Come mangiare bene mentre sei in isolamento

In questo periodo non è facile mangiare bene e spesso si incorre in comportamenti scorretti per il nostro corpo. Ecco qualche soluzione.

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Tempo di lettura: 3 minutiCiao, come stai a casa in isolamento dopo tutte queste settimane? Riesci a tenerti in forma in qualche modo? Mangi bene o indulgi in qualche piacere di troppo per coccolarti e per alleviare un po’ la tensione?

Iniziamo con il dire che una delle prime preoccupazioni una volta capito che l’isolamento sarebbe durato un bel po’ (e che soprattutto nel frattempo non si poteva correre!) è stata quella della forma fisica. Perché è innegabile: molti corrono e fanno sport anche per avere un alibi per mangiare quello che gli pare o per farlo senza tanti sensi di colpa, tanto “Poi vado a correre”. Ma se viene meno la scusa della corsa, come si fa? A tutti è apparsa la propria immagine alla fine dell’isolamento ingrassata di chili e chili.

Due atteggiamenti opposti verso il cibo

Si può reagire a una situazione stressante o straniante come quella in cui stiamo vivendo in due modi: mangiando più del normale o meno, fino al punto di non mangiare affatto. È chiaro che entrambi in comportamenti sono gli estremi dello spettro delle possibilità, a cui non bisognerebbe mai arrivare.

Le loro origini e spiegazioni vanno però raccontate, perché dicono molto di noi stessi.

Quelli che mangiano poco o niente mettono in pratica un comportamento millenario che risale addirittura a quando l’uomo doveva sopravvivere ogni giorno ad animali pericolosi e mortali. Se doveva infatti fuggire o combatterli, la condizione migliore in cui farlo era a stomaco vuoto. Ecco spiegato il motivo per cui alcune persone ansiose (soprattutto in questo periodo) reagiscono a una condizione stressante e preoccupante generale mangiando poco o smettendo (a volte dimenticandosi) di farlo.

Quelli che mangiano di più del normale usano il cibo come rilassante. “Stress relief” lo chiamerebbero gli inglesi, ossia qualcosa che dà sollievo in una condizione pressante. Cosa che ti è già capitata nella tua vita, no?

Su cosa agire però sapendo che la condizione generale – che ci accomuna tutti, ossia l’epidemia e il conseguente isolamento – non può essere mutata? Non resta che lavorare su noi stessi e su come gestiamo il nostro rapporto con il cibo.

Se mangi di meno

Ti sei reso conto che mangi poco o dimentichi di mangiare? Tratta i pasti come un qualsiasi altro appuntamento e segnali in agenda. Se non hai voglia di fare un pasto sostanzioso, sostituiscili con smoothie proteici con i quali potrai dare al corpo un minimo di sostentamento.

Se mangi di più

Innanzitutto accetta che sia una fase transitoria e che sì, molto probabilmente al termine di questo isolamento sarai ingrassata/o. Detto questo, il modo più semplice per controllare ciò che mangi è, dalla notte dei tempi dell’invenzione delle diete, quello di avere in casa solo cose genuine che non ti fanno ingrassare. Gli snack – che ti tolgono la fame nervosa e ti permettono di arrivare a uno dei pasti principali della giornata senza mangiare le gambe della sedia, devono essere sani. Evita i cibi processati e che danno gratificazione istantanea e non farti mai mancare la frutta, perfetta per gli spuntini di metà giornata.

Un altro trucco semplicissimo per allontanare i sintomi della fame e avere qualcosa di non ingrassante in corpo (alleviando quindi il senso della fame) è quello di avere un thermos con una bibita calda come un tè o una tisana al proprio fianco. Il gesto di versare nella tazza e poi bere qualcosa di caldo tiene impegnata la mente e calma il corpo (e lo riempie anche!).

Un’ultima cosa

In questi ultimi tempi si è diffusa una radicata moda panificatoria: tutti si sono messi a fare il pane o la pizza in casa. È molto bello e insegna anche una cosa utile: a riscoprire le nostre radici e a fare qualcosa che non si sapeva fare. Più in genere, la panificazione è un’arte che insegna il valore del tempo (l’impasto, la lievitazione, la cottura), ci intrattiene e libera la mente e ci fa fare qualcosa di utile e ancestrale. Più in generale, preparare il cibo è un modo per controllare anche gli stimoli della fame e per recuperare un rapporto corretto con ciò che mangiamo: ce lo fa conoscere meglio e amare di più.

Se si vuol trovare un elemento positivo in questo isolamento eccone uno: la riscoperta del piacere di stare in cucina e di fare le cose.

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