Sandra Callegarin: forza all’ennesima potenza

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Tempo di lettura: 2 minutiIniziamo oggi a pubblicare i tre racconti selezionati per il progetto Brooks #TellUsYourHappyStory. Sono tre storie profondamente differenti tra loro ma accomunate da una grande volontà di trasformazione. Tre storie su come la corsa ha cambiato i loro protagonisti e il mondo che li circonda. Per farlo, oggi, ci vestiamo tutti di rosa e rendiamo il mondo sicuramente più bello.

Sandra Callegarin ha una missione, glielo leggi negli occhi e lo senti dalle sue parole che non pensa ad altro: trasformare, con la corsa, la vita di altre donne che hanno avuto il tumore al seno; dando loro speranza, aiuto, incoraggiamento e un obiettivo ambizioso da raggiungere. Correre una maratona!

E quando incontri una donna con un carattere così determinato, il finale della storia è quasi scontato perché vedi lo sguardo risoluto di chi sa cosa vuole fare, come vuole farlo e sa che ci riuscirà.

Sandra è indubbiamente riuscita a rendere il mondo un posto migliore, ha reso migliore la vita di molte persone e, soprattutto, ci insegna che – anche partendo da un dramma personale – possiamo (e dobbiamo) guardare a chi ci sta intorno, tendere la mano, portare positività, speranza, bellezza e valori sani.
Per passare, da esseri umani, a essere umani.

Ecco la sua storia!

Sono Sandra ho 51 anni e vivo a Padova e questa è la “runsformation”che è scaturita dopo che, cinque anni fa, sono piombate nella mia vita (fortunatamente insieme) due inaspettate sorprese: LA CORSA e IL CANCRO!

Ho scoperto di avere un tumore al seno nel 2014 e, da allora, 2 interventi, 6 cicli di chemioterapia, la terapia ormonale (tuttora in corso) e poi la ricostruzione. Poco prima della scoperta avevo iniziato a correre e correre è stato il mio “gancio nel cielo”.
Insieme all’enorme sostegno della mia famiglia e degli amici, la corsa mi ha fatto scoprire forze ed energie per combattere che non pensavo di avere.
Correndo mi sono sempre sentita e mi sento più forte, in grado di affrontare qualunque cosa.
Quando nel novembre 2014, in piena chemioterapia, armata di parrucca e mascherina, accompagnai mio marito a New York a correre (lui) la maratona, vidi che era una vera metafora di ciò che stavo vivendo e lì decisi: il cancro non me l’avrebbe impedito, anche io avrei corso la maratona a New York!

Ce l’ho fatta! Ma il mio sogno poteva diventare qualcosa di più: se la corsa aveva aiutato me, poteva farlo con altre e poteva diventare l’occasione per lanciare un forte messaggio di incoraggiamento per chi stava affrontando la sua “maratona” contro il cancro.

Così ho fondato, con mio marito Michele, RunYourLifeAgain RYLA Onlus ed è nato il progetto RunForIOV.
Con il patrocinio e il supporto dell’Istituto Oncologico Veneto e della Medicina dello Sport, è stata selezionata una squadra di ex pazienti di tumore al seno e di medici dello IOV. Ci siamo allenate insieme per un anno e il 6 novembre 2016 abbiamo tagliato insieme il traguardo della Maratona di New York.

Da allora non ci siamo più fermate, si sono aggiunte altre 2 squadre (ora siamo in 30), abbiamo corso le maratone di Valencia 2017 e Londra 2018 e adesso, insieme a una nuova squadra, ci alleniamo per New York 2020!

Tutto ciò per dimostrare che, dopo un tumore al seno, è possibile riprendere a correre la propria vita e addirittura correre la più ambita maratona del mondo!
Prima era solo il mio sogno, ora siamo in trenta a sognare e correre insieme

E, insieme a noi, le pazienti di oggi che vogliamo incoraggiare con la nostra corsa!

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