Più ammortizzazione = meno sforzo muscolare?

Le scarpe ammortizzate e protettive abituano male i piedi e non ne fortificano la muscolatura? Uno studio sembra dire il contrario

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La funzione dell’ammortizzazione nelle scarpe da running è duplice: serve a farti correre più comodamente (funzione molto gradita, questa) e a proteggere meglio il piede. L’idea è che più è ammortizzata la scarpa, più il piede è protetto. Il compito di assorbire l’impatto sul terreno è insomma demandato all’intersuola e non alle articolazioni e ai muscoli del piede e delle gambe, o almeno solo parzialmente.

Non farà male?

Alcuni ricercatori si sono chiesti se lo scaricare troppo il piede dalla sua funzione naturale di assorbimento dell’impatto non potesse essere controproducente: non si abituerà male a non sforzarsi?

I risultati sono stati invece sorprendenti, tanto da essere definiti da Daniel Lieberman – uno dei più importanti studiosi della corsa naturale – “controintuitivi”. Egli stesso infatti dava per scontato che l’esatto opposto accadesse solo nella corsa barefoot: più libero è lasciato il piede, più tenderà a fortificarsi per lasciare lavorare armoniosamente i suoi muscoli e assorbire gli sforzi liberati durante la corsa. Ed è vero: i muscoli del piede di chi corre barefoot (o “naturale”, cioè con poca o pochissima ammonizzazione e non necessariamente a piedi nudi) sono più forti perché devono lavorare di più per assorbire lo shock dell’impatto. Quello che Lieberman non si aspettava era però che anche un piede abituato a una scarpa ammortizzata potesse fortificarsi. Sembra che lo faccia lo stesso, anche se per un motivo diverso. Per capirlo però dobbiamo prima capire come lavora il piede durante la corsa.

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L’arco

All’incirca a metà del tuo piede, sulla pianta e verso l’interno c’è il cosiddetto “arco plantare”. Quando appoggi la pianta del piede a terra lo vedi chiaramente perché è l’unica parte che… non appoggia! Il fatto di non appoggiare però non significa che non lavori. Una delle sue funzioni è infatti quella di agire come una molla: quando il piede atterra durante la corsa si estende al massimo caricandosi per poi rilasciare energia in fase di stacco. A ogni passo che fai si carica e si scarica, incessantemente. Se però gran parte dell’assorbimento dell’impatto è già assolto dall’intersuola cosa fa lui? Va in vacanza? Fino a che il professor Kelly, che ha condotto questa ricerca su 16 candidati ai quali sono stati fissati dei cavi particolari capaci di misurare la forza espressa dai muscoli della pianta del piede, non ha letto i risultati del test avrebbe detto che era così: quei muscoli si scaricavano. Invece quelli dei candidati hanno dimostrato di lavorare, eccome. Ma non come lavorano quelli di chi corre natural, bensì fortificandosi per mantenere l’equilibrio. Siccome con le scarpe ammortizzate la superficie su cui impatta il piede più direttamente a contatto con la sua pianta è quella dell’intersuola, i suoi muscoli si attivano per mantenere meglio l’equilibrio. E un po’ come se il cervello si convincesse che stai correndo su una superficie molto morbida e quindi hai bisogno di stabilità. Questa stabilità la ottiene aumentando la forza di quei muscoli.

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In sostanza

I risultati ottenuti potrebbero far pensare che non ci sia differenza dal punto di vista muscolare fra corsa natural e ammortizzata ma vanno letti diversamente: la differenza c’è, e allo stesso tempo una scarpa con una buona protezione non “addormenta” i muscoli della pianta del piede. Solo che lo fa per un motivo che nessuno avrebbe scoperto se non avesse avuto questa intuizione.

Quindi: se usi scarpe ammortizzate sappi che un certo sforzo i muscoli del tuo piede lo fanno comunque. Te lo dico per sentirti meno in colpa e anche per farti capire che le scarpe aiutano ma non corrono al posto tuo. Ma questo già lo sai, considerato che si fa comunque fatica a farlo, o no?

(Via LA Times)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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