Garmin Forerunner 245, il compagno di corse che non ti aspetti

Tempo di lettura: 8 minutiTra le domande che periodicamente saltano fuori nel RunLovers Club su Facebook c’è la fatidica “qual è il miglior orologio per la corsa?”, che in alcuni casi fa esplodere gli animi di chi propende per un marchio o un altro e per un modello o un altro. La risposta reale è che probabilmente non esiste il miglior orologio per la corsa, ma può esistere il miglior compromesso per le caratteristiche di ciascuno di noi, questo sì, e c’è soprattutto la possibilità di individuare qualche modello che possa accontentare tutti in quella che comunemente chiamiamo “fascia media”, quei prodotti che non sono proprio per principianti ma nemmeno al top delle prestazioni.

Il panorama dei dispositivi in questi anni ha infatti visto un crescendo di modelli, funzioni e ovviamente prezzi. Come per la maggior parte delle cose, a un aumento del prezzo corrisponde un aumento delle prestazioni dei dispositivi e delle cose che possiamo farci, ma per le esigenze di un runner amatoriale come possiamo essere io e te, che come sport prevalente e quasi esclusivo pratichiamo la corsa, c’è un orologio che possa presentarsi come un buon compromesso tra prestazioni e prezzo? La mia personale risposta è “Sì, c’è”. Da circa un mese sto utilizzando, come sostituto del mio amato Garmin Fenix 3 (serie che esteticamente resta quella con il miglior design, a mio parere), un Garmin Forerunner 245, uno dei modelli della fascia media evoluta di Garmin, disponibile nella versione standard (quella che ho io) e in quella Music, che ha una memoria dedicata per archiviare musica, un player integrato e la possibilità di connettere il dispositivo a una rete wifi.

Hardware

Il 245 è un orologio leggero, pesa solo 38,5 grammi, e per me che ero abituato ad avere il Fenix 3 al polso (che di grammi ne pesa 82) nel primo periodo è capitato di pensare di avere scordato di indossarlo, anche se effettivamente lo tengo al polso quasi h24 e lo tolgo solo per lavarlo e ricaricarlo. È costruito interamente con un polimero rinforzato da fibra di carbonio per la cassa, vetrino Gorilla Glass e il cinturino è in TPU, con aggancio/sgancio rapido da 22 mm. Il rapporto tra schermo e cassa è a favore dello schermo, e una volta al polso la cornice e i pulsanti sembrano occupare davvero poco spazio, rispetto ad altri modelli di Garmin. Il display ha forma circolare completa con 240*240 pixels e 16 milioni di colori. Come ormai consueto, il design vede tre pulsanti laterali a sinistra (uno per accensione/spegnimento/luce e i due tasti di spostamento su/giù) e due a destra (uno per la selezione attività/conferma/inizio/fine e il secondo per indietro/lap).

Sul retro della cassa si trovano il set di sensori per rilevare la frequenza cardiaca a riposo e durante le attività e il pulsossimetro, che registra la percentuale di emoglobina legata nel sangue (e indirettamente, quindi, la quantità di ossigeno, a cui normalmente l’emoglobina si lega). Di fianco a questi sensori si trova il blocco di ricarica con lo spinotto a incastro.

Dal lato più interessante per un orologio che registra le nostre attività di corsa, cioè il comparto GPS, il 245 fornisce un’ampia scelta tra i vari sistemi di tracciamento satellitare: solo sistema GPS, GPS+Glonass, GPS+Galileo. Per avere un’idea dell’efficienza di uno o l’altro, li ho provati tutti su un percorso noto, in modo da evidenziare le eventuali differenze (spoiler: non ce ne sono state sulla distanza, ma il tempo di aggancio è stato molto diverso tra i tanti sistemi).

Software

Racchiudere in una recensione leggibile in pochi minuti tutte le funzioni del 245 è praticamente impossibile.

Tra le tantissime cose che vengono registrate e di cui viene creato un diario giornaliero, ci sono:

  • Notifiche live verso il telefono per messaggi/mail/applicazioni
  • Frequenza cardiaca al polso
  • Frequenza cardiaca a riposo giornaliera
  • Avvisi di anomalie nella frequenza cardiaca
  • Saturazione dell’ossigeno nel sangue
  • Body battery giornaliera
  • Stress giornaliero
  • Monitoraggio del sonno
  • Ciclo mestruale

E moltissime altre che, in questo momento, sto sicuramente scordando. Ci sarebbe da scrivere e leggere per due giorni e son sicuro che non ne avresti per niente voglia, per cui ho cercato di concentrare la mia attenzione sull’attività principale per la quale si acquista un orologio da corsa: registrare le proprie corse. Puoi installare altre attività sul 245, tra cui nuoto, bici, yoga e molte altre. Non ho fatto prove per questo tipo di attività (anche per carenza di tempo, non perché non fossi curioso) e mi sono limitato alle prove su Corsa e Corsa su Tapis Roulant.

Come va su tapis roulant

Parto da quella che probabilmente viene praticata di meno da un utilizzatore di un orologio GPS, cioè la corsa su Tapis Roulant. Io per primo, soltanto qualche mese fa, avrei storto il naso al solo sentire parlare di Tapis, ma le vicissitudini di questi mesi mi hanno portato all’acquisto e, oltre ai giorni di obbligo nel periodo di restrizione, ho scoperto che può essere un valido alleato anche quando fuori c’è il diluvio e i temporali, persino per uno che non si fa problemi a uscire con 38 o -20°. Ho provato il 245 sul Tapis dopo aver fatto diverse corse all’aperto, dando pertanto al software abbastanza dati per poter stimare la distanza tramite i movimenti del corpo sul tappeto. Avevo già l’esperienza acquisita con il Fenix 3 e ho pertanto impostato una corsa a passo costante, su una distanza e un passo “facili” per me in condizioni normali: 12,3 km/h con pendenza 2,5. Dopo un’ora di corsa ho stoppato l’orologio e il tappeto. Il 245 a questo punto mi ha chiesto se la distanza registrata e quella indicata dal Tapis corrispondessero, in modo da tarare al meglio i propri sensori. Nel mio caso avevo 12,37 km nell’orologio e 12,31 nel Tapis. Una differenza di circa 60 metri che personalmente ho ritenuto accettabile, considerando che nei primi secondi di corsa i movimenti e la reale velocità non sono costanti come nel resto. A ogni modo, anche nelle corse successive la distanza è risultata corrispondere con piccole differenze, quasi sempre in credito nei confronti dei dati forniti dal Tapis. La corrispondenza migliore è stata quella rilevata a 13 km/h, perfettamente corrispondenti sia sul 245 che sul Tapis, e questo mi fa pensare che in questo momento sia anche la velocità in cui io corra con il passo e con i movimenti più costanti outdoor.

Il funzionamento nella corsa all’aperto

Passiamo ora alla prova su strada. Come detto, il 245 ha tre diverse opzioni per il tracciamento: GPS, GPS+Glonass e GPS+Galileo. Ho fatto tre corse con ciascuno dei sistemi, sia in solitaria che in compagnia, su un percorso noto di circa 12,21 km, in maniera tale da poter confrontare con i dati storici e con i dati degli orologi dei miei compagni di corsa (Fenix 5x e Forerunner 45). Il sistema esclusivamente basato su GPS ha dato risultati comparabili con i dati storici e con quelli registrati dagli altri compagni di corsa per quel che riguarda la distanza, ma è stato estremamente lento nell’agganciare i satelliti. La zona in cui sono state effettuate le prove ha alcuni palazzi non altissimi (di cinque o sei piani), ma il punto di partenza è in uno slargo che immette sulla ciclabile. Il tempo minimo è stato di almeno una quarantina di secondi e in un caso ho dovuto riavviare il dispositivo perché non c’era verso di agganciare i satelliti. I due sistemi GPS+Glonass e GPS+Galileo invece si sono comportati in maniera egregia sia dal punto di vista delle tempistiche di aggancio dei satelliti, mai più lenti di una decina di secondi, sia per quel che riguarda la registrazione della distanza. Il sistema GPS+Galileo è risultato il più “generoso”, andando sempre in credito rispetto sia ai dati storici che a quanto registrato dagli altri, con una distanza di 12,44, 12,37 e 12,35 nelle tre corse fatte sul percorso da 12,21. Ritengo comunque sia un margine accettabile, soprattutto perché si tratta di un percorso cittadino, per quanto su una ciclabile esposta al cielo libero in larga parte o all’interno del parco dell’ippodromo per la restante.

Oltre alla marea di dati che vengono salvati sul proprio profilo Connect e che possono essere arricchiti con le dinamiche di corsa se si connette un dispositivo compatibile come un Garmin Dynamic Pod o una Fascia HRM-Run, al termine di ogni corsa sul 245 compaiono alcune statistiche di base che riassumono i dati raccolti per una consultazione istantanea:

Distanza e passo medio (beh ovvio dai, questo è un po’ scontato no?), corredati di piccola mappa del percorso fatto, scelta graficamente azzeccata, dal mio punto di vista;

Training effect, ovvero quanto ci si è allenati per la parte aerobica e per quella anaerobica, quindi indirettamente quanto stiamo andando a incrementare le nostre capacità di correre più a lungo e più forte;

Prestazioni, con il valore relativo a VO2Max e al quantitativo di ore di recupero necessarie per ripetere l’allenamento appena fatto;

Training Status, ovvero il nostro stato stimato di forma, che può essere “produttivo”, nel caso in cui l’allenamento porti a benefici; “non produttivo” e “alta intensità” nel caso in cui ci si sia allenati al massimo senza reale beneficio e senza introdurre allenamenti di recupero o riposo; “mantenimento” utile a mantenere un buon livello di condizione fisica ma senza alcuna modifica in meglio del proprio status; “recupero” e “detraining” che possono sembrare simili ma che in realtà indicano un effettivo recupero delle condizioni migliori per il corpo (il primo) e un abbassamento dello stato di forma (il secondo); “picco” che è l’indicatore del raggiungimento del momento migliore di forma, determinato dal giusto mix di allenamenti e che dovrebbe essere raggiunto in prossimità di un eventuale evento competitivo come a esempio la gara per la quale ci si sta allenando.

Garmin Coach

Ecco, allenarsi per qualcosa. Tutti questi dati risultano essere molto utili nel caso ci si stia preparando per una gara o se si stia perseguendo un obiettivo e si voglia essere sicuri di farlo nel migliore dei modi, divertendosi e senza rischiare per la propria salute. A differenza di alcuni modelli più economici, infatti, il 245 consente di seguire un piano di allenamenti personalizzato e modulabile che si può impostare sulla piattaforma Garmin Connect, tramite cui è possibile prepararsi per correre diverse distanze, sia per principianti assoluti, seguendo le indicazioni degli allenamenti dei vari Garmin Coach, sia inserendo in calendario gli allenamenti più avanzati offerti dal sistema Connect.

Per concludere

Due piccoli (ma nemmeno tanto) bonus del Forerunner 245: la durata della batteria è sorprendente. Io lo ho al polso 24h/24, togliendolo soltanto per lavarlo dopo gli allenamenti e ci faccio circa un’ora di corsa tracciata con GPS al giorno (poco più o poco meno) e la batteria dura senza grossi problemi per almeno 6 giorni, e se capitano dei giorni in cui ho necessità di spegnere le notifiche – che altrimenti sarebbero sempre attive – arriva anche a una settimana piena. Il secondo bonus è che è presente la possibilità di segnalare in automatico un incidente accadutoci durante una corsa. Se ci si ferma bruscamente mentre si corre, infatti, si attiva il sistema di invio della segnalazione di incidente al numero di telefono e alla mail che abbiamo indicato come contatto di emergenza, che riceve le coordinate in cui ci si trova in quel momento. È ovviamente possibile annullare l’invio (ci sono 15 secondi di tempo prima che la segnalazione parta) oppure anche inviare un messaggio automatico per informare la persona contattata che si è trattato di un errore. Unica nota negativa di questo sistema è che per poterlo utilizzare si deve avere con sé il telefono connesso all’orologio e campo per poter inviare la segnalazione, ma resta in ogni caso una ottima implementazione, a mio parere.

Perché passare al 245 dal Fenix 3 quindi? Perché sono fondamentalmente un geek, mi piacciono i dati e le statistiche e mi interessava l’idea di conoscere qualche metrica in più rispetto a quanto mi potesse dare il mio “vecchio” Fenix 3; perché esteticamente la differenza c’è ma non è poi eccessiva (non so se metterei una smartband, a esempio); perché è vero, di tanto in tanto faccio altre attività sportive, ma per quelle che non sono supportate dal 245 posso sempre indossare di nuovo il Fenix 3 e registrarle con quello. Oppure, semplicemente, non registrarle.

Bene, direi che per stavolta può bastare, spero di non averti annoiato troppo!

Il 245 si può acquistare dalla pagina di Garmin qui nella versione base (quella che ho io) e qui nella versione Music, con 3,5 gb di spazio per caricare i tuoi mp3 e la connessione wifi.

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Pietro Paschino
Pietro corre, sempre. Anche due volte al giorno. Si narra che, a causa di tutte le scarpe che ha consumato, i negozi specializzati gli stendano un tappeto rosso per favorire il suo ingresso tra squilli di trombe e urla di tripudio. Pietro è una persona meravigliosamente incoerente: prende la corsa con serietà ma ci scherza su; ama la Sardegna e gli manca la Norvegia. Pietro racconta in modo stupendo la corsa vissuta da uno che la pratica con amore viscerale, e questa è la cosa più importante.

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5 COMMENTS

  1. Grande Pietro, utilissimo e grazie per l’articolo che ho letto con estremo interesse, perchè – caso vuole – che proprio in queste settimane sto facendo esattamente la stessa valutazione per passare dal mio fido Fenix 3hr al 245!
    Quindi: grazie mille!
    Bell’oggetto, ancora meglio di quello che pensavo prima di iniziare ad interessarmene.

  2. Sono possessore di un 245 , mai stato così contento di uno smartwatch, ancora una volta si conferma che in medio stat virtus.

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