Conosci la food obsession 2020?

Ma la cremina che faceva la nonna con il primo goccino di caffè la ricordi anche tu?

Tempo di lettura: 3 minutiE tu sei vittima delle food obsession? Perché dopo le fashion victim e tutto quello che è inerente allo shopping e il materiale in genere ogni anno c’è sempre un’ossessione. Un prodotto che viene più spinto, una ricetta, un modello. Insomma il cibo segue assolutamente i dettami e la corrente della moda. E se prima era assurdo non mangiare almeno tre macaron il sabato pomeriggio in centro, poi gli eclair, poi l’acai bowl e il poke adesso è il momento del Dalgona Coffee (e pure della Garden focaccia di cui ti parlerò). Arriva dalla corea questo cappuccino freddo capovolto e ha fatto impazzire tutti. Durante la fase uno oltre farina e lievito era praticamente necessario avere il caffè solubile in casa per prepararlo. Se nonna faceva la cremina con il primo goccino di caffè -quanti ricordi!- la corea (le nonne coreane? uhm) monta il caffè solubile. E incredibile come e quanto monti! Sorprendente! Credo, onestamente, che più del gusto piaccia proprio questa consistenza nuvolosa, fitta e magica. Tra l’altro con le dosi ufficiali è anche un po’ amara questa cremina, ma come accade con tutte le food obsession i difetti non contano. Conta che ci aggreghiamo silenziosamente e uniamo al trend, altrimenti sei out (si nota il sarcasmo o lo sottolineo?)

Tante versioni e pochi ingredienti

Con il caffè, come nella versione originale, il matcha, il cioccolato e pure il Golden Milk (ti prometto che lo facciamo prestissimo!). Si fa in tutti i luoghi, social di ogni nazionalità e se ne parla pure tanto. Il caffè coreano che ha conquistato tutti. Il caffè coreano, il cappuccino capovolto, il dalgona e basta. Puoi chiamarlo come vuoi ma quello che a me sinceramente non smette di ricordare è: la cremina della nonna. Sai quella che si fa con la prima goccia del caffè bollente che esce dalla moka e poi ci si butta dentro lo zucchero e si gira gira gira gira (“arrimina”, in siciliano) fino a quando -magia!- nasce la crema. Quando non c’erano le macchinette, le cialde ma solo la dolcezza di nonna, lo zucchero e la caffetteria vecchia con il manico tutto squagliato dal calore. Sostanzialmente è quella. Una cremina da mettere sopra. Nella versione originale si mette sopra il latte, di qualsiasi tipo tu voglia. Si tratta di  egual parti di caffè solubile, zucchero e acqua calda. Poi puoi montare a mano con la frusta da pasticciere oppure con lo sbattitore elettrico.

Come si prepara?

Io onestamente ho provato in tanti modi ma con:
Due cucchiai di caffè solubile, tre cucchiai di zucchero e quattro di acqua calda monta ancor meglio che con due soltanto di acqua.
Devi lavorarlo molto. Parti piano e poi velocemente fino a quando monta e il colore diventa molto più chiaro quasi nocciola. Diventa talmente fermo che non scende giù quando lo andrai a sovrapporre sul latte freddo. Se ce l’hai qualche chicco di caffè per decorare sarebbe perfetto (inutile dire che no, non ce le avevo).

E allora anche tu già vittima del Dalgona o ancora devi provare? Vuoi resistere? E soprattutto perché vuoi resistere? Se è per non cedere alla moda, sbagli. Il Dalgona, a prescindere da tutto, è davvero buonissimo e molto fresco. Se ci metti sotto un latte ghiacciato sono sicura che diventerà la tua bevanda preferita dell’Estate.

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Iaia Guardohttp://www.maghetta.it
Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla ad Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? È figlia di un grande maratoneta. Ha pubblicato per Mondadori scalando le classifiche e donando alla Ricerca per il Cancro il suo ricavato. Continua a scrivere, disegnare, cucinare, fotografare inarrestabilmente.

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