 trucchi di un trail runner fortissimo per correre meglio e più veloce

Sei consigli da un fortissimo ultratrail runner per correre meglio e più forte in montagna. Utilissimi anche in piano

Tempo di lettura: 3 minutiLa stagione estiva è ideale per fare trail: si fugge dal caldo della pianura e, se si ha la fortuna o la possibilità di andare in montagna (ma bastano anche le colline) ci si può dedicare a un allenamento di tipo diverso eppure divertentissimo.

Jim Walmsley fa trail running dal 2013. Prima era molto forte su pista e in corse campestri ma non aveva mai fatto trail. Trovatosi a vivere nello splendido scenario del Parco Nazionale Glacier decise di provarci. Ci riuscì così bene da fare anni dopo i record di velocità in alcune delle più gloriose gare ultratrail americane come la Western States 100 (dove ha stabilito il record del percorso in 14 ore, 9 minuti e 28 secondi) e la Grand Canyon Rim-to-Rim-to-Rim, dove ha fermato il cronometro a 5 ore, 55 minuti e 20 secondi. Ma anche in piano Jim va fortissimo: alle qualificazioni per le Olimpiadi ha infatti segnato il 22° tempo migliore in 2 ore, 15 minuti e 5 secondi.

Come c’è riuscito? Con l’allenamento e un fisico portato certamente, ma anche con una particolare attitudine alla corsa che ruota attorno a sei pilastri. Vediamo quali.

1. Dimenticati il tempo

Stai correndo su terreni scoscesi, in pendenza, in salita e in discesa. Mantenere un ritmo costante è impossibile. Goditi invece la strada che hai scelto o che hai deciso di tracciare e lascia perdere la costanza nella prestazione: comunque ti stai allenando a variare moltissimo il ritmo e questo aiuta a preparare cuore e polmoni a sforzi estremi e prolungati.

2. Trova superfici impegnative

Il bello del trail è che varia tantissimo: puoi fare tratti tecnici su roccia, puoi divertirti nel fango, puoi fare delle *simpaticissime* ripetute in salita, puoi correre sull’erba o sui sassi. Ogni superficie richiede un diverso atteggiamnto tecnico e molte più attenzioni che su strada eppure allena moltissimo i riflessi, il sistema cardiovascolare e il core.

3. Attento a dove metti i piedi

Un modo efficace per correre più forte è – incredibile! – non schiantarsi nel provarci. Per riuscirci devi guardare davanti a te per vedere dove poserai i piedi fra qualche frazione di secondo ma anche, ogni tanto, guardarti i piedi perché può capitare di non aver visto una piccola ma insidiosa radice o un sasso che sembrava meno sporgente. Mettendo in conto che capiterà di schiantarti, purtroppo.

4. Scegli il percorso in base all’umore (o a come vuoi svoltarlo)

Chi fa trail sa che una componente fondamentale dell’avventura è il percorso. La notizia è che lo puoi scegliere anche in base all’umore che hai o che vuoi avere dopo aver corso.
Come ti senti, cosa cerchi?
– Tranquillità: corri attorno a un lago o lungo un fiume
– Pace: corri nei boschi
– Sfidante: scegli la salita, verso una cima
– Carico:  roccia, sassi, terreno incoerente. Obbligati alla concentrazione più spinta che ti distragga da ogni altra cosa e ti obblighi a pensare solo a quello che stai facendo. Anche perché altrimenti ti schianti!

5. Non annoiarti mai

Nel trail è più difficile annoiarsi che in piano però le lunghe (o lunghissime percorrenze) a volte possono giocare brutti scherzi. Come tenersi sempre svegli e attenti? Per esempio cercando animali a quattro zampe o piante che assomigliano ad animali o a umani, oppure fermarsi ad annusare fiori che si trovano lungo il percorso. Il trail prevede soste! Per riposare e per ammirare il paesaggio. Chi non si ferma ogni tanto non è uno competitivo: è uno che non sa godersi le gioie della natura in cui corre.

6. Scegli le scarpe giuste!

Da trail, ovviamente.

Ora non ti resta che trovare una montagna o una bella collina e andare. Pensando che il trail running è anche un allenamento alternativo e molto utile per la corsa in piano. Oppure godendoti la corsa e il panorama, che fa solo bene.

(Via Esquire – Photo from Walmsley Instagram)

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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1 COMMENT

  1. ho scoperto il Trial run 5 anni fa, non ho mai preferito la strada , sono endurista (moto) da ragazzino, quando ho cominciato a correre andavo per strada ma guardavo sempre le montagne intorno a me (in quel perioro ero in Slovacchia) cosi subito cominciai a esplorare e non andai piu a correre su strada :) quello che correvo poi lo ripercorrevo in moto, ho provato l’esperienza degli hiker o trial runners ma sono anche un endurista he ama i motori, tutti accomunati dalla passione per la montagna il verde, esiste una caccia al endurista, pene severe in alcuni paesi o regioni, restringimenti quasi fossero dei criminali e cio mi rattrista molto perche sono io stesso un endurista ma anche un runner appassionato di montagna, il rispetto per i luoghi il patrimonio non dipende con che mezzo ci va ma come sei educato a rispettare la natura e gli altri che come te vogliono godere di quei luoghi, non dovrebbe esserci chi ha piu diritti di altri a godere della montagna, per lo meno ci fossero aree dedicate, tipo ”in questa area e’ permesso entrare con le moto” in queste invece no e la gente a piedi liberamente decide se andare o meno dove passano anche le moto, ho visto in mezzo ai boschi tagliare alberi creare percorsi costruire salti dai bikers (down hill) a loro tutto e’ permesso perche non fanno rumore o non inquinano ? che dire, scrivo queste parole con un bel ricordo di aver corso sulle montagne sulla neve sperduto nel silenzio e arrivando in cima a paesaggi che riempiono l’anima. quando si incontrava qualche altra anima vagante fosse in moto in bici o a gambe era sempre un piacere salutare persone che uniti dalla passione per la montagna senza la pretesa che sia di tua proprieta o di alcuni gruppi o generi sportivi. ma di tutti. ciao Runners

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