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Un po’ di tempo fa, abbiamo pubblicato questo articolo in cui Martino riportava i dati di uno studio: “100 anni fa il 90% degli americani faceva lavori non sedentari. Oggi questa percentuale è invertita: il 90% sta in ufficio tutto il giorno”.
È un dato di fatto, lo so, non abbiamo scoperto l’acqua calda ma, come spesso capita quando vedi qualcosa scritto nero su bianco, quel concetto mi è rimasto impresso nella mente. E quindi siamo qui a parlarne.

Negli ultimi 100 anni la nostra vita è cambiata radicalmente. Sono cambiate le nostre abitudini, è cambiata l’alimentazione, sono cambiati la nostra società e il lavoro. Questi 100 anni hanno avuto un impatto violentissimo sulla nostra evoluzione: un vero salto per il quale non abbiamo gambe sufficientemente lunghe.

Il nostro corpo, evolutosi in migliaia di anni per renderci tra i mammiferi più votati all’endurance, si trova in una condizione che non gli è propria: l’immobilità. Se a questo aggiungi anche il fatto che lo stress e la vita frenetica ci rendono più inclini al cercare di fermarci (e alla pigrizia), ottieni un risultato preoccupante. Momenti di immobilismo totale alternati ad allenamenti. Cambi di stato che non vengono mai affrontati bene dal nostro fisico.
Per il nostro bene – a ogni livello – dovremmo cercare di muoverci il più possibile.
Non a caso le persone che svolgono lavori che non li costringono a una scrivania per – almeno! – 8 ore al giorno sono meno inclini a ingrassare e hanno maggiore resistenza “di base”.

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È un problema che abbiamo quasi tutti, io per primo.
E quindi che si fa? Non è che possiamo lasciare il lavoro!

Verissimo, però possiamo adottare delle abitudini che ci permettano di non afflosciarci a una scrivania attendendo l’inesorabile trascorrere del tempo.

Le abitudini alimentari

Innanzitutto dobbiamo capire una cosa molto semplice: tutto parte dalla nostra testa e dalla nostra gola. Perché essere consapevoli – sempre – di ciò che stiamo facendo è la chiave per riuscire ad adattare le nostre abitudini, attivandoci.

La pausa pranzo con il panino “unto” o i fritti, i cibi che ci riempiono la pancia e ci fanno sentire “appagati” non servono a nulla. Attenzione, non sto condannando a priori le cose buone ma che fanno ingrassare; dio benedica la Nutella per tutti gli attacchi di tristezza che mi ha alleviato. Però dobbiamo essere sempre consapevoli di cosa usiamo per nutrirci e, ricorda, una sana alimentazione inizia nel momento in cui facciamo la spesa. Con consapevolezza.

I cibi pesanti, i formaggi, le salse, l’alcool vanno dosati con moderazione nella nostra vita. Insalate, panini sani, i bento box preparati a casa aiutano moltissimo. Perché il nostro scopo è una sana leggerezza.

Non penseresti mai di uscire a correre dopo il pranzo della domenica dalla nonna, no?! Nello stesso modo, mangiando pesante, stiamo rallentando il nostro corpo – e questo si ripercuote anche sulla nostra lucidità mentale.

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La regola è sempre la stessa: mangiare fino a non essere pieni. Se la tua gola vuole farti comprare due tranci di pizza, tu prendine uno. Se vuole prendere una porzione “abbondante” di pasta, tu prendila normale.

Insomma, per farla semplice, bisogna trovare il giusto equilibrio tra l’appagamento del gusto e la nostra volontà di muoverci.
È la mente che comanda, dobbiamo ricordarlo sempre.

“Eh, ma io sono sempre in giro e mangio dove capita”. Non è una scusa, si possono trovare cibi sani anche all’autogrill, possiamo portarci le nostre insalate da casa o del riso basmati con le verdure e il curry. Si tratta solo di volerlo fare: anche questo è parte del nostro allenamento, no?!

Non perdere le occasioni per muoverti

Quante volte ti è capitato di fare 4 piani di scale e arrivare in cima con il “fiatone delle ripetute”? Dai, non mentire! Siamo tutti sulla stessa barca.

Camminare fa bene, fare le scale fa ancora di più. Stare in piedi (quando puoi) è una buona abitudine.
Lo so che la vita frenetica in cui si incastrano tutti gli impegni come in un puzzle da 10.000 pezzi è un casino. Ma, ascolta lo zio Big, se perdi 5 minuti perché hai parcheggiato un po’ più lontano non succede niente, credimi!
Come non succede nulla se perdi un episodio di una serie TV e, anziché stare sul divano, esci a fare una lunga passeggiata.

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Ti svelo un segreto che tutti sanno ma non tutti ascoltano: ogni volta che ti muovi, ti stai allenando.

Ci sono piccoli trucchi per sopravvivere alla vita sedentaria e costano davvero poca fatica:
1. Quando puoi, usa sempre le scale anziché l’ascensore;
2. Spostati camminando;
3. Se sei al telefono, alzati in piedi e, se puoi, cammina mentre parli;
4. Cerca sempre la posizione corretta per busto, braccia e testa quando sei seduto al computer;
5. Alzati e muoviti almeno una volta all’ora;
6. Mangia leggero e bevi tanta acqua;
7. Se puoi spostarti in bici, fallo!
8. Concediti almeno due lunghe passeggiate alla settimana;
9. Quando sei seduto, prenditi un minuto per fare movimenti di allungamento per il collo e il busto;
10. Limita la tua vita sui social e aumenta la tua vita sociale.

“Muoviti”, ti odio!

Hai letto il punto 5? Ti ricorda nulla? Se hai al polso uno sportwatch avrai sicuramente capito a cosa mi riferisco: il mio Forerunner 945 ogni ora mi ricorda che devo alzarmi e muovermi ed è – te lo dico onestamente – una cosa che detesto. Paragonabile (quasi) alla voce di quella santa donna di mia madre che, da adolescente mentre facevo quello che mi piaceva, mi ricordava ripetutamente le cose che dovevo fare.

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Lui vibra, io penso “che c’è?”, guardo e poi sbuffo. Ma mi alzo.
Perché, in fondo, lo scopo della tecnologia è proprio questo: aiutarci, renderci la vita più semplice e ricordarci di fare le cose.

E l’allenamento?

Quello ci dev’essere sempre! Se stai preparando una gara, la tabella va rispettata. Però non puoi pensare che, da solo, l’allenamento sia sufficiente. Cioè, stare seduti tutto il giorno e correre 3/4 volte alla settimana non basta a soddisfare il bisogno di movimento che ha il nostro corpo.

In questo, chi fa triathlon è un po’ avvantaggiato perché, in un modo o nell’altro, ha almeno un allenamento al giorno. Quindi, se corri, aggiungici qualcosa, iscriviti in palestra, va’ in piscina, pensa a yoga, pilates, nick boxing, quello che vuoi. Ma, per favore, non rimanere statico.
Quando adotti uno stile di vita attivo, ottieni risultati strabilianti!

Non solo per il tuo fisico ma anche (e soprattutto) per la tua mente.

 

(credits immagine principale: monkeybusiness on DepositPhotos.com)

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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