Cose che non puoi fare a una maratona

Le regole sono regole e anche le maratone o le gare di corsa hanno le loro. Alcune condivisibili e altre che ti lasceranno un po’ così.

Tempo di lettura: 3 minutiLo sai che in Cina è vietato reincarnarsi in un’altra persona senza autorizzazione governativa? E che in Brasile non puoi per nessun motivo costruire uno spazio per permettere agli extraterrestri di atterrarti in giardino? E che in Alabama è vietato camminare con un cono gelato infilato nella tasca del pantaloni?

Non si sa mai che arrivino i marziani, meglio essere previdenti. Per non parlare dei coni gelato, che nei pantaloni proprio no.

Il mondo ha bisogno di regole e queste (vere) sono chiaramente assurde. Ce ne sono anche riguardanti il mondo delle gare e della maratone, tranquilli. Alcune sono ragionevoli anche se spesso ignorate – anche perché è davvero raro che qualcuno pensi di infrangerle – mentre altre sono meno note ma con un senso.

Vediamone un po’.

Cose che non penseresti mai di fare a una maratona (e che comunque sono vietate)

Non ti sarà mai venuto in mente di farlo ma nelle maratone e nelle gare in genere è vietato piegare il pettorale in modo da renderlo illeggibile né tantomeno nascondere il numero o cederlo a nessuno, pena l’esclusione sia tua che di quello o quella a cui l’hai ceduto. E purtroppo non puoi portare (e sparare) dei fuochi d’artificio. Sono belli e fanno festa ma non si può. Così come a New York è vietato non solo bere alcolici in gara – e ci mancherebbe – ma anche fra il pubblico allineato lungo il percorso. Del resto sudi e dovrebbe bastarti quello, anche perché puoi bere solo ai ristori, tipo in certe gare dove i camelback (gli zaini che ti permettono di trasportare liquidi da consumare con una cannuccia) sono vietati. E in genere la quota di iscrizione non è rimborsabile, anche se in quest’era post-COVID su questo versante c’è molta più elasticità, quanto meno per le gare annullate o rimandate per motivi di salute pubblica.

Non sono ammessi vestiti tecnici abbondanti ma solo quelli aderenti e soprattutto non si può fare liberamente la pipì lungo il percorso. Mi sa che in questa parte i “ci mancherebbe!” si sprecheranno. Ne vuoi un altro? Non si può correre con i cani e non puoi sputare dove e quando ti pare – le due cose non sono ovviamente collegate – ma devi sempre prestare attenzione a chi ti è intorno. Non puoi nemmeno allacciarti le scarpe nel mezzo del percorso né tantomeno bloccare volutamente altri concorrenti. Come vedi, per tentare di vincere devi proprio correre, non si scappa. Una cosa forse meno nota è che quasi tutte le gare hanno un tempo massimo: se tagli il traguardo dopo quello consentito non puoi entrare nella classifica generale. Ma non temere, in genere sono tempi molto generosi che puoi coprire anche solo camminando e se no ce la fai è meglio chiedersi per quale motivo ti sei iscritto a una maratona e non ti sei ritirato quando hai capito che non ce l’avresti fatta a completarla.

Cose che magari faresti, ma.

Nel momento della fatica e dell’estremo sforzo ci sta che possa scapparti un’imprecazione. Sappi che se stai correndo la Boston Marathon tirare parolacce è severamente vietato. Il decoro, perdindirindina!

Sempre a Boston non puoi correre se ascolti musica e gareggi per premi in denaro. Se è solo per la maratona è ok farsi accompagnare dalla musica ma se lo fai per soldi, NO. E giova ricordare che quando vinci un premio in denaro (innanzitutto: bravo o brava!) devi pagarci le tasse sopra. Non si discute: le vincite sono tassate.

In molte competizioni non è ammesso partecipare vestiti da Shrek o da dinosauro o cavaliere medievale. Del resto ti voglio vedere a correre conciato da carnevale e comunque una maratona è una cosa seria. Se vuoi fare il fenomeno ci sono le non-competitive dove spesso si vedono individui vestiti in maniera bizzarra (spesso per raccogliere fondi per beneficienza) ed è bellissimo e divertentissimo. Ma non se vuoi correre seriamente.

Non è ammesso correre spingendo un passeggino né a Boston né a New York né abbandonare i rifiuti al di fuori degli appositi contenitori predisposti lungo il percorso.

Grazie tante, grazie… tante

Gli ultimi sono della categoria “Per forza, ma su!” Ma se lo specificano ci sarà pure chi l’ha fatto. Tipo: una condizione inderogabile per correre una maratona è quella di presentarsi in tempo alla partenza, non uscire dal percorso e – tieniti forte – non doparti. Sempre meglio dirle certe cose: del resto la regola delle regole è che le regole vanno lette, capite e conosciute e la capacità e la fantasia degli umani per cercare scorciatoie e barare sono davvero infinite.

(Via Men’s Health)

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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