È il momento giusto per cambiare allenamento

Il cambiamento a volte è inevitabile. L'importante è saperlo gestire. E chissà che non porti più benefici che altro.

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 3 minutiI runner sono creature molto conservatrici: raramente cambiano il modello e la marca di scarpe con cui corrono né tantomeno il tipo di allenamento o la gara che fanno. Nemmeno se i risultati non si fanno vedere o sono sempre gli stessi e insoddisfacenti sono disposti ad accettare che forse qualcosa va cambiato da qualche parte. Del resto lo diceva pure Einstein: “La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi” e chi siamo noi per contraddirlo?

Siamo reduci – letteralmente – da un periodo che ci ha affaticato, preoccupato e messo duramente alla prova. Potremmo anche leggerlo però come una fase che ci ha insegnato che il cambiamento a volte è inevitabile e soprattutto che è segno di intelligenza accoglierlo, accettarlo e soprattutto saperlo gestire.
Qual è il cambiamento più radicale a cui siamo stati sottoposti noi runner? Di certo l’aver perso per cause di forza maggiore una delle più grandi motivazioni a correre che è quella di preparare una gara (a proposito, ti ricordo la nostra “#IOCORROQUI – non è la solita Virtual Race”). Quale momento migliore allora per accogliere il cambiamento per ottenere risultati diversi, motivarsi e migliorare? Non ci sono gare “reali” all’orizzonte e non devi osservare religiosamente una tabella di allenamento: puoi finalmente sperimentare quello che non avevi mai osato prima per paura che ti distraesse dalla tua confortante routine.

Ecco allora qualche consiglio per gestire il cambiamento e uscirne ancora più forti di prima.

1. Cambia obiettivo

Hai sempre avuto in mente di correre una 21k o una maratona? La personal coach e olimpionica Judi Benson ha un consiglio radicale: stravolgi i tuoi obiettivi focalizzandoti sull’estremo opposto. Se avevi in mente di correre una maratona, allenati per correre una 5k o una 10k. Ricorda che una gara più breve non è una frazione di una più lunga (una 10k non è un quarto di maratona): si tratta di gare completamente diverse che richiedono allenamenti diversi. Se per la maratona costruisci la resistenza, per una 5k o una 10k devi lavorare sulla velocità e l’esecuzione perfetta: hai poco tempo e devi ridurlo al minimo per coprire la distanza.

Cambiare obiettivo ti permette di concentrarti su lavori che avevi trascurato: nel caso in esame, ti permette di aumentare la velocità e soprattutto l’efficienza del gesto atletico, che deve tendere alla perfezione per essere il più preciso possibile dal punto di vista energetico (deve essere “economico”, nel senso che deve permetterti il massimo risultato con il giusto utilizzo della forza, cioè senza sprecarne un goccio).

2. Lavora sui tuoi punti deboli

Quando prepari una gara l’unico obiettivo è il giorno fatidico, il che comporta spesso il trascurare certi difetti perché per risolverli dovresti distrarti dalla tabella di marcia. Ma se non ci sono gare da fare? Magicamente si è liberato del tempo per aggiustare quelle cose che non vanno. È giunto il momento per sederti e scrivere su un foglio tutto ciò che hai sempre evitato di fare perché non ti piace o non ti riesce bene: odi le tempo run? È ora di inserirne almeno una sessione a settimana. Hai sempre evitato le ripetute? Ti fai le ripetute. L’allenamento in montagna ti sembra troppo faticoso o non ne capisci il senso? Beh, hai capito il gioco: devi fare quello che non ti va di fare normalmente. Del resto il cambiamento è sempre una forza positiva.

3. Aumenta il chilometraggio

Sei un runner da 30 km alla settimana? Prova ad aggiungerne sempre un po’ di più, o aumentando la distanza di ogni sessione o aggiungendone una o due a settimana. Puoi anche provare (finalmente!) ad adottare la regola del 10+5+0, appositamente studiata per aiutarti a fare progressivamente sempre più strada, alzando la tua soglia di resistenza.

One more thing

Come avrai capito, tutti questi suggerimenti sono legati da un filo rosso: gestire il cambiamento invece che esserne sopraffatti. Cambiare consapevolmente e perché lo vuoi ti aiuta a riprendere coscienza delle tue capacità, riportando entusiasmo nei tuoi allenamenti e la gioia di nuovi traguardi raggiunti. Non saranno quelli di una gara ma si tratta comunque di soddisfazioni legate al rendersi di conto di riuscire a fare una cosa che non pensavi di saper fare. Non è che non la sapessi fare, è che eri troppo focalizzato sull’obiettivo gara e non lasciavi che niente ti distraesse.

Ora è il momento perfetto per lavorare sulle debolezze e accumulare piccole soddisfazioni che, sommate, saranno gioie. In preparazione della preparazione di una vera gara. Che speriamo sia sempre più prossima.

(via Podium Runner)

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