ASICS Novablast, e chi se l’aspettava

Presentate come scarpe multipurpose - come direbbero alcuni - le Novablast riescono invece a essere molto più versatili di quanto ci si possa immaginare.

IN BREVE

Presentate come scarpe multipurpose - come direbbero alcuni - le Novablast riescono invece a essere molto più versatili di quanto ci si possa immaginare.

PAGELLA

Comodità
9
Estetica
8,5
Tomaia
9
Suola/intersuola
9
Peso percepito
9
Protezione
9
Rapporto qualità/prezzo
8,5

Tempo di lettura: 3 minutiQuando le presentarono, le ASICS Novablast erano raccontate come un nuovo tipo di scarpe, non tanto tecnologicamente (anche se in buona parte lo sono) ma soprattutto per il pubblico di riferimento. ASICS non faceva mistero del fatto che fossero pensate per un sportivo giovane e versatile. Dico “sportivo giovane” e non “runner giovane” non a caso: le Novablast infatti sono delle scarpe con più utilizzi: la corsa senz’altro ma anche l’allenamento indoor, la palestra, il crossfit. Hanno diverse applicazioni insomma o sono, in altri termini, verticali in diversi campi o discipline.

È lecito guardare con un po’ di sospetto una scarpa che sostiene di farti fare un po’ tutto ma voglio subito rassicurare in questo senso: non c’ho fatto crossfit né zumba ma per correrci le Novablast sono sorprendenti.

In effetti ASICS è stata chiara proponendole: lo sportivo per cui sono pensate è chi pratica diverse discipline cambiandole frequentemente, magari facendo più allenamenti al giorno. Non necessariamente quello o quella che fa sessioni lunghissime di allenamento, ma anzi, chi passa da 45 minuti di corsa a 30 di core per poi fare un’ora di camminata veloce. In quel senso le Novablast dovevano dimostrare la propria versatilità e in quest’ottica le ho provate.

Come corrono

Prima che tu te lo chieda: no, non le ho usate per fare altro che correre eppure proprio in uno dei diversi ambiti per cui sono state disegnate, le Novablast si sono rivelate sorprendenti nell’essere ottime scarpe da allenamento.
Forse è opportuno definire cosa intendo per “allenamento” perché in questo caso ha un’accezione particolare: non è la sessione in cui rifinisci la velocità, non è nemmeno quella in cui fai una distanza mostruosa. Non è né qualità né quantità. Eppure, pensaci bene: se non sei un runner che distingue già in maniera puntigliosa allenamenti di qualità e quantità allora significa che corri per il gusto di farlo. Senza lavorare sui tempi né sulla velocità o la distanza. Ti alleni per il piacere di farlo e quindi non vuoi pensare a cosa stai indossando ai piedi.
Questo per me è l’allenamento puro, che parte da quando ti allacci le scarpe e te le dimentichi. Le Novablast sono tutto questo.

Ok, ma come sono?

Sono morbide, hanno una pianta larga e molta, moltissima ammortizzazione e una tomaia molto traspirante e leggera. E un collare imbottito al punto giusto, dettaglio apprezzabilissimo e attorno al quale negli ultimi anni si fanno molte sperimentazioni non sempre riuscitissime.

Dovendo adattarsi a diversi ambiti infatti l’idea che se ne trae è che l’ammortizzazione, per esempio, non sia solo quella più indicata per la corsa ma abbia anche delle buone risposte in una sessione di burpees o di skip. Una scarpa da running ha, per definizione, un utilizzo e una direzione ben specifici: le forze che si imprimono sulla suola sono infatti distribuite longitudinalmente, dalla punta al tallone. Altre discipline sollecitano invece le scarpe in maniera diversa e in altre e più direzioni. Le Novablast le coprono un po’ tutte, riuscendo però a essere scarpe precise anche nella corsa.

Certo, più cose fa bene una scarpa, meno ne farà in maniera sopraffina, così come una scarpa da velocità non sarà mai adatta alle lunghe distanze e viceversa. Eppure la confidenza e la piacevolezza che ti danno le Novablast correndo non sono affatto trascurabili. È quella sensazione che, quando guardi le tue scarpe e decidi con quale correre, te le fa guardare e pensare “Ok, oggi esco con voi”.
È il giorno in cui magari non vuoi fare velocità né distanza. È il giorno in cui vuoi solo divertirti, pensare ad altro o non pensare proprio a niente.

Le ASICS Novablast sono in vendita nei migliori negozi di sport o sul sito ASICS al prezzo di 140 euro.

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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2 COMMENTS

  1. Caro Martino,
    Complimenti per la passione nella descrizione innanzitutto.
    Se non sbaglio, ultimamente leggo sempre di meno se le scarpe siano da pronatori o supinatori (appartengo alla seconda razza, mercato piu ristretto), la differenza sta venendo un po’ meno?
    Grazie

    • Ciao Luca e grazie per le tue parole.
      Hai l’impressione giusta: negli ultimi anni le scarpe hanno sempre meno caratteristiche del genere, secondo me per due motivi:
      1) perché si è spinto negli anni passati sul far intendere che la pronazione o la supinazione fossero difetti da correggere (e il neutro invece era lo stato virtuoso) e
      2) perché le scarpe senza “correzione” o neutre sono adatte a più persone e la pronazione e la supinazione – qualora molto pronunciate – possono essere superate attraverso un’adeguata protezione.
      C’è una terza ragione ed è più individuale: io corro di avampiede quindi che la scarpa abbia una correzione in un senso o nell’altro per me è ininfluente perché il mio tallone non tocca praticamente mai terra. Per questo chi corre di avampiede è indifferente a che tipo di correzione ha o non ha una scarpa.
      Grazie ancora e buone corse!

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