Blake Wood, l’anima di Hardrock 100

Tempo di lettura: 4 minutiBlake Wood, ragazzo proveniente dalla California del Sud inizia a correre al secondo anno delle superiori, come tutti da quelle parti, nelle corse campestri. Interesse che proseguì all’Università di Santa Barbara prima che la sua carriera si interrompesse per via di una frattura alla caviglia.
Da quel giorno non rientrò più nella squadra, ma la passione per la corsa rimase e Blake continuò a correre per i fatti propri.
Continuò gli studi e dopo la laurea proseguì con un PdD in ingegneria elettronica e fisica dei plasmi, trasferendosi in uno sperduto angolo del New Mexico. Blake era un cervellone e per anni il suo lavoro si svolse nei laboratori di Los Alamos National, lavorando come designer e programmatore di armi nucleari.

Trovandosi in New Mexico e avendo la possibilità di spazi remoti e poco popolati in cui correre, Blake non si dedicò solo alla corsa su strada, ma si iscrisse anche a una 50 miglia, una corsa locale chiamata Jemez Mountain Trail Runs. Quello fu il suo primo accesso nella comunità dell’ultrarunning dove conobbe Charlie Thorn (assieme a Steve Vause furono i primi 3 a correre il Nolan’s 14) John Cappis (uno dei fondatori di Leadville 100) e altri pionieri dell’ultrarunning.

Il 1994 è l’anno in cui Blake Wood corre la sua prima Hardrock 100, e sarà la gara che di sicuro lo influenzerà di più nella sua vita, finendo a disputare quella gara praticamente ogni anno da quel giorno. Nel ’94 però Wood non aveva i requisiti per partecipare alla orami giunta alla terza edizione 100 miglia delle Montagne Rocciose, aveva provato anche a iscriversi a Leadville 100 senza successo.
I corridori che aveva conosciuto in gara gli dissero di provarci
“Ma non devo aver già corso una 100 miglia prima?” chiese
“Ti abbiamo visto correre e pensiamo che tu possa arrivare in fondo” gli risposero
E non si sbagliavano.

I have to go higher than the tops of the mountains I can see around me a dozen times. What did I get myself into?”
Blake Wood dormendo nel suo sacco a pelo la notte precedente alla sua prima Hardrock

Alla prima edizione Blake Wood (35 anni) si classificò undicesimo col tempo di 38 ore e 20 minuti. Charlie Thorn, che aveva già 48 anni in quell’edizione si ritirò.
In quell’anno Cappis invitò Blake Wood a prendere parte a Leadville e gli chiese se avesse voglia di far parte del The Hardrock Hundred Board of Directors (BOD), ovvero il comitato gara. Era perlopiù un gruppo informale di amici che si occupava dei ristori e di tutta l’organizzazione che c’era dietro alla gara.
Chissà se si rendevano conto che Hardrock 100 sarebbe diventata la gara a cui ogni ultrarunner vorrebbe poter correre almeno una volta, con migliaia di iscrizioni ogni anno e le possibilità di partecipazione sempre più remote, e legate oggigiorno a una lotteria molto restrittiva.

Nel 1994 ci furono solo 81 corridori. Le regole attuali per le elezioni del Board prevedono un mandato di tre anni e poi si procede alle ri-elezioni. Blake Wood è sempre stato parte del Board, ricoprendo anche il ruolo di Vice Presidente e quello di Presidente per 8 anni. Attualmente non ne è più membro, ma visto che è stato il primo ad essere stato eletto “ad honorem” continua a essere parte attiva nelle decisioni più importanti che riguardano la gara.

For most, the lottery system is unfair and horrible, and to others, it is great and genius, he explained. Hardrock could easily be the elite mountain championship race of the world, but the organizers and true believers of Hardrock don’t want that.

Insomma, seppure la Hardrock potrebbe diventare senza grossi problemi una blasonata gara per gli elite, Blake Wood e gli altri del Comitato ci tengono che rimanga sempre una corsa con un’attitudine diversa, genuina e familiare, come è sempre stata.

Tolto il 2015 anno in cui si operò al ginocchio, Wood corse sempre la gara, riuscendo anche nell’impresa di settare un nuovo record di gara in 30 ore e 10 minuti al suo quinto tentativo e ovviamente arrivare primo assoluto. L’ultimo risultato? Se non si considera il 2019 in quanto la gara non si è tenuta per le condizioni climatiche proibitive in quota, Blake Wood ha corso ed è arrivato in fondo in 45 ore e 1 minuto (nel 2018) all’età di 59 anni.
Nel 2017 ha anche corso una maratona in 2:58, l’ultima di una numerosa serie sotto le 3 ore, il che fa di Blake Wood un corridore eccellente, dedito alla corsa fin da quando aveva 15 anni, e guardando nel suo curriculum non si può non citare una 100 miglia corsa in 14 ore nonché essere diventato finisher a Barkley Marathon.

Tutta la famiglia di Wood è dedita alla corsa. Suo padre smise di fumare e gli fece da pacer in svariate occasioni, anche durante Hardrock 100. Sua figlia Margaret ha corso i Trials per le Olimpiadi di Maratona nel 2012.

Che altro dire? Come se la passa Wood ai giorni nostri?
Immagino molto bene, considerando che risulta iscritto ad Hardrock 100 anche quest’anno.

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Francesco "Paco" Gentilucci
Paco arriva dalla Repubblica Indipendente di Colferraio dove è libero di esprimere tutta la sua attitudine per l'ultrarunning. E lui, di ultra, ne sa parecchio visto che la sua passione sono le 100 miglia. E le sa raccontare, eccome se le sa raccontare!

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