Ansia e prestazione

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Il corretto approccio mentale alla gara e la capacità di gestirne tutte le emozioni contribuiscono in modo determinate al risultato finale. Hai mai avuto dubbi, incertezze, timori prima di una gara? Ti assicuro che si tratta di un fenomeno molto più diffuso di quanto pensi. Sai cos’è l’ansia da prestazione? E quali effetti può avere sulle tue prestazioni?

Innanzitutto non dobbiamo percepire l’ansia come un aspetto esclusivamente negativo. La gara rappresenta una sorte di esame periodico a cui ti sottoponi. È sicuramente una buona misura del livello di preparazione che hai raggiunto. Ma niente di più. E non ha un valore assoluto: sono troppe le variabili, anche esterne, che contribuiscono a certi risultati. Ogni competizione è, comunque, un occasione in cui ti misuri con te stesso e anche con gli altri. Nessuno può rimanere indifferente all’avvicinarsi di una competizione importante, neanche tu.
Quello che cambia da atleta ad atleta è il modo in cui si affronta questa situazione. Puoi avere uno stato d’ansia normale e controllabile o un livello invece molto più alto che non riesci a gestire. In casi estremi puoi arrivare addirittura ad attacchi di panico. 

L’ansia è un’emozione che prima o poi proviamo tutti e – a volte – è uno strumento necessario per affrontare una situazione nel migliore dei modi. L’ansia, quella positiva, rappresenta uno stato di attivazione fisiologico e comportamentale (arousal) indispensabile.

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Il giorno della gara e l’attivazione

Quando arriva il giorno della gara il tuo organismo attiva una serie di processi fisici e psicologici che contribuiscono al raggiungimento della massima prestazione. E questo succede indipendentemente da quale sia il tuo livello. Ottenere la corretta attivazione ti porta a quel livello di attenzione e concentrazione che ti aiuta a non sottovalutare l’impegno e a curare tutti quei particolari che ti aiutano ad affrontare la gara dal primo all’ultimo chilometro. Nello stesso tempo con l’attivazione prepari anche i muscoli, i polmoni e tutto l’apparato cardiocircolatorio allo sforzo psicofisico imminente. Senza tutti i benefici dell’attivazione, rischi di non arrivare preparato allo start. Questa è la dose di ansia che devi avere prima di una competizione e che ti porterà lo stato d’animo giusto per rendere al meglio. Approcciarsi con indifferenza e superficialità alla competizione ti può portare a sottovalutare alcuni elementi o a commettere degli errori che, con un coinvolgimento emotivo corretto ed equilibrato, non avresti mai commesso.

A volte invece il livello di ansia aumenta al punto di essere sproporzionato rispetto al compito che devi svolgere. Questo può diventare un problema perché in questo caso l’ansia ha un’influenza negativa sul tuo stato d’animo e di conseguenza sui tuoi risultati. Come puoi capire se stai vivendo uno stato d’ansia vero e proprio?

Devi individuare i sintomi principali per imparare a controllarla e limitarla. Nel complesso si tratta di tutta una serie di sensazioni spiacevoli e di pensieri negativi che possono portarti alla percezione di non essere in grado di portare a termine il tuo compito. In questo caso la tua gara. Si arriva a percepire uno stato di incapacità e di impotenza. E la cosa più spiacevole è che questo capita anche se ti sei preparato al meglio dal punto di vista fisico e tecnico. In questa situazione anche la miglior preparazione con un importante investimento di tempo ed energie alle spalle potrebbe non bastare. Se ti fai cogliere in pieno da uno stato d’ansia puoi arrivare ad avere tremori, sudorazione eccessiva, palpitazioni, irritabilità, cefalea, disturbi gastrointestinali e anche disturbi del sonno. Questi sintomi sono molto personali. Cambiano da atleta ad atleta e talvolta anche per la stessa persona cambiano in base alla situazione specifica che si affronta. 

Quali sono le principali cause di un attacco di ansia? Come puoi imparare ad anticiparlo? Alcuni fattori sono legati in modo specifico alla singola competizione. Cambiamenti dell’ambiente in cui gareggi (clima, fuso orario, condizioni altimetriche, etc.). Altri sono interiori e possono riguardare sia una generica paura di non riuscire che il timore di deludere le persone che ti stanno osservando (parenti, amici, allenatore, etc.). Se in una gara il tuo obiettivo non è la prestazione individuale ma un risultato vero e proprio devi essere anche capace di non subire il timore di confrontarti con i tuoi avversari.

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Le nostre armi

Le prime armi per sconfiggere o addirittura anticipare questo stato d’animo sono dentro di te: la capacità di motivarti, l’autostima, la consapevolezza di aver fatto tutto quello che dovevi per arrivare pronto all’appuntamento più importante. Se riuscirai a fare questo sarai sicuramente in grado di concluderlo al meglio delle tue possibilità. Non chiedo altro agli atleti che alleno. Dare il 101% in ogni occasione che conta.

Per risolvere il problema in base alle tue necessità puoi lavorare su tecniche di rilassamento, su tecniche di imaginery o sin dal primo momento con un accurato goal setting che ti ha portato a scegliere l’obiettivo adatto alle tue caratteristiche e al tuo livello di preparazione.

Da parte mia posso dare un contributo importante. Ogni allenatore può trasferire agli atleti tutta l’esperienza e la tranquillità di chi ha già affrontato e superato certe situazioni molte volte. Un buon allenatore conosce gli atleti, li osserva ed è in grado di capire quando intervenire per trasferire sicurezza e motivazione.

Ricorda sempre che ogni gara è un test periodico che fai per valutare il tuo livello di preparazione e di maturazione tecnica e tattica. Ma non è un giudizio definitivo della tua persona e delle tue capacità. Impara da subito ad attribuire alle competizioni la giusta importanza che ti faccia arrivare pronto e determinato all’appuntamento. Non devi mai arrivare a considerare un evento sportivo come una minaccia o un rischio per la tua stabilità emotiva. Impara ad accettare ogni tipo di risultato. Goditi il successo e i nuovi personal best. Fai tesoro di ogni sconfitta e, quando capita, portati a casa il maggior numero di insegnamenti possibile.

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Ogni gara è un’occasione per confrontarsi e mettersi alla prova. Una sensazione che mi riempie di concentrazione ed energia. Io non vedo l’ora che arrivi la prossima gara. E tu?

 

 

(Credits immagine principale: gstockstudio on DepositPhotos.com)

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Paolo Barbera è coach e atleta. Ormai si è perso il conto sia degli Ironman a cui ha partecipato che di quelli in cui ha gareggiato accompagnando i suoi atleti passo dopo passo. Allena sia online che presso Tri60, la struttura che ha fondato con un concept innovativo: una palestra dove si possa allenare interamente il triathlon grazie ai supporti più innovativi. Paolo va forte, in ogni senso!