Topo Fli-Lyte 3: animo corsaiolo

Ammortizzazione secca, drop contenuto, leggerezza: gli ingredienti per andare più veloce con una scarpa natural ci sono tutti

Tempo di lettura: 3 minuti

Sul tallone delle Topo Fli-Lyte 3 c’è un numero, anzi, una scritta ben evidente: “Drop 3 mm”. Non è frequente che nelle scarpe da running si citi il drop. Lo trovi indicato nelle schede tecniche e il negoziante coscienzioso lo sa e te lo dice ma per Topo il drop è una cosa molto seria e non a caso lo dichiara in maniera evidente e inequivocabile.

Del resto le Topo sono delle scarpe da running particolari (ne parlavo più diffusamente nella prova delle Phantom, per cui ora non mi ripeto): sono delle scarpe che possiamo annoverare fra le natural. Hanno un drop contenuto (appunto: 3 mm, quando la norma è 8-10-12 mm), un puntale largo e un fit che le fa assomigliare più a una scarpa maximal (quindi con ammortizzazione generosa) che a una natural.

Del resto la lezione sulla scarsa appetibilità delle scarpe natural più estreme è stata capita da chi le ha proposte negli ultimi anni: se venivano commercializzate come capaci di evitare o ridurre gli infortuni grazie a come ti facevano correre “natural”, era difficile riuscire a essere altrettanto convincenti con così poca ammortizzazione sotto i piedi.

Le Fli-Lyte 3

Il nome di questo modello da strada di Topo ti fa già pensare a qualcosa di molto leggero, no? In effetti lo sono: sono scarpe leggere in ogni senso. In termini di peso, di drop, di ammortizzazione.
Da sempre “scarpe leggere” vuol dire una sola cosa: velocità. E in effetti l’animo corsaiolo di queste Fli-Lyte 3 è evidente. Il drop contenuto contribuisce ad annoverarle fin da subito fra quelle più prossime a delle scarpe racer, che quindi spostano tutto il peso in avampiede per correre sbilanciati in avanti e aggredire la strada (in verità questo “sbilanciamento” è molto contenuto e riguarda più l’impostazione natural della corsa che l’assetto da velocità). Tutte le scarpe con drop contenuto infatti spostano il baricentro in avanti caricando più il polpaccio che lavora in estensione.

Velocità=scomodità?

Un altro tratto comune alle scarpe votate alla velocità più estrema è la secchezza dell’ammortizzazione. La “velocità” è infatti spesso ottenuta sacrificando la comodità e massimizzando la reattività dell’intersuola. Ma in questo caso parliamo di velocità in termini di scarpa natural, quindi un concetto più morbido. Per capirci: le Fli-Lyte 3 sono veloci rispetto alle Phantom che hanno di certo più supporto e sono pensate per grandi chilometraggi ma non sono veloci come un modello racer “tradizionale”. Parliamo infatti pur sempre di una scarpa con una tomaia importante e molto protettiva e una suola di un certo spessore, resa ancora più comoda all’interno dal plantare Ortholite antimicrobico da 5mm.

Eppure se corri prima con le Phantom e poi con le Fli-Lyte 3 ti accorgi che l’impostazione generale e le geometrie delle scarpe sono simili ma capisci anche quanto sia più protettiva la prima e più nervosa la seconda. E per “nervosa” non intendo un difetto: una scarpa nervosa ti fa capire di voler correre e il suo è più un atteggiamento e un invito, perché in definitiva si tratta comunque di una scarpa comoda e piacevole. È solo che non riesce a non dirti “Corriamo un po’ più forte?”. Non si può mica deluderla!

Le FLi-Lyte 3 sono in vendita nello store online di Topo al costo di 145€.

IN BREVE
Comodità
8
Estetica
7
Tomaia
7,5
Suola/intersuola
9
Protezione
8,5
Peso percepito
8
Rapporto qualità/prezzo
8
CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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