Santini x Ironman: “cor AUDAX”

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

Tempo di lettura: 3 minutiQuando indossi il body AUDAX di Santini, ti senti un po’ in soggezione. Non per il body in sé ma per la grande “M-Dot” che troneggia sul petto, in un accostamento cromatico di nero e grigio che fa risaltare moltissimo il marchio Ironman.

Certo, ci sono le linee di pensiero più “integraliste” che storcono il naso perché “quel marchio lì” lo puoi indossare solamente quando hai concluso almeno una volta le 140,6 miglia che ti separano dal traguardo dell’Ironman full distance.
Per certi versi sono abbastanza d’accordo ma è anche vero che dipende molto da “come” ti senti addosso quel logo.

Se lo porti con l’umiltà di chi sogna quel traguardo e il rispetto per tutti coloro che sono riusciti a raggiungerlo, diventa più la rappresentazione di un sogno che un motivo di vanto. E, in fondo, quel body è stato proprio progettato per essere bagnato del tuo sudore dei tanti allenamenti che ti separano dal tuo obiettivo.

AUDAX, si chiama il modello e, in effetti, bisogna avere un cuore audace per intraprendere il percorso ricco di fatica e soddisfazioni che ti porta a nuotare 3,8Km, pedalarne 180 e, alla fine, correre una maratona.

Questo è il pensiero; ma com’è questo body di Santini?

Il fitting

Partiamo dal presupposto che vestirmi non è facile: sono 192 cm per circa 80 Kg, quindi la mia taglia varia tra la M e la XL in tutte le sue varianti possibili. In questo caso però il body in taglia L (quella che uso di più) è perfetto per comodità e aderenza.

Il tessuto compressivo Fitter con cui è realizzata la parte inferiore sostiene bene il muscolo e lo preserva da inutili vibrazioni sia nella bici che nella corsa. Mentre, il tessuto aerodinamico con cui è composta la parte alta è molto traspirante e leggero, pur avendo ottime doti di protezione UV anche nelle giornate più calde di luglio e agosto.

La comodità, però, è la parola chiave per chi deve percorrere lunghe distanze e il Santini Audax – quando ce l’hai addosso – praticamente non lo senti. Non c’è alcuna frizione fastidiosa e tutti i movimenti sono liberi – anche in acqua con la muta o correndo per strada.

Equilibrato nell’uso

Quando lo si usa non ci si pensa ma l’equilibrio in un body è importantissimo. Dev’essere molto traspirante ma aerodinamico, asciugarsi in fretta e magari avere un paio di tasche per gel, barrette, spugne o quello che vuoi; dev’essere comodo ma supportivo. E deve inoltre avere un fondello che ti permetterta di stare in sella da 4 ore e mezza fino a 6 ore senza soffrire le pene dell’inferno e, contemporaneamente, scomparire quando inizi a correre. Stiamo quindi parlando di un concentrato di ricerca e tecnologia applicate all’abbigliamento sportivo.

La cosa stupefacente è che l’Audax fa tutte queste cose, e le fa bene. Ma, se dovessi descriverlo con tre aggettivi, ti direi che è comodo, fresco e performante.

D’altra parte da un prodotto “premium” di Santini ti aspetti proprio questo: non avere difetti.

L’unico, forse, è il prezzo: 280€ la versione con le maniche, 270€ senza maniche. Ma è indiscutibilmente un prodotto di fascia alta e, come tale, va valutato. Perché, in fondo, se devi stare dieci, dodici, quattordici ore sul campo gara e ne hai la possibilità, è meglio avere addosso una seconda pelle che ti dia tutto il supporto possibile per quello che stai facendo. Realizzare un sogno, appunto.

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1 COMMENT

  1. Solo chi ha portato a termine un ironman può sfreggiarsi di quel marchio. È un simbolo che ti distingue dagli altri che ti dice si io l’ho fatto. Un soldato semplice non si mette le stelle da capitano perché ambisce ad esserlo. Diego.

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