Brooks Glycerin 18, la leggerezza delle nuvole

Quanto pesa una nuvola? Non importa: è più interessante correrci sopra, avendola ai piedi, come con le Brooks Glycerin 18

PAGELLA

Comodità
8,5
Estetica
8
Tomaia
8,5
Suola/intersuola
9
Peso percepito
9
Rapporto qualità/prezzo
8
Protezione
9

Tempo di lettura: 3 minutiUna domanda che ci si fa quando da piccoli si guardano le nuvole è “Ma si potrà salire su una nuvola? E poi mi regge? Ma la posso usare per volare?”.

Io continuo a chiedermelo anche se avere studiato fisica a scuola ha rovinato tutta la magia e mi ha fatto capire (maledetta fisica!) che non puoi salire su una nuvola e volarci dall’Italia al Canada.

Però puoi correrci e non è un caso che il marketing del running usi spesso questa metafora per suggerire l’idea di cosa significhi correre con un determinato paio di scarpe.

Non so esattamente come sia stare su una nuvola ma so bene come è correre con le Brooks Glycerin 18 e mi piace pensare che la sensazione sia la medesima.

Una famiglia di scarpe

Fra tutte le scarpe da running esistenti, le Glycerin hanno un posto di primo piano fra le scarpe comode e protettive. Le si potrebbe implicitamente definire come “non racing e per runner robusti” e non si farebbe loro un torto: in effetti spesso questo tipo di scarpa è indicato come protettivo e ammortizzato perché si assicura di prendersi parte del carico che dovrebbero altrimenti gestire le articolazioni. Il che non toglie che sia anche una scarpa alleata di chi è assolutamente in peso forma ma che ha iniziato da poco a correre.

La vocazione delle scarpe protettive infatti non è permettere a chi è più o meno appesantito di correre (non tutti sono/siamo runner perfettamente in forma e anche chi lo è normalmente può – per infortuni o accidenti vari – trovarsi a riprendere a correre ed essere giù di forma) ma invece quella di prendersi cura delle sue articolazioni. Questa loro peculiarità le rende anche perfette per chi è alle prime armi e che, quindi, ha una struttura muscolare non ancora pronta.
E non solo: anche chi è allenato apprezza molto questo tipo di scarpe, perché sono perfette per allenamenti più rilassati e lunghi, quando magari hai voglia di riposare le gambe e di lasciare lavorare le scarpe. Ebbene sì: anche chi è allenato non disdegna corse del genere, ammettiamolo. E allora ci sono le Glycerin 18.

Togli eppure aggiungi sostanza

Le scarpe si sono sempre più semplificate in questi ultimi anni: sono fatte con sempre meno parti e sono sempre più leggere. Complici i materiali più eterei eppure capaci di ammortizzazioni efficacissime, una scarpa degli ultimi anni è fatta in modo più semplice e pesa molto meno di una di anni fa. Il risultato è che quello che è stato tolto in termini di peso ha aggiunto ammortizzazione, comodità e reattività. Si è tolta materia per amplificare qualità che non hanno una materialità ma sono percepibili, eccome.

Il peso, in particolare, non è un fattore trascurabile: una volta le scarpe protettive avevano anche un peso importante. Oggi non è più così: pesano forse qualche decina di grammi in più di una racer ma non tanto di più. Il risultato è che la protezione è assicurata senza dover per forza avere ai piedi oggetti pesanti che diventano ancora più pesanti percettivamente quanto più la gamba si stanca.

Il piacere

Questa recensione è un po’ sui generis, lo ammetto. Non ho parlato delle Glycerin 18 nel dettaglio. L’ho fatto per un motivo: le Glycerin 18 sono tutto questo: sono protettive, sono leggere, sono ammortizzate, sono comode e anche veloci. Sono una specie di riassunto dello stato dell’arte della scarpa di questo genere degli ultimi anni, oltre a essere quel tipo di scarpe della tua collezione che guardi e pensi “Ma sì, oggi ho voglia di una cosa rilassata e loro sono perfette”.

Perché, a prescindere dalla forma fisica e dalla preparazione, a volte hai voglia di non pensare ad altro. Hai solo voglia di infilare le scarpe e lasciare fare tutto a loro. Per correre, in libertà.

Le Brooks Glycerin 18 sono disponibili nei migliori negozi di sport o nello store Brooks al prezzo di 170 euro.

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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