Techno Running

Non avevi mai pensato di correre con la techno, vero? Nemmeno noi.

Tempo di lettura: 2 minuti

Contrariamente a quanto il titolo potrebbe farti pensare, questo articolo non parla di tecnica di corsa, né in italiano, né in inglese. Parla, più prosaicamente, di corsa con la musica techno sparata nelle orecchie.

Fra tutti in generi musicali che ho frequentato, la techno è sempre stata il più trascurato. E con “trascurato” intendo ignorato, perché non l’ho mai ascoltata, relegandola a roba che ascolti se sei strafatto e possibilmente a un rave con altre centinaia di persone.

Il modo in cui mi ci sono avvicinato è curioso: per trovare la concentrazione nello scrivere uso spesso Noisli, un sito e un’app con cui puoi ascoltare particolari rumori o suoni: il fruscio delle foglie, il vociare in un bar, il treno, la pioggia e i tuoni, il mare. Un tappeto sonoro che comprende anche il rumore bianco. Sai cos’è il rumore bianco? Secondo Wikipedia è “un particolare tipo di rumore caratterizzato dall’assenza di periodicità nel tempo e da ampiezza costante su tutto lo spettro di frequenze”. Non si capisce molto bene, vero? Però se ti faccio qualche esempio di rumore bianco capisci meglio: l’aspirapolvere, il phone, una radio fuori sintonia.

Questi tipi di rumore – apparentemente molto fastidiosi – sono in realtà molto tranquillizzanti perché liberano il cervello dall’elaborarli. Non sono una musica – peggio se con parole – che è portato a seguire. Sono letti come rumori o acustica ambientale e pertanto lo lasciano libero di concentrarsi su altro.

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Cosa c’entra il designer della Apple? C’entra perché mi è tornato in mente ascoltando ore e ore di rumore bianco. Ho ricordato di aver letto che nei laboratori di Cupertino in cui ha disegnato il MacBook o l’iPhone era solito sparare musica techno a palla. Mi sono sempre chiesto perché: non gli rovinava la concentrazione? Evidentemente no e il motivo è presto detto: la techno è una specie di rumore bianco un po’ più organizzato. Per esempio è ottima per scrivere o quando devi concentrarti. Davvero, sembra una follia ma è così.

Quindi mi sono detto “Perché non provarla anche correndo?”. Detto, fatto. Uno dei momenti in cui si è più concentrati, cioè quando si corre, più la techno che ti fa concentrare ancora di più? Cosa ne verrà fuori?

Beh, non ti resta che provarci. BOOOM.


(Photo by Sandro Katalina on Unsplash)

 

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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