Allbirds Tree Dashers, le scarpe da running (quasi) a impatto zero

Se la tutela dell'ambiente ti sta a cuore, le Allbrids Tree Dashers potrebbero essere la scarpa che cercavi

Tempo di lettura: 3 minutiLa sensibilità ambientale è sempre più forte in questi ultimi anni ed era inevitabile che coinvolgesse anche il mondo del running, pur se marginalmente fino a ora.

Inutile nascondere che l’impatto ambientale delle scarpe con cui corriamo non è inesistente: sono quasi sempre fatte con materiali plastici o sintetici che hanno una impronta ecologica importante. Come la si misura? Calcolando che impatto ha la produzione, l’uso e lo smaltimento di un paio di scarpe, dalla materia prima alla sua trasformazione e lavorazione, passando per il trasporto, l’uso e, alla fine, lo smaltimento.

Si calcola che una scarpa tradizionale in materiali sintetici abbia un’impronta ecologica pari a 12.5 kg CO2. L’obiettivo dei neozelandesi-americani di Allbirds è quello di arrivare a essere non solo carbon-neutral (cioè a emissioni zero) ma addirittura negativi, cioè di riuscire a sottrarre CO2 dall’ambiente, invece che emetterla. Per ora sono riusciti ad arrivare a un’impronta pari a 7.6 kg CO2, comunque un risultato notevole.

Come ce l’hanno fatta?

Come loro stessi dicono, iniziando a contare come e in che modo i loro processi producevano CO2. E poi operando per ridurli usando solo materiali naturali. Iniziarono anni fa producendo le prime sneaker in lana merino (di cui la Nuova Zelanda è ricca) che, contrariamente a quanto si pensi, se trattata adeguatamente non scalda il piede ed è anzi molto traspirante. Non immaginare insomma di indossare due maglioncini ai piedi ;)

Più recentemente hanno sviluppato anche delle scarpe da running che hanno attirato l’attenzione di adidas che ha stretto con Allbirds una partnership di collaborazione per portare il gigante tedesco al traguardo delle emissioni zero entro il 2050.

Tree Dashers, tutte al naturale

In un certo senso potremmo definire queste scarpe da running “scarpe di legno”. Non perché siano effettivamente in legno ma perché derivano quasi interamente dal legno. La tomaia è infatti in TENCEL™ Lyocell, una fibra ottenuta da legni cresciuti in Sud Africa che non utilizzano irrigazione meccanizzata ma solo acqua piovana, usando quindi il 95% in meno di acqua per crescere. La suola e l’intersuola sono in SweetFoam™, una schiuma ottenuta dalla canna da zucchero coltivata in Brasile, ancora una volta solo grazie alle acque piovane e senza usare impianti di irrigazione.


E non è finita: il lacci sono in filamenti ottenuti da plastiche interamente riciclate (con una bottiglia di plastica se ne fanno un paio) e gli occhielli sono fatti con microorganismi che mangiano e digeriscono la canna da zucchero.

Sembra un po’ una cosa cervellotica ed estrema ma il risultato è una scarpa molto bella e dal design minimalista che ti mette a posto con la coscienza e che fa un’ottima figura anche come sneaker da usare tutti i giorni.

Ok, dov’è il trucco?

Ti starai chiedendo dove sta l’inganno, perché sono belle, ecologiche, ci puoi correre e prendere l’aperitivo e… costeranno 300 euro, so che te lo senti. E invece no: le Tree Dashers costano 135 euro, un prezzo assolutamente ragionevole e, anzi, contenuto considerando quanto costa spesso essere sensibili alle questioni ecologiche.

Le puoi comprare solo sul sito Allbirds, a questo indirizzo o nei loro store fisici che purtroppo sono solo negli USA, in Cina e, in Europa, a Londra, Amsterdam e Berlino.

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