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Lo so, dico sempre che “correre è la seconda cosa che si impara a fare dopo essere nati” e quindi dovrebbe venirci naturale correre bene ma, purtroppo, non sempre è così. La questione è molto semplice: crescendo “disimpariamo” a correre.

I motivi possono essere moltissimi ma, i più frequenti, sono legati alla mancanza di un tono muscolare adeguato per mantenere la corretta posizione di corsa e, in aggiunta, al fatto che i nostri piedi – se non sono adeguatamente allenati – non si comportano nel modo giusto.

Quante volte ti è capitato di passare di fianco a una vetrina, avere la sensazione di correre bello come un keniano, buttare uno sguardo e vedere un essere mitologico frutto dell’incrocio tra Godzilla e uno zombie? A me tantissime.

Probabilmente anche Pirandello, quando ha scritto ‘Uno, Nessuno e Centomila’, è stato ispirato mentre correva. Perché una tale separazione tra realtà e percezione io non l’ho mai vista.

Cosa significa “correre bene”?

È molto semplice, la corsa perfetta è quella che ha il gesto atletico più efficiente. Un movimento in cui si sfrutta la gravità, la posizione, la forza muscolare per proiettarsi in avanti facendo il minimo sforzo possibile in rapporto alla velocità. Pare banale ma non lo è affatto.

Sì, perché non è sufficiente “correre e basta”, dobbiamo infatti metterci nelle condizioni di ridurre la fatica per poterci godere di più la corsa.

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Non sto dicendo che sicuramente corri male, conosco persone che sembrano quasi avere la corsa e la resistenza nel DNA e, comunque si muovano, sono una rappresentazione di armonia in movimento: sembra non fatichino. Ma, se come me, fallisci il “test della vetrina”, mi spiace dirti che non sei tra queste.
Perché, non a caso, la corsa efficiente è anche una corsa esteticamente bella.

Credo che lo scopo di tutti noi sia correre più a lungo e più veloce facendo meno fatica, no? Perché solamente così riusciamo a godere totalmente del tempo che passiamo su strada, colpendo ritmicamente l’asfalto con le nostre scarpe da running. Perché riusciamo ad apprezzare di più l’aria che ci entra nei polmoni, senza avere quella terribile sensazione di soffocamento e cuore in gola. Perché riusciamo a capire meglio come funziona il nostro corpo e, non ultimo, perché incrociando qualcuno, riusciremo a dire “ciao” senza sembrare Gollum in crisi d’astinenza da anello.

La tecnica di corsa fortunatamente si può migliorare, basta un po’ di applicazione e nemmeno troppa fatica. Vedrai che, già dopo qualche sessione di allenamento, inizierai a godere dei benefici del lavoro che hai fatto. Te l’assicuro!

Tre consigli per migliorare la tecnica di corsa

La questione è semplice: tutto ruota attorno alla consapevolezza del nostro corpo, al tono muscolare e alla nostra posizione nello spazio. E tutti questi elementi hanno il pregio che possono essere allenati e potenziati.

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Basta solo un po’ di volontà.

Vediamo insieme come fare!

1. Fa’ sempre esercizi di core stability

Credo che, tra i tre consigli che ti sto dando oggi, questo sia il più importante. Sì, perché se i muscoli del busto non riescono a supportarci a dovere, tendiamo a curvarci su noi stessi, impedendo al diaframma di fare il suo dovere al meglio: respirare!
Attento però: non sto parlando di avere addominali degni di Dwayne “The Rock” Johnson (che è un grande!), perché bisogna distinguere tra la potenza muscolare e la capacità di endurance.

Mi spiego meglio perché questo punto è particolarmente importante. I muscoli – tutti! – possono essere allenati alla resistenza o alla forza o a entrambe. Per riuscire a mantenere la posizione corretta del busto – il “core”, appunto – per molto tempo, la forza è secondaria. Ciò che conta è che abbiamo la resistenza per stare con busto, schiena e spalle correttamente eretti per tutta la durata della nostra corsa.

Hai presente quei runner esausti – tra cui a volte sono anch’io – che sono così stanchi e curvi su loro stessi da sembrare Quasimodo del Gobbo di Notre Dame? Ecco, in quel caso significa che i loro muscoli del “core” non hanno una resistenza sufficiente. Ed è proprio lì che dobbiamo intervenire con esercizi specifici.
Tra tutti questi esercizi, il re indiscusso si chiama PLANK (seguendo il link trovi un video che ne spiega 100 varianti e c’è pure un bellissimo gattino, fossi in te andrei a vederlo). Si fa fatica, non te lo nego, ma è assolutamente indispensabile. Credimi.

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2. Frequenza di passo e oscillazioni

Qui dobbiamo necessariamente parlare un po’ di tecnica ma non temere: andiamo veloci. Infatti già abbiamo parlato di quanto sia importante la frequenza di passo e aggiungerei anche l’oscillazione del nostro corpo mentre corriamo.
Infatti dobbiamo ricordare che più andiamo verso l’alto e più consumiamo energia inutilmente perché, come dicevo prima, il nostro scopo è avanzare, non rimbalzare.

Per conoscere queste dinamiche di corsa (e imparare a percepirle) è utile avere uno sportwatch che le registri. Io uso il Garmin Forerunner 945 che, collegato alla fascia cardio, mi dice in tempo reale com’è la mia corsa.

È importante usarlo perché, soprattutto quando si iniziano a curare questi aspetti tecnici, strumenti come il metronomo integrato o il Running Dynamics Pod ci semplificano molto la vita.

3. Lavori specifici di qualità

L’appoggio del piede è un elemento indispensabile su cui lavorare e bisogna curarne gli aspetti principali.
Ma non è solamente tecnica, infatti – anche grazie alle ripetute, meglio se fatte in pista – dobbiamo imparare a sviluppare la forza e la reattività necessarie per avere dei tempi bassi di contatto con il suolo. In questo modo non andremo solo più veloci ma correremo meglio, sotto ogni aspetto.

Per questa tipologia di lavori, è utile avere delle scarpe adeguate, più veloci e reattive rispetto a quelle che utilizziamo per gli allenamenti più lunghi. Solo così il nostro piede svilupperà la sensibilità necessaria per “sentire” il terreno e comportarsi di conseguenza. Non a caso abbiamo già parlato di come individuare la scarpa giusta per ogni allenamento.

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Vedrai che, dopo aver seguito questi semplici consigli, riuscirai ad affrontare il “test della vetrina” senza paure. Con sguardo alto, busto eretto e gambe veloci!

 

 

(Credits immagine principale: Maridav on DepositPhotos.com)

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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