A cosa servono i problemi

I problemi sono ostacoli o sono sfide? Servono a migliorare o a bloccarti il cammino?

Tempo di lettura: 2 minutiImmagina un grande maratoneta che arriva al 40esimo chilometro e pensa “Oh ma io sono stanco” e smette di correre. Immagina una delle grandi donne che hanno deciso che le maratone dovevano correrle pure loro, non importava come e quando: pensa se si fossero convinte che non ne valeva la pena, che era meglio continuare a fare la loro vita senza tante scocciature.

Nell’ultima newsletter (a proposito, ti sei iscritto vero?) Sandro citava Renzo Rosso, il fondatore di Diesel. Rosso è solito dire “I problemi mi rendono felice”, intendendo che i problemi sono sfide da superare, non sono solo ostacoli e soprattutto non sono limiti invalicabili. 

L’evoluzione personale e il miglioramento individuale possono essere descritti da curve: hai presente un bel grafico che punta verso l’alto? Nelle ordinate ci metti le cose che sai fare sempre meglio e anche il tuo umore: più ostacoli superi, più raccogli soddisfazione. Se guardassi con un microscopio quella curva vedresti che non è continua ma è fatta di scalini: ogni volta che miglioriamo in qualcosa saliamo uno scalino. Ogni volta che impari a fare una cosa che non sapevi fare ne sali uno, ogni volta che capisci come fare meglio una cosa che già sapevi fare ne sali un altro.

La vita è fatta a scale, no? Si dice così. Però c’è un altro modo di intendere la questione che val la pena di tenere a mente:

Non pensare mai “Non lo so fare” ma inizia a pensare “Non lo so ancora fare”

Vedi come cambia la prospettiva? Dalla rinuncia alla negazione passi con eleganza alla possibilità: ok, non lo sai fare ma forse è perché non c’hai ancora provato, non è che non lo sai fare e basta.

Non hai mai corso e ora corri: hai imparato a fare una cosa che non sapevi di poter fare. Ora la sai fare.
Non hai mai fatto una buona carbonara e ora la sai fare (anche se non sarà mai buona come quella di Santopalato).

Ci sono tante cose che non sapevi di sapere o poter fare e ora sai fare. Le sai fare con tale naturalezza che hai dimenticato quanto ti è costato imparare a farle e quanto non è stato affatto naturale riuscirci. Hai fatto fatica.

Come si allena la resistenza mentale?

Un altro modo di vedere i problemi

I problemi sono una scocciatura o qualcosa che rifuggi da sempre, e invece basta spostare un po’ la prospettiva per illuminarla con una luce diversa: i problemi sono sfide, non sono muri. Ci puoi sbattere contro ma puoi anche decidere di scalarli. O di prenderli a mazzate e abbatterli, chissà. Puoi scegliere il modo che vuoi.

L’importante è, come sempre, l’atteggiamento che hai. Se sei arrendevole e pensi che è meglio abbassare la testa e continuare a fare quello che hai sempre fatto vivrai tranquillo ma non ti evolverai mai.

Se deciderai che i problemi sono sfide che non hai *ancora* vinto e che puoi vincere saprai già affrontarli con uno spirito diverso e molto più positivo.

Il futuro

Ci troviamo tutti di fronte a giorni incerti. Capita in questo periodo in particolare ma può capitare sempre nella vita. È l’incertezza del futuro ed è ineliminabile. Puoi solo accoglierla diversamente da come hai sempre fatto: ciò che è sconosciuto (perché deve ancora accadere) non deve per forza fare paura: in fondo è un insieme di infinite possibilità.
Sta a te coglierle.

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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