Running with Frank Zappa

Uno degli artisti più poliedrici, completi, inventivi e rivoluzionari della storia: Frank Zappa.

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Oggi, 26 anni fa, moriva Frank Zappa. Si può spiegare alla nonna chi era Frank Zappa, ammesso che non lo conosca già benissimo? È difficile perché Zappa era un essere umano e un musicista e un artista e un politico e persino un filosofo di qualità sopraffina.

Ognuna di queste cose lui la sapeva fare alla perfezione. E anche oltre, direi. Come musicista e compositore fu straordinario, prolificissimo, mai ripetitivo, alla costante ricerca del contrappunto, della sorpresa, dell‘invenzione, della sfida alle regole (e al loro superamento).
Come artista la sua fantasia non poteva che esondare anche nelle arti visive.
Come politico? Basta guardare qualche sua intervista o qualche intervento davanti a qualche commissione parlamentare statunitense per capire che quella che comunemente viene definita libertà impallidisce in confronto a cosa intendeva lui per libertà. Era un repubblicano, era conservatore eppure l’esserlo non strideva affatto con il suo anelito alla libertà, anzi: lo era alla maniera dei principi fondanti degli USA. Come mi spiegò un amico, per lui essere repubblicano significava concepire lo Stato come un’entità che aveva l’unico scopo di evitare che i suoi cittadini si ammazzassero a vicenda (non c’è riuscito benissimo, va detto). Del resto lo Stato non doveva occuparsi, specialmente della libertà espressiva.

Inevitabile che vivendo per la libertà politica, espressiva e artistica lui finisse per essere anche un raffinato filosofo, uno dei migliori pensatori del 20° secolo.
Perché per quanto la sua musica potesse essere ostica, quando lo sentivi parlare di libertà respiravi aria pulia e chiarezza intellettuale cristallina.

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E poi era capace di un’ironia acutissima e per niente sconfitta. L’ironia che usava non sminuiva gli esseri umani ma dava una giusta dimensione all’intero genere umano. Quando in una delle ultime interviste gli chiesero cosa avrebbe detto agli umani del terzo millennio rispose che credeva che sarebbero sopravvissuti solo i batteri e gli lasciò pure un messaggio. Disse “Yuuwwwaah eeyyuuaahhh yaa”.

Frank, come ogni anno, manchi tantissimo.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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