Come mantenere alta la motivazione

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Paolo Barberahttp://www.tri60.it
Paolo Barbera è coach e atleta. Ormai si è perso il conto sia degli Ironman a cui ha partecipato che di quelli in cui ha gareggiato accompagnando i suoi atleti passo dopo passo. Allena sia online che presso Tri60, la struttura che ha fondato con un concept innovativo: una palestra dove si possa allenare interamente il triathlon grazie ai supporti più innovativi. Paolo va forte, in ogni senso!

Tempo di lettura: 4 minutiNella preparazione delle tue gare sei abituato a concentrarti sulle ore di allenamento e sui chilometri percorsi. Non sai quanto potresti migliorare dedicando tempo e attenzione anche ad altri aspetti della preparazione.

Gli elementi che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi in una gara di endurance sono diversi. Ma, secondo me, i tre più importanti sono:

  1. un programma di allenamento studiato per te e finalizzato all’obiettivo.
  2. La cura dell’alimentazione e dell’integrazione alimentare non solo in gara ma anche in tutto il periodo di preparazione. 
  3. Gli aspetti psicologici e motivazionali.

È proprio su quest’ultimo punto che vorrei fare alcune considerazioni perché tra quelli elencati risulta quello più trascurato dagli atleti.

La motivazione è alla base di un progetto, perché è la forza che ti permette di partire e di intraprendere la strada che ti deve condurre al traguardo. La motivazione di partenza c’è quasi sempre. La cosa più difficile è mantenerla nel tempo. Un obiettivo di medio termine richiede che il tuo impegno sia mantenuto costante almeno per alcuni mesi e a volte per qualche anno. Ed è proprio qui che si genera la prima selezione. Non tutti gli atleti che iniziano un percorso arrivano poi al traguardo.

Cosa puoi fare per arrivare a destinazione senza ostacoli?

  • La prima risposta è legata agli obiettivi. Ogni obiettivo per essere stimolante (e capace di tenere alta la tua motivazione) deve essere individuale, scelto da te in base a ciò che puoi e vuoi ottenere dal tuo percorso, misurabile, deve essere una quantità o una durata che puoi misurare sia alla fine che durante il percorso di avvicinamento, di livello adeguato, abbastanza difficile per stimolare la tua ambizione e il tuo impegno ma non impossibile per evitare inutili frustrazioni. (RIF. Articolo il miglior punto di partenza è l’arrivo).

 

  • Il secondo consiglio riguarda l’organizzazione. Hai capito bene: nessun progetto e nessuna attività si realizzano senza organizzare tempo e risorse. In ambito sportivo avviene esattamente la stessa cosa. La prima volta che incontro un atleta spendo più tempo nel capire insieme a lui come organizzare la sua settimana che non a svolgere i test iniziali. Questo perché è necessario analizzare bene i tuoi impegni familiari, sociali, lavorativi etc. Solo così potrai individuare le ore che puoi destinare all’allenamento con una certa sicurezza. Non sei un professionista quindi non avrai mai la certezza assoluta.
    Una volta individuato il numero di ore settimanali devi capire come e dove allenarti e in quali sport, se ti alleni su discipline diverse come nel triathlon. Questa è una strategia che funziona perché ti consente di pianificare nel miglior modo le tue attività. La strategia opposta, molto diffusa tra gli atleti amatori, ogni volta che ho del tempo libero mi alleno il più possibile è molto meno efficace perché priva di una pianificazione ben strutturata. A volte con il sistema casuale ti alleni anche per più ore ma la minor organizzazione lo rende un sistema perdente.

 

  • Un altro aspetto riguarda la gestione delle tue energie. Molto spesso quando si parte per un progetto stimolante come una maratona o un IRONMAN l’entusiasmo iniziale è a un livello molto alto. Devi stare attento a non esagerare a dedicare troppo tempo ed energie all’allenamento. È un po’ come in una maratona.
    È inutile partire troppo forte perché arriverà il momento in cui dovrai fermarti per l’esaurimento delle tue scorte energetiche. Nel nostro caso è uguale. Se parti troppo forte potresti arrivare al punto in cui cominci a sentirti stanco ma il tuo obiettivo è ancora troppo lontano per mantenere alta la tua concentrazione. Quindi parti con calma, non avere fretta e gestisci bene il tuo tempo senza trascurare il resto.

 

  • Una nota particolare è legata agli imprevisti. Tanti pensano che il lavoro di un allenatore, sul campo o a distanza, sia legato esclusivamente alla preparazione dell’allenamento e della programmazione annuale. In realtà il grosso del mio lavoro con un atleta devo farlo spesso nel giorno in cui non può allenarsi o nel periodo in cui per vari motivi, fisici, familiari o lavorativi è costretto a uno stop.
    Durante una preparazione di medio o lungo termine qualcosa può andare storto. Devi metterlo in preventivo e se dovesse capitare cerca di non fartene un problema ma al contrario cerca di trovare i lati positivi. Potrai innanzitutto trovare benefici dal riposo oppure avere del tempo per approfondire altri aspetti di tipo tecnico o teorico a cui non avevi mai prestato attenzione. Se invece l’imprevisto è legato a un risultato intermedio deludente, cerca di analizzare bene la tua prestazione in modo da poter tirar fuori il maggior numero di insegnamenti possibili. Nessun atleta è in grado di esprimere al meglio il suo potenziale in ogni occasione. E questo vale anche per te. Incassa i pugni, rialzati e poi riprendi la tua strada con maggiore esperienza e con una migliore conoscenza di te stesso. La prossima volta saprai quali errori non dovrai commettere. Questo è un punto di forza. Non una debolezza. L’importante è mantenere sempre il giusto approccio critico. Non mi piacciono gli atleti che cercano sempre delle cause esterne per giustificare una prestazione deludente. Ma nello stesso tempo non dovrai mai sopravvalutare un evento negativo. Una gara andata male è semplicemente un risultato. Non è un voto assoluto e irrevocabile alla tua preparazione e soprattutto alle tue capacità. In altre parole serve Equilibrio. Ricorda che un professionista organizza le sue giornate in funzione di allenamento e gare. Per questo le sue prestazioni sono più stabili e prevedibili. Nel tuo caso i risultati possono dipendere da tutti gli altri impegni familiari e lavorativi che devi gestire nell’arco della tua giornata e che ti occupano la maggior parte del tuo tempo. Per questo la tua prestazione è meno stabile e influenzata da fattori esterni alla tua preparazione.

In definitiva

Pianifica bene la tua stagione, organizza in modo attento la tua giornata e tieniti sempre pronto a gestire e affrontare gli imprevisti. Vedrai che in questo modo la motivazione rimarrà stabile nel tempo e avrai sempre il giusto entusiasmo per affrontare allenamenti e gare.

 

 

 

(Credits immagine principale: Yaruta on DepositPhotos.com)

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