Stress? Insoddisfazione? Ecco la soluzione

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In Hyde Park a Londra c’è il cosiddetto Speakers’ Corner. È uno spazio libero e pubblico e chiunque voglia può andarci la domenica mattina e tenere, anche non annunciato, comizi sulle proprie idee e su quello che gli passa per la testa.

I social sono una specie di Speakers’ Corner sotto steroidi perché al pubblico sonnolento e svogliato di una domenica mattina a Londra aggiungono una platea potenzialmente limitata solo a chi frequenta le varie piattaforme. E parliamo di centinaia di milioni di utenti.

Detto ciò mi chiedevo se abbiamo forse un problema di eccesso di ipocondria ultimamente. O forse l’abbiamo sempre avuto ma i social l’hanno messo a nudo nel suo demoniaco splendore?
Mi piace sperarlo anche se temo che l’uomo sia stimolato dagli strumenti che ha a disposizione e quanto più potere questi gli danno, tanto più tende ad abusarne.

“Ti asfalto”

Invece di considerare solo il potenziale (di fuoco verbale) che ognuno di noi ha a disposizione nel palmo della mano o sulla tastiera, si è prestata pochissima attenzione a come il senso di responsabilità nell’esprimere le proprie opinioni non sia cresciuto di conseguenza. “Da un grande potere derivano grandi responsabilità” diceva lo zio a Spider Man. Oggi abbiamo un grandissimo potere e lo usiamo con un senso di responsabilità che è inversamente proporzionale. Siccome è facile commentare e dire quello che si pensa, lo si fa con scarsissimo raziocinio.

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Un passo alla volta

Ma non voglio fare la morale a nessuno, ci mancherebbe. Coltivo la nemmeno tanto segreta convinzione che tutte le idiozie che Ciccio e Papera hanno scritto, tutte le cose violente che hanno pensato (e scritto!), tutto il livore che hanno riversato sui social resti a imperitura memoria di quanto leggeri e irresponsabili siano stati nei loro giudizi.

E poi chi se ne importa. Il modo migliore per disattivare i troll è non considerarli.

Non voglio nemmeno metterla sul personale. RunLovers è stato raramente trascinato in polemiche e si è sempre ben guardato dall’alimentarne assumendo atteggiamenti volutamente provocatori. L’unica cosa che vogliamo provocare è la sana voglia della gente di andare a correre.

Quindi, ascolta lo zio

Anche in questo caso il consiglio è quasi scontato.
Quando la vita ti dice male,
Quando vorresti dire quella cosa su quel fatto di cronaca che oggi ti sembra fondamentale ma che fra 3 giorni manco ricorderai più,
Quando vuoi dare una lezione a qualcuno,
Quando ritieni che un discorso generico sia riferito a te (o al tuo ego, è meglio dire),
Quando non sopporti il capo,
Quando non sopporti il tuo compagno o la tua compagna,
Quando sei inc***ato o inc***ata col mondo,
riponi il telefonino, spegni il computer, vestiti e infila le scarpe
e vai a farti una corsa.

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E se non ne hai voglia?

Non c’è modo migliore per scaricare la tensione e le frustrazioni che prendere questo fascio di energie negative e trasformarlo in energia esplosiva da scaricare sulla strada.

Ritroverai vigore, positività, empatia con l’universo.
Sembra la pubblicità di un bagnoschiuma ma, credimi, il risultato è garantito.
Di certo poi proverai calma e rilassamento, non avrai memoria di cosa ti aveva fatto arrabbiare così tanto e ritornerai ai fondamentali della vita: non imporre la tua opinione ma volerti bene e avere cura di te.
Con la corsa hai cura di te stesso. Degli altri – che spesso manco conosci – invece non ti curare.

(Photo by Alex Mihai C on Unsplash)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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