Goditi la vita con il bikepacking

Tempo di lettura: 3 minutiDi sicuro te li ricordi: avevano i calzini bianchi, i sandali, delle bici cariche come elefanti indiani e soprattutto erano brutti. 

Parlo dei cicloturisti tedeschi (anche se tedesco va inteso come “non italiano”), quelli che quando eri ragazzino attraversavano l’Italia e venivano guardati con lo stesso sguardo che gli americani riservarono agli alieni nell’Area 51. 

Eppure, quelli lì, a loro modo, erano dei pionieri, e oggi il viaggio in bicicletta è diventato non solo uno dei settori turistici più vitali e dinamici, ma anche di moda: e così in bici vedi arrivare coppie o gruppi di giovani, anche con bambini, con biciclette meravigliose e vestiti bene. Insomma, oggi essere un cicloturista è figo. È andata cosi.

In tutto ciò, il fenomeno più di tendenza è il bikepacking. 

E che diavolo è, dirai tu? 

E in effetti hai ragione.

Per capire di cosa stiamo parlando,  abbiamo fatto due chiacchiere con Michele Boschetti, fondatore del marchio di borse per il bikepacking Miss Grape.

Michele, che diavolo è il bikepacking?

Il bikepacking sono gli zaini per la bici, detta in maniera facile. Il termine deriva da backpack, ossia zaino. 

In pratica parliamo di borse che possono essere applicate, come gli zaini sulle spalle dei cristiani, a qualsiasi tipo di bici, che non hanno più bisogno di predisposizioni particolari e tanto meno di portapacchi. 

Quindi?

Quindi il bikepacking ti permette di usare come bici da viaggio una bici qualsiasi: da corsa, da mtb, da gravel, poco importa. È lo zaino da bici e quindi, così come lo zaino ti permette di portarti il necessario per andare un po’ più lontano, anche in cima all’Everest, così le borse da bikepacking ti fanno andare un po’ più in là, portandoti quello che ti serve.

Quali sono i vantaggi?

Non essendo necessario un portapacchi ogni tipo di bici può diventare una bici da viaggio, anche una bici da corsa in carbonio o una mtb da enduro, modelli su cui montare dei portapacchi non è semplice. Questo ti permette di andare più lontano, poco conta che la destinazione sia un hotel o una vetta, e di portarti quanto utile per continuare anche per più giorni, in base al viaggio che hai pianificato e al tuo modo di andare in bici. Preparare la bici è inoltre veloce e questo rende più semplice organizzare un weekend in sella anche all’ultimo momento, dopo che il meteo e tua moglie (o tuo marito) ti hanno dato l’ok.

Prima del bikepacking, era difficile farlo se non avevi una bici predisposta per i portapacchi. 

Questo è interessante in particolare per i ciclisti stradali

Certo, perché puoi mantenere intatta la natura della tua bici, andare forte, andare in alto, e quindi magari di impostare il viaggio per andare veloce e lontano, come capita per esempio anche negli eventi di ultracycling, cui prendono parte sempre più persone.

Il bikepacking è anche una filosofia?

Certo, il bikepacking ti impone di fare i conti con l’essenziale, di essere minimale. Se hai portapacchi e borse grandi, inevitabilmente le riempirai, come accade quando vai in vacanza e metà delle cose in valigia rimangono inutilizzate. Non avendo spazio per il superfluo, preparare le borse per un viaggio in bici diventa anche un esercizio mentale. 

Facci un esempio di setup per un breve viaggio in bikepacking

Immaginiamo un viaggio non in autonomia (ossia non ci portiamo il necessario per mangiare e dormire all’aperto), della durata di un weekend, con distanze giornaliere tra i 60 e i 100 km: indossi, in base alla stagione, quello che ti serve per pedalare, mettendo in borsa il necessario in caso di pioggia.

Carichi poi gli abiti per la sera in hotel: intimo, scarpe o sandali, pantaloni, giacca e felpa. Gli abiti da bici li puoi lavare ogni sera, se vuoi, quindi non serve un cambio. Con questo assetto ti basta una borsa da telaio, di quelle che si agganciano la tubo orizzontale, per capirci, e una borsa sottosella da 13 litri, oltre che una piccola da manubrio. Con 15/20 litri di capienza totale hai il necessario per star via un weekend lungo.

Come avrai capito è un modo “diverso” di intendere il viaggio: più essenziale, meditativo, economico e che impone un approccio diverso dal solito. 

A noi piace perché ci riporta a una dimensione in cui percepiamo la distanza e, soprattutto, ci godiamo ogni metro che conquistiamo con il nostro sudore, liberi di andare un po’ più in là, un po’ più forte o, se vogliamo di berci una birra. Insomma, ci piace perché in qualche modo il bikepacking è una forma di libertà.

Andrea Benesso
Andrea Benessohttps://3parentesi.it
Andrea è outdoor dentro. Lo ama, lo vive e - con tanta passione - l'ha fatto diventare il suo lavoro. Oltre a essere uno degli organizzatori di BAM e Adventure Awards, si occupa di moltissimi sport all'aperto e, ovviamente, li pratica tutti. Lo puoi trovare appeso in parete, in sella su sentieri sperduti o con gli sci mentre sale con le pelli. Insomma, non è uno che sta mai a casa!

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