Hai due minuti di tempo?

Puoi raggiungere grandi risultati poco alla volta. Puoi cambiare radicalmente modificando piccole abitudini. Non ci credi?

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 3 minuti“Come si mangia un elefante? Un boccone alla volta.”

Dovremmo ripensare più spesso a questo proverbio africano: non invita a mangiare elefanti ma li usa come metafora per dire una cosa molto più profonda. Come si affrontano le sfide più importanti? Un passo alla volta. Riducendole in passi e azioni più piccole perché poco alla volta si riesce a fare ciò che in una sola volta non si può fare. Del resto, come ti abbiamo sempre detto che si prepara una gara? Seguendo le tabelle e allenandoti, aggiungendo un mattone alla volta all’edificio della preparazione.

Abitudini e comportamenti

Facciamo subito una distinzione: le abitudini sono i morsi che dai all’elefante e i comportamenti sono l’elefante. Non si può cambiare un comportamento radicato senza piccole modifiche al tuo modo di vivere. Per questo assumere delle abitudini quotidiane è fondamentale: “abituarsi” a qualcosa cosa significa infatti? Se ci pensi significa soprattutto “fare certe cose più facilmente, senza pensarci troppo”.
Capita la differenza fra abitudini e comportamenti e capito che i secondi li puoi modificare solo introducendo a piccole dosi i primi, vediamo come fare.

Un passo alla volta

Se ci pensi bene, hai cominciato a correre poco alla volta. A ogni nuova uscita hai aggiunto un po’ più di strada e fatto un po’ meno fatica. Quando la distanza che all’inizio ti pareva insuperabile è diventata normale hai capito che potevi allungarla o percorrerla più velocemente. L’abitudine è stata quella di correre ogni due, tre giorni ma il comportamento che ti ha permesso di costruire è stato, per te, epocale: sei cambiato fisicamente, hai incominciato a badare più a quello che mangi e bevi, hai capito l’importanza che ha per te il movimento.

Questa filosofia può essere applicata a molte altre cose della tua vita.

C’è un metodo chiamato “Two minutes Habits” (“le abitudini da due minuti”) che ha proprio questo scopo. Parte dal presupposto che le piccole abitudini modificano i comportamenti e si basa su un duplice assunto:

  1. Se ci metti meno di due minuti a fare qualcosa, falla subito
  2. Quando diventa un’abitudine, ci impiegherai sempre meno a farla

Quante cose che puoi fare in qualche minuto continui a procrastinare perché non ne hai voglia? Parliamo di due minuti! Cosa saranno mai due minuti? Quelli che aspetti al semaforo perché diventi verde. Quelli che impieghi per vedere delle foto su Instagram. E così via.
Hai sempre due minuti a disposizione se ci pensi bene.

Devi scegliere delle cose che normalmente procrastini all’infinito e che impiegheresti pochissimo a fare e… farle subito! Vuoi qualche esempio? Mettere in lavapiatti i piatti sporchi subito dopo aver mangiato. Leggere una voce a caso di Wikipedia per imparare una cosa nuova. Rispondere a una mail. Guardare la corrispondenza. Ci sono decine di cose che puoi fare in poco tempo. Devi solo farle.

Il lato positivo è che più frequentemente le fai, più facile sarà farle in minor tempo.
“Il primo passo è sempre il più difficile” ed è verissimo anche per le abitudini. Non è difficile fare certe cose ma è difficilissimo iniziare a farle. Ritornando a quanto detto prima però, se ci impieghi solo qualche minuto vale la pena di provarci, no?

One more thing

Questo metodo è nato per aumentare la produttività ed è stato spiegato dal suo ideatore David Allen nel suo libro “Getting Things Done” come un principio per fare più cose e farle con costanza per modificare e migliorare certi comportamenti. C’è un altro aspetto di questo sistema che è affascinante ed è il meccanismo di gratificazione che genera. Gran parte della frustrazione che proviamo ogni giorno è data dal non riuscire a completare cose che dobbiamo fare. Spesso si tratta proprio di questo genere di attività che richiedono pochi minuti del tuo tempo. Il portare a compimento un’azione è come lo zuccherino che si dà a un cavallo dopo che ha fatto quello che gli si è chiesto di fare: una ricompensa. Se non completare cose che devi fare genera frustrazione, completarle dà un senso di appagamento alla mente.

Siccome abbiamo spesso una visione eroica della nostra vita, pensiamo che la vera gratificazione venga solo dal compiere azioni gloriose: migliorare il proprio personal best o guadagnare un milione di euro o scalare una montagna. Invece si può essere soddisfatti anche facendo cose più piccole: tipo quelle che ti impegnano due minuti.

Puoi anche vedere la questione da un altro punto di vista: cambiare alcune abitudini modificherà un comportamento più generico ma grande. Sarai insomma più gratificato dal fatto di aver iniziato, svolto e completato tante piccole cose.

Personalmente non lo vedo come un sistema per fare più cose o non solo: lo vedo come un modo per avere più gratificazione. Alla fine non avrai scoperto la cura del cancro o dipinto la Cappella Sistina ma sarai generalmente più sereno e appagato. Due minuti alla volta.

(Photo by Ocean Ng on Unsplash)

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3 COMMENTS

  1. bello, bravo! mi sento già meglio ad aver dedicato due minuti per leggere questo articolo e altri trenta secondi per scrivere questo commento!

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